Padre Romeo Ballan

Avvento: tempo di speranza e di Missione
I domenica di Avvento
Anno C – 28.11.2021

Geremia 33,14-16
Salmo 24
1Tessalonicesi 3,12-4,2
Lucas 21,25-28.34-36


Riflessioni

Oggi, iniziamo il tempo di Avvento, che significa venuta, attesa, incontro. L’Avvento liturgico ci aiuta a illuminare e vivere l’avvento esistenziale delle attese personali, nelle gioie e ansie quotidiane, nelle relazioni interpersonali. La buona notizia di Gesù, viene ad illuminare tre situazioni dell’esistenza umana e cristiana: la realtà nella quale viviamo, la risposta della fede, il percorso del cristiano.

  1. La realtà. – L’evangelista Luca – che sarà nostro compagno di viaggio nel nuovo ciclo liturgico – usa toni forti (Vangelo) nel presentare la situazione reale dell’umanità “oppressa dal male” (orazione colletta): parla di angoscia, ansia, fragore, morte, paura, sconvolgimenti… (v. 25-26). Sono mali che non si riferiscono direttamente alla fine del mondo, ma alla situazione attuale dell’umanità, con tutte le sue forme di negatività (attentati, omicidi, corruzione, violenze di ogni genere, guerre, pandemie…, che seminano morti, paure e angosce). Gesù non vuole metterci paura; vuole soltanto aiutarci ad affrontare le difficoltà della vita, a superare le tentazioni di sfiducia e di scoraggiamento. La radice di questi mali è il peccato, che inquina tutti i rapporti umani: i rapporti con Dio, con se stessi, con gli altri, il cosmo. Sommersi nella paura davanti a queste varie forme di negatività, alcuni dicono di non credere a nulla, ma poi hanno paura di tutto. Nello sconvolgimento degli astri possiamo leggere la caduta dei sistemi umani di potere, oppressione economica, ideologie, sistemi chiusi che impediscono libertà, incontro, condivisione. L’Avvento ci invita alla speranza, all’attesa fiduciosa.
  2. La risposta della fede. L’umanità, immersa nel male e nel peccato, è incapace di salvarsi da sola, ha bisogno di un Salvatore che venga da fuori. Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, è il Salvatore che viene (Vangelo). Ha la potenza di Dio per debellare qualunque male del mondo (v. 27). Non vi è infatti alcun male, caos o situazione negativa che sia più forte di Lui. Questa è la bella notizia: la liberazione dal male è possibile, anzi è vicina. Basta guardare a Cristo con fiducia: “Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (v. 28). Il Signore che viene ha la freschezza del germoglio che spunta (I lettura), della vita che si rinnova, di un mondo in trasformazione. La venuta del Signore è sempre buona notizia; Egli ha soltanto “promesse di bene” (v. 14) per la nostra esistenza: per gli impegni quotidiani, gli affetti e relazioni interpersonali.
  3. Il percorso del cristiano. – Il piano di Dio per la nostra salvezza si realizza in noi a una condizione (Vangelo): c’è un percorso da fare nella vigilanza e nella preghiera (v. 36), perché il cuore non si appesantisca in dissipazioni e affanni della vita (v. 34.36). San Paolo ci indica come comportarci per piacere a Dio (II lettura): “crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti” (v. 12). I testi liturgici odierni contengono un forte invito alla vigilanza, la preghiera, la speranza, che sono atteggiamenti caratteristici del tempo di Avvento. L’attesa del Signore che salva non resterà un’illusione, sarà appagata. “La vita di ognuno è un’attesa. Il presente non basta a nessuno. In un primo momento pare che ci manchi qualcosa. Più tardi ci si accorge che ci manca Qualcuno: e lo attendiamo” (don Primo Mazzolari). La venuta del Signore – ogni giorno e a Natale, in modo particolare – è sempre una sorpresa grata, sicura, gioiosa.

La liturgia ci fa vivere nell’attesa del Signore Gesù che viene, facendoci rivivere efficacemente la Sua prima venuta nel Natale. È questa, infatti, la forza speciale dei sacramenti della Chiesa, che rendono presenti oggi i misteri cristiani che ebbero luogo nel passato. In questo modo, la storia è pienamente recuperata e diventa storia di salvezza nell’oggi di ogni cristiano. A tale scopo è necessario che l’attesa non si limiti a un desiderio vago, ma cerchi un volto, diventi attenzione al Signore Gesù che viene, per accoglierlo con un cuore ben disposto e purificato, sensibile ai bisogni degli altri, pronto a condividere con altri la propria esperienza di Gesù Salvatore. Questa condivisione con gli altri non ha bisogno di gesti miracolosi o spettacolari; bastano piccoli gesti: un incontro, un sorriso, un sms a un amico, una telefonata a una persona emarginata e sola…

Noi cristiani, che già crediamo in Cristo, sappiamo chi è il Salvatore che viene, mentre i non cristiani – che sono ancora la maggior parte dell’umanità (circa due terzi) – attendono ancora il primo annuncio di Cristo Salvatore. Per tale motivo, l’Avvento è un tempo liturgico propizio per rafforzare nei cristiani la gratitudine a Dio per il dono della fede e per risvegliare in essi la coscienza della responsabilità missionaria. Già il Papa Pio XII (*) invitava alla preghiera e all’impegno missionario, specialmente durante l’Avvento, che è il tempo dell’attesa dell’umanità.

Parola del Papa

(*) «Desideriamo che per questa intenzione missionaria si preghi di più e con un più illuminato fervore… Soprattutto pensiamo al tempo d’Avvento, che è quello dell’attesa dell’umanità e delle vie provvidenziali di preparazione alla salvezza… Pregate dunque, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede, oppure così privi di soccorsi per perseverarvi».

Pio XII

Enciclica Fidei Donum, 1957

 

Sui passi dei Missionari

28 I° domenica di Avvento, tempo liturgico nell’attesa del Signore e tempo missionario per ricordare la lunga attesa dei popoli che ancora aspettano il primo annuncio di Cristo Salvatore.

28 Apparizioni della Madonna Addolorata a un gruppo di studentesse in un collegio di Kibeho (Gikongoro, Ruanda, 1981), con un messaggio di consolazione, preghiera e conversione. Sono fra le prime apparizioni mariane verificatesi in Africa e riconosciute autentiche dalla Chiesa locale.

29 (29 e giorni vicini): Ss. Cutberto Mayne († 1577), Edmondo Campion († 1581), Margherita Ward († 30/8/1588); Bb. Riccardo Langley († 1586), Edoardo Burden († 1588), Giorgio Errington († 1596), etanti altri sacerdoti e laici, martirizzati in Inghilterra sotto la regina Elisabetta I.

  • Bb. Dionigi Berthelot, francese, e Redento Rodrigues, portoghese, religiosi carmelitani martiri, fatti schiavi da musulmani e uccisi nel 1638 ad Aceh (Sumatra, Indonesia).

30 S. Andrea, apostolo, è il primo discepolo che incontriamo nei Vangeli assieme a Giovanni (Gv 1,37-42). Nativo di Betsaida come suo fratello Simon Pietro, predicò il Vangelo in Grecia, dove morì crocifisso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo patrono insigne.

  • Nel 1919, Papa Benedetto XV (vedi 22/1) pubblicò la Lettera apostolica Maximum Illud allo scopo di rilanciare la missione della Chiesa per l’annuncio del Vangelo ad gentes, libera da ingerenze dei poteri politici e coloniali, lontana da interessi nazionalisti, impegnata a preparare un clero indigeno, ispirandosi unicamente all’amore di Cristo.

1 B. Carlo Eugenio de Foucauld (1858-1916), francese, visconte di Pontbriand. Dopo una giovinezza scapestrata, si convertì, divenne sacerdote ed eremita nel deserto, prima in Marocco e poi fra i tuareg in Algeria. Per i cristiani, musulmani, ebrei, atei che passavano per la sua oasi, era come un fratello universale, sempre pronto ad offrire ospitalità. Fu ucciso da una banda di predoni a Tamanrasset, dove aveva composto un prezioso dizionario francese-tuareg. Dette testimonianza di amore all’Eucaristia, fraternità, missione e dialogo. (Sarà canonizzato il 15/5/2022).

  • B. Clementina Anuarite Nengapeta (1940-1964), martire congolese, religiosa della Congregazione della Sacra Famiglia. Fu uccisa a Paulis, oggi Isiro (Rd Congo), durante la ribellione dei Simba (parola kiswahili che significa leoni). Diede una chiara testimonianza di castità e di perdono. Fu proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 1985 a Kinshasa.
    * Intorno a questa data nel 1964, durante la guerra civile, furono uccisi in Congo centinaia di migliaia di congolesi e circa 160 missionari di varie nazionalità e congregazioni. (Vedi 26/11).
  • Giornata internazionale della lotta contro l’Aids-Sida, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 1988.

2 B. Liduina Meneguzzi (1901-1941), religiosa italiana delle Suore di san Francesco di Sales (Salesie di Padova), missionaria in Etiopia. Fu totalmente dedita al suo lavoro di infermiera, indistintamente per italiani e africani, cattolici e copti, musulmani e pagani. Morì a Dire Dawa.

  • Ricordo di quattro missionarie degli Usa che nel 1980 furono rapite, violentate e assassinate da un gruppo di paramilitari in El Salvador: erano le suore di Maryknoll Ita Ford e Maura Clarke, la suora orsolina Dorothy Kazel e la volontaria Jean Donovan. «Prestavano il loro servizio nel contesto della guerra civile. Con impegno evangelico e correndo grandi rischi portavano cibo e medicinali agli sfollati e aiutavano le famiglie più povere. Sono un esempio per tutti» (Papa Francesco, 2020).
  • Ricordo di P. Ugo de Censi (1924-2018), salesiano italiano, missionario per oltre 40 anni sulle montagne di Ancash (Perù), fondatore e leader della Operazione Mato Grosso (OMG), movimento di volontariato missionario creato nel 1967 e chiamato così dalla destinazione del primo gruppo di volontari in Brasile. La OMG svolge attività di lotta contro la povertà in Perù (più di 50 comunità con più di 500 volontari), in Ecuador (17), Brasile (12), Bolivia (9), realizzando progetti per la scuola, la formazione al lavoro, laboratori di artigianato, sanità, casa, elettrificazione rurale, promozione di micro-impresari e altre attività.

3 S. Francesco Saverio (1506-1552), gesuita spagnolo di nobile famiglia; mentre era studente a Parigi, divenne compagno di sant’Ignazio. Ordinato sacerdote nel 1537, fu inviato in Oriente nel 1541e per dieci anni evangelizzò indefessamente l’India e il Giappone, dove operò numerose conversioni e diede vita a varie comunità cristiane. Morì a 46 anni nell’isola di Sanciàn, vicino a Macao, alle porte dell’Impero cinese, dove anelava aprire una nuova via all’evangelizzazione. San Pio X lo proclamò (1904) patrono principale delle missioni.

  • B. Ladislao Bukowinski (1904-1974), missionario polacco, apostolo del Kazakistan, dove fu coraggioso difensore di vite umane e prigioniero per tre volte durante il periodo comunista. Dopo il rilascio, invece di tornare in Polonia, scelse di rimanere a Karaganda per servire i cattolici del posto.
  • Nel 1839 Papa Gregorio XVI promulgò il ‘breve’ In supremo apostolatus per condannare la tratta degli schiavi, praticata anche da cristiani, e scomunicare coloro che vi partecipano.
  • Giornata internazionale delle persone con Disabilità, proclamata nel 1981 dalle Nazioni Unite con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.

4 B. Adolph Kolping (1813-1865), sacerdote tedesco, fondatore dell’Opera Kolping. Nel 1846, fondò la prima Casa di assistenza e di insegnamento professionale, seguita da una seconda a Colonia, che diventerà poi il centro di tutta l’organizzazione per l’Europa e l’America del Nord, di cui egli fu presidente. Quando mori, lasciò una comunità di 24.000 soci in 400 località. È chiamato “padre dei lavoratori artigiani”.

  • SdD. Giosuè Dei Cas (1880-1932), fratello comboniano, di Sondrio (Italia), missionario nel Sudan meridionale, dove contrasse la lebbra curando i lebbrosi. Morì offrendo a Dio la sua vita per un giovane missionario, che era malato.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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