Padre Tonino Falaguasta Nyabenda

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
55a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° gennaio 2022

Oggi, 1° gennaio, nell’ottavo giorno dopo il Natale, celebriamo la festa di Maria Santissima Madre di Dio. E’ una festa voluta da Paolo VI nel 1969 con la pubblicazione del Messale, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. Si voleva celebrare la Madre di Gesù come Madre di Dio (Theotokos, in greco). Nel 431 dopo Cristo, i Pastori della Chiesa riuniti in Concilio a Efeso (Turchia) hanno proclamato Maria Santissima “Theotocos”, Madre di Dio, perché Madre di Gesù. Non è stata la l’acclamazione di una nuova divinità, ma semplicemente riconoscere che il Messia, “nato da donna”, come dice l’apostolo Paolo (Galati 4, 4), ha una madre, come tutti gli umani. E siccome Gesù è, nella stessa persona, di natura divina e di natura umana (Lo proclamerà il Concilio di Calcedonia, nellaTurchia attuale, nel 451) non può che avere una sola Madre. “Nulla è impossibile a Dio” ha detto l’Arcangelo Gabriele, citando il libro della Genesi (Genesi 18, 14) per convincere Maria di Nazareth ad accettare l’azione di Dio in lei. E allora facciamo festa, anche se tanti criticano la nostra devozione alla Madonna. Come fa, per esempio, il Corano, il libro sacro per i Musulmani. Addirittura il Corano (cioè il suo autore Maometto) accusa i Cristiani di essere politeisti, perché adorerebbero tre dei. Chi sarebbero questi tre dei? Eccoli: Dio, Gesù e Maria di Nazareth (Corano, sura 5, versetto 73).

Ma noi festeggiamo Maria di Nazareth, Madre di Gesù che è anche il Figlio di Dio. Dice Papa Francesco: “Accogliamola, come fece Elisabetta che disse, vedendola a casa sua: ‘Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno’. Sono le parole che ripetiamo nell’Ave Maria. Facendo posto a Maria, veniamo benedetti, ma impariamo pure a benedire gli altri”.

Oggi è anche la “Giornata Mondiale della Pace”, numero 55. E’ stata istituita da Paolo VI, il 1° gennaio del 1968. Un’intuizione profetica di questo Papa santo in un momento in cui la contestazione era globale e la guerra (pensiamo al Vietnam!) era un’esperienza tragica quotidiana. Ogni anno, per questa Giornata, il Papa ci dona un messaggio. Per quest’anno Papa Francesco ci dice fra le altre cose: “Ancora oggi, il cammino della pace, che san Paolo VI ha chiamato con il nuovo nome di sviluppo integrale, rimane purtroppo lontano dalla vita reale di tanti uomini e donne e, dunque, della famiglia umana, che è ormai del tutto interconnessa”. Il Papa allora, per avere una vera pace, che è “dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso”, propone tre vie per costruirla in maniera durabile: “Il dialogo fra le generazioni…, l’educazione, come fattore di libertà…e il lavoro per una piena realizzazione della dignità umana”. Seguiamo allora le indicazioni di Papa Francesco e costruiremo piano piano una vera pace, anche in questo periodo di pandemia da Covid-19.

San Daniele Comboni (1831-1881) era un mistico, anche se sempre in movimento per i suoi viaggi apostolici. E lo insegnava pure ai suoi Missionari, che lo aiutavano nella fondazione della Chiesa nell’Africa Centrale. Nel Regolamento per i Missionari del 15 marzo 1869, così scriveva dal Cairo (Egitto): “La pietà è il pane quotidiano dei nostri Missionari, riconoscendosi troppo necessaria per mantenere il fervore della vocazione in questi paesi, dove è purtroppo facile dimenticarsi di Dio e dei propri doveri religiosi”.

P. Tonino Falaguasta Nyabenda