Stiamo avvicinandoci alla fine dell’anno 2021 e alle Feste Natalizie tanto belle quanto significative, perché ricordiamo la nascita di Gesù bambino, Emanuele = Dio con noi. Egli è colui che trasforma la nostra vita e le dà il suo significato più vero.

Come di solito ne approfitto per scambiarci gli auguri, e riprendere la comunicazione dopo le vacanze trascorse in Italia. E’ un occasione per ringraziare Dio per l’anno trascorso ed incoraggiarci ad incominciare il Nuovo Anno 2022 con slancio ed ottimismo.

Questa volta non vi scrivo da Mapuordit, però sempre in comunione con tantissimi amici e amiche lasciati a Mapuordit. Vi scrivo dalla casa del provinciale dei missionari comboniani a Juba, capitale del S. Sudan. Recentemente, mi è stato chiesto di sostituire temporaneamente l’economo della comunità perchè rientrato in Germania per cure mediche. La previsione è di rimanere a Juba per qualche mese e poi rientrare a Mapuordit. La comunità di Juba ha un ruolo centrale di supporto logistico alle 10 missioni sparse in tutto il S. Sudan. L’accoglienza dei confratelli di passaggio e di vari gruppi che si trovano a Juba vedono nella nostra comunità un riferimento per momenti di incontro e di preghiera.

Il dono dell’amicizia… A Maggio quando sono rientrato in Italia per vacanze, ero leggermente preoccupato a causa del Covid’19 di non riuscire ad incontrarvi. Grazie a Dio, ho vissuto un bel momento di amicizia e fraternità con tanti di voi e mi scuso con altri, che non sono riuscito per motivi di tempo ad incontrare. Vi ringrazio per la vicinanza e affetto che mi avete manifestato e l’interesse per la missione del S. Sudan non solo a parole ma anche in modo concreto e generoso. Un GRAZIE sincero a tutti voi! Sono tanti gli incontri e momenti belli vissuti durante le vacanze in particolare vorrei ricordare l’incontro con i miei compagni di classe delle elementari, lo staff medico e sanitario di Verona e alcuni lavoratori/e della ditta Oscarnovo e tanti amici della parrocchia di Celeseo, S. Angelo e Arzergrande. A volte, prendiamo tutto per scontato, tutto ci è dovuto nelle relazioni tra persone in particolare con quelle che conosciamo fin dall’infanzia. L’amicizia invece, è un sentimento profondo che si basa sulla lealtà, sul rispetto reciproco, sull’impegno di crescere insieme nella libertà, nel sentirsi uniti, vicini e sempre presenti, anche se spesso ci si trova in zone geografiche lontane, col desiderio di prestare e ricevere ascolto, conforto, affetto, di scambiare emozioni positive, di condividere esperienze. In sintesi, usando le parole di Aristotele, ‘L’amicizia è un’anima sola che vive in due corpi separati.’

Vita a Mapuordit… Rientrato a Mapuorit dopo le vacanze, ho potuto constatare un notevole aumento dei pazienti rispetto l’anno scorso. Grazie alla nomina del nuovo Governatore dei Laghi lo scorso luglio, (un generale dal polso di ferro) ha finalmente portato la pace tribale nella nostra zona e ora la gente si muove liberamente senza pericolo per cui il numero dei nostri pazienti sono raddoppiati, ovviamente anche il consumo delle medicine è aumentato notevolmente. C’è ancora molto da fare per raggiungere una pace duratura ma è un buon inizio!

Normalmente, le giornate iniziano molto presto, all’ospedale di Mapuordit. I primi pazienti giungono da molto lontano, molti hanno percorso anche 70 Km a piedi o per i più fortunati in motocicletta per un consulto o per un intervento chirurgico. Ogni giorno vengono visitati più di 200 malati, le patologie trattate sono le più disparate, dalle semplici ferite della cute alle malattie più gravi come le polmoniti e le malattie infettive tipiche di queste zone. Spesso i pazienti giungono in condizioni disperate, dopo aver percorso lunghi tragitti a piedi o con mezzi di fortuna arrivano stremati, disidratati e con poche speranze di guarigione anche se affetti da patologie curabili in Europa.

Ci si rivolge all’ospedale quando la situazione è ormai irrisolvibile nel villaggio o quando le condizioni sono talmente gravi che non si può fare più nulla così i medici diventano solo l’ultimo traguardo del paziente.
Si muore ancora di parto e la mortalità perinatale e neonatale sono ancora molto elevate. La causa principale è la malnutrizione seguita dalle malattie infettive e parassitarie, in primis la malaria. Infatti la nostra gente è più preoccupate della malaria che il covid-19.

Non è normale che sia normale… di seguito ho voluto riportare uno spaccato di un biglietto augurale che ho ricevuto recentemente da un mio confratello comboniano che trovo significativo di cui condivido una piccola parte.

Non è normale che sia normale che ogni giorno migliaia di bambini muoiano di fame — le cifre sono contraddittorie, ma anche se fosse solo uno…

Non è normale che sia normale che tutti gridino contro guerra e violenza mentre i nostri governi, “legittimamente” eletti come nostri rappresentanti, continuino a sostenere produzione e commercio di armi…

Non è normale che sia normale che, mentre ognuno di noi, a parole, aspiri alla fraternità universale, nella pratica accetti silenziosamente e/o sostenga attivamente la logica del nemico e della paura…

Non è normale che sia normale che si accetti di trasformare il Natale, memoria della venuta di Cristo sulla terra, Re della Pace, promotore indefesso dell’inclusività di tutti, in una festa che divide e condanna…

Non è normale che sia normale che siano proprio i cristiani, seguaci di quel Cristo, i più silenziosi, i più accomodanti, i più accondiscendenti a questa logica perversa dell’avere e del potere…

Non è normale che sia normale che quando un Papa parla di misericordia sia attaccato come teologicamente impreparato e confusionario…

Non è normale che sia normale che Dio continui, ostinatamente, a scegliere questa umanità come sua casa, a piantare la sua tenda in mezzo a noi, allargandola continuamente perché possa accogliere tutti…

Non è normale che sia normale che ci siano ancora donne e uomini di buona volontà che si spendono per co-creare relazioni nuove…

Con amicizia e affetto, abbraccio e preghiera, porgo i miei migliori auguri di Buon Natale e Anno Nuovo 2022.

Fr. Claudio Bozza, mccj
Mapuordit, Sud Sudan