Padre Giovanni Taneburgo

 

Nel contesto sociale in cui viviamo, con le tante situazioni pesanti create dalla sofferenza e da tanti mali, sono molte le persone che vivono nella tristezza, nell’abbattimento, nel tormento, e forse anche nella disperazione. Con umiltà vi dico che a causa di ciò a cui ho appena accennato, sono spesso tentato di lasciarmi cadere le braccia e di trattenere quel sorriso che, credo, mi sia connaturale. Ecco allora che ogni giorno ringrazio il Signore che mi dice di non abbattermi perché continuerà Lui a darmi la forza. Così vado avanti, sorpreso tante volte dalla sua generosità che va sempre al di là delle mie aspettative, delle mie richieste dei miei sogni. Ed ecco oggi una bella sorpresa che è per me , per voi e per tutti.

La terza domenica di Avvento è chiamata domenica “Gaudete” cioè dell’invito a gioire, a rallegrarsi, ad essere lieti. Questo invito viene espresso nella prima lettura in modo vivace e ciascuno, ciascuna di noi può prenderlo come rivolto a sé: “Rallegrati, grida di gioia, esulta ed acclama con tutto il cuore”. Nel contesto sociale a cui ho accennato sopra, questo invito potrebbe sembrarci anacronistico, ingenuo, fuori luogo. Eppure la parola di Dio proclamata dalla Chiesa da secoli, anno dopo anno, lo rivolge a tutti. Perché? Il motivo è stupendo: Dio chiama tutti ad essere nella gioia, non una gioia superficiale, ma quella gioia duratura, donataci da Lui mediante Cristo Gesù; quella gioia che vuol dire serenità, pace dentro e che si manifesta all’esterno per contagiare tutti. La prima lettura specifica il motivo dicendo: “Il Signore ha revocato la tua condanna (…). Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia”. Con la sua venuta nella storia, Gesù rese tutti coloro che l’accolsero, capaci di rimanere nel suo amore. Mediante il Battesimo anche a noi fu dato lo stesso dono, perché Gesù ci avvolse nel suo amore per farci essere con Lui nel Padre.

Ora ci chiediamo: come possiamo prepararci ad accogliere Gesù che rinnoverà la sua presenza nel mondo questo prossimo Natale che si avvicina? La risposta è chiara e sfidante: aprendo le nostre menti e i nostri cuori allo Spirito Santo che, in modo rinnovato, ci dona il fuoco dell’amore per renderci capaci di metterci in gioco per Gesù e per il suo Vangelo messi al centro della nostra vita e dei nostri interessi. E’ cosi che diventiamo capaci di aprirci agli altri, soprattutto i poveri, gli ammalati e i più bisognosi in spirito di solidarietà e condivisione, nelle situazione concrete della vita e alla luce della giustizia e della carità. E’ così che facciamo una vera esperienza della gioia e la nostra vita si apre a cammini e orizzonti nuovi. Nella seconda lettura, San Paolo ci dice: “Siate sempre lieti nel Signore. La vostra amabilità sia nota a tutti. Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”.

Cos’altro possiamo desiderare se Dio è con noi con tutti i doni che la Parola ci ha presentato?

P. Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano