Padre Alessio Geraci

A partire dal cuore ……

Con questa domenica 28 novembre 2021 cominciamo il tempo liturgico dell’Avvento, e allo stesso tempo un nuovo anno liturgico, nel quale ci accompagnerà il Vangelo scritto da Luca e dalla sua comunità, in questo anno liturgico C.

Avvento, tempo di attesa e di preparazione per la grande celebrazione del Natale, e le letture di questa prima domenica di Avvento ci parlano proprio di come dobbiamo prepararci, di come deve essere la nostra attesa.

Nella prima lettura il profeta Geremia ci parla di una promessa. Non si tratta di una promessa come le tante, molte e troppe promesse che ascoltiamo quasi ogni giorno da parte dei nostri politicanti. La promessa che troviamo nel libro del profeta Geremia proviene da Dio in persona e ci riguarda tutti. Ci dice infatti il profeta che Dio farà sorgere da Davide un legittimo discendente che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. Questa promessa si realizza nella persona di Gesù, discendente di Davide e nostro modello di giustizia. È infatti a Lui che dobbiamo rivolgerci e seguire affinché nella nostra società regni la giustizia visto che Lui stesso è la nostra Giustizia!

E davvero…abbiamo bisogno della giustizia perché vediamo quanto ci manca oggigiorno nelle nostre realtà concrete, in tutti gli ambiti e a tutte le latitudini.

Per questo, con il salmo di questa domenica ci dirigiamo a Lui affinché ci insegni le sue strade e ci istruisca nei suoi sentieri. Lo stesso salmo ci spiega il perché: “Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta; guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via”. Si, Lui è il nostro Dio e salvatore, e i suoi sentieri come ci ricorda il salmo, sono misericordia e lealtà. E quindi camminare sui suoi sentieri significa seguire Lui, che è buono e fedele. E ai suoi fedeli che lo seguono, fa conoscere la sua alleanza, che come ben sappiamo è un’alleanza eterna.

Nella seconda lettura, Paolo, scrivendo la sua prima lettera alla comunità di Tessalonica, (considerato come il testo del Nuovo Testamento più antico a livello cronologico) ci dirige un’importante raccomandazione: che possiamo progredire sempre più nel modo di comportarci e di piacere a Dio, come abbiamo imparato. La comunità di Tessalonica come ha imparato da Paolo, e noi da coloro che sono stati per noi nostri evangelizzatori, coloro che ci hanno annunciato con parole e gesti concreti la Buona Novella di Gesù di Nazaret, il Cristo. Tutto questo ha un fine ben preciso: per rendere saldi i nostri cuori ed essere irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi, ci dice Paolo. La santità quindi ancora una volta viene presentata e offerta a tutti e deve essere quindi la nostra meta, e non solo in questo tempo di Avvento che abbiamo appena cominciato, ma sempre, vivendo con coerenza ogni giorno le nostre promesse battesimali.

Per arrivare a questo, Paolo chiede che il Signore ci faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra noi e verso tutti. Questa bellissima preghiera che Paolo lascia alla comunità di Tessalonica, la vogliamo fare nostra nel momento di iniziare un nuovo anno liturgico e il tempo di Avvento, il secondo in tempo di pandemia. La facciamo nostra perché vogliamo che sia davvero così e che sia l’amore a contraddistinguere la nostra attesa e preparazione del Natale.

Il Vangelo di Luca che la liturgia ci offre questa domenica ci aiuta a prepararci all’arrivo di Gesù, con atteggiamenti di vigilante attesa e di preghiera costante, per “comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

In questo Vangelo è molto presente il tema della speranza: “risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. L’arrivo del Figlio dell’uomo, in questo caso nella sua seconda venuta, non deve spaventarci ma anzi deve generare in noi molta gioia e deve fortificare la nostra speranza perché il giorno della liberazione si avvicina. E davvero, quanto abbiamo bisogno di questa liberazione! Abbiamo bisogno di essere liberati da tutto quello che ci impedisce di essere liberi e felici e di esserlo sempre. Liberati quindi dall’odio, dal desiderio di vendetta, dalla corruzione, dalla violenza, da tutte le cose che ci conducono lentamente e inesorabilmente alla morte.

È per questo che Gesù chiede che i nostri cuori non si appesantiscano con gli affanni della vita, con le ubriachezze magari. Se proprio bisogna ubriacarsi, che almeno sia d’amore!

Bisogna avere un cuore libero da ogni preoccupazione per poter accogliere Gesù, ed è questo che chiediamo oggi in quest’inizio di Avvento: che sia un tempo per ognuno di noi, di grazia e di profonda speranza, rimanendo sempre vigili e costanti nella preghiera, personale e comunitaria.

Buona domenica e buon cammino di avvento!

E non dimenticate di preparare la corona dell’Avvento, accendendo le candele. Oggi iniziamo ad accendere la prima candela, che ci ricorda anche che siamo appena all’inizio del cammino di Avvento e che…siamo ancora in tempo per cambiare pensieri, atteggiamenti, condotte, per essere più empatici e solidali, per essere più flessibili, tolleranti, inclusivi, per fare spazio a Gesù nel nostro cuore!

Con la missione nel cuore
Padre Alessio Geraci