Padre Romeo Ballan

Il Regno di un Dio crocifisso, che non fallisce

 XXXIV (ultima) Domenica del T. O.
Solennità di CRISTO RE dell’universo
Anno B – 21.11.2021

 

Daniele 7,13-14
Salmo 92
Apocalisse 1,5-8
Giovanni 18,33-37

Riflessioni

Che strano modo di proclamarsi Re! Il Cristo della Passione, in dialogo con il procuratore romano (Vangelo), ha le insegne da re: una corona sul capo, un bastone in mano, un manto scarlatto, i saluti ‘ossequiosi’ dei soldati… Tutti segni di un re sconfitto! Ormai i capi religiosi, la gente in piazza, i soldati romani ne sono convinti: pensano di aver vinto, di averlo distrutto. Pilato rimane perplesso davanti alla serenità di quel uomo che, pur in quelle condizioni, continua a chiamarsi re, anche se non di un regno di questo mondo. Pilato non è in grado di intendere questo linguaggio, e meno ancora il discorso sulla verità (v. 36-37). Le sue domande inquisitorie hanno un senso politico: gli basta aver capito che quel tipo, così conciato, non costituisce una minaccia per l’impero di Roma. Anche oggi, il segno dell’uomo-Dio crocifisso, appeso a una parete, è lungi dall’essere una minaccia. È anzi un segno benefico! Lo capisce serenamente qualunque persona minimamente informata, che ha un cuore retto e libero da ideologie fuorvianti.

Sarà lo stesso Pilato, rappresentante dell’impero più potente del mondo di allora, a riconoscere la regalità di Cristo, con quella tabella affissa alla croce: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei” (Gv 19,19). Gesù incarna il vero “figlio d’uomo”, quel misterioso personaggio – preludio di un nuovo popolo – annunciato dal profeta Daniele (I lettura), che riceve da Dio potere e regno presso “tutti i popoli, nazioni e lingue”: un regno che “non sarà mai distrutto” (v. 14). Il popolo di Daniele, in quel momento, stava sperimentando l’oppressione, senza per questo rinunciare a sogni grandiosi per il futuro. Il popolo del nuovo Regno avrà come punto di convergenza il Cristo. Lo trafissero, ma Egli è “l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!” (II lettura).

Gesù non rinuncia al suo titolo di re, ma lo svuota delle cose vane dei regni di questo mondo e lo arricchisce di contenuti nuovi, evangelici: chi è primo deve servire gli altri; non si allea con i potenti e i ricchi, ma sceglie di stare dalla parte degli ultimi; non dà ordini, ma obbedisce; non uccide nessuno, ma muore Lui per tutti; l’importante non è essere servito, ma farsi servitori; stare dalla parte di coloro che sono emarginati, prendersi cura, essere fratello e custode del prossimo.(*)

Pilato mostra a tutti l’uomo (“ecce homo” – ecco l’uomo – Gv 19,5), il re sconfitto, coronato di spine… Gesù ha già proclamato più volte la sua identità, il suo Vangelo. Chi ha voluto capire l’ha capito. Ora Gesù è lì, davanti a tutti, attende in silenzio. Ognuno deve dare la sua risposta personale, fare la sua scelta di vita: optare per la via facile del potere e delle ricchezze, o ‘trionfare’ facendosi discepoli umili e poveri di un re sconfitto, crocifisso e risorto. Tutto per amore! Seguire i passi di un re sconfitto può sembrare un’impresa fallimentare; eppure il Regno di Dio non fallisce! Ricordiamo la parabola degli invitati alla grande cena (cfr. Lc 14,15-24). Alla fine il re riesce a riempire la casa. Nonostante i continui rifiuti da parte della libertà umana, Dio non fallisce. Egli trova sempre nuovi cammini per realizzare il suo piano di salvezza per tutta la famiglia umana.

In quest’opera di salvezza Dio vuole coinvolgere tanti amici e impegnarli per la Missione in tutto il mondo. I modi e i tempi di coinvolgimento sono molteplici. Accanto ad iniziative che danno visibilità all’opera evangelizzatrice (congressi, sinodi, documenti, pubblicazioni, opere grandi, edifici…), c’è il lavoro capillare e nascosto di missionari e di missionarie; c’è la presenza continua di sacerdoti e di laici, educatori e catechisti; ci sono i gesti generosi di ragazzi e di giovani; c’è il supporto di preghiere e sofferenze offerte dagli ammalati; esiste l’impegno per la promozione della giustizia e dei diritti delle persone più deboli; e tante altre iniziative che, pur limitate e nascoste, servono a rinnovare e sostenere l’ardore missionario per il Regno di Dio

Parola del Papa

(*) «Guardando il volto di Gesù morto e risorto, vediamo innanzitutto il volto di un Dio ‘svuotato’, di un Dio che ha assunto la condizione di servo, umiliato e obbediente fino alla morte (cfr. Fil 2,7). Il volto di Gesù è simile a quello di tanti nostri fratelli umiliati, resi schiavi, svuotati. Dio ha assunto il loro volto. E quel volto ci guarda… Se non ci abbassiamo, non potremo vedere il suo volto. Non vedremo nulla della sua pienezza, se non accettiamo che Dio si è svuotato. E quindi non capiremo nulla dell’umanesimo cristiano e le nostre parole saranno belle, colte, raffinate, ma non saranno parole di fede. Saranno parole che risuonano a vuoto».

Papa Francesco

Discorso ai partecipanti al V Convegno nazionale della Chiesa italiana (Firenze, 2015)

 

Sui passi dei Missionari

21 Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

21 Festa della Presentazione della B. V. Maria al tempio.

* Giornata Pro Orantibus, istituita da Pio XII (1953) per pregare per le religiose e i religiosi di clausura e per far conoscere le comunità monastiche sparse in tutto il mondo.

22 S. Cecilia, martire romana (s. II-III). La basilica a lei dedicata nel quartiere trasteverino a Roma attesta l’antichità del suo culto. È patrona di musicisti e cantanti.

23 S. Colombano, (c. 525-615), abate di origine irlandese, missionario itinerante in Francia, Svizzera e Italia, e fondatore di numerosi monasteri, fra i quali Luxeuil (Francia) e Bobbio (Italia).

  • B. Bartolomeo Poggio (1768-1810), emigrò con i genitori da Savona (Italia) in Argentina, entrò presso i Mercedari, divenne sacerdote e fu inviato nella Patagonia, dove per 10 anni rese testimonianza di zelo e di vita povera. Inaspettatamente, un gruppo di indigeni rapinarono la cappella, uccisero 15 persone e il padre Bartolomeo, aggrappato all’altare. È considerato come il protomartire della Patagonia.
  • B. Miguel Agustín Pro (1891-1927), martire gesuita messicano, ucciso durante la persecuzione contro la Chiesa. Assieme a lui si ricordano tanti altri martiri dello stesso periodo.

24 Nel 2013 Papa Francesco pubblicò l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium –Sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, come documento programmatico del suo pontificato.

  • Ss. Andrea Dung-Lac (1795-1839), sacerdote, e molti altri compagni martiri in Vietnam. Nel 1988 Giovanni Paolo II ne canonizzò 117. Fra di essi, 96 vietnamiti e 21 missionari stranieri (11 domenicani spagnoli e 10 francesi delle Missioni Estere); erano vescovi, sacerdoti e laici uccisi per la loro fede in vari luoghi e modi fra 1745 e 1862. Si calcola che, in quegli stessi anni, in seguito a una cinquantina di editti contro i cristiani, siano stati uccisi circa 130 mila fedeli.
  • Bb. 188 Martiri in Giappone, appartenuti a nove diocesi, uccisi per la loro fede durante le persecuzioni tra il 1603 e il 1639. Tra essi, quattro sacerdoti, 84 sposati (di cui 28 coppie), bambini e adolescenti, neatificati nel 2008. A capo del gruppo è stato posto Pietro Kibe Kasui (1587-1639), gesuita giapponese, che affrontò il martirio il 4 luglio 1639 in quella che oggi è Tokyo.

* Questo è il terzo gruppo numeroso di martiri del Giappone elevati all’onore degli altari, dopo quelli dell’anno 1597 (vedi 6/2) e delp’anno 1622 (vedi 10/9 e 6/10). A questi si aggiungono altri gruppi meno numerosi (Vedi la nota del 25/8).

25 Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, istituita dalle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999.

26 S. Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), sacerdote francescano italiano, itinerante, dedicato alle missioni popolari. Diede la struttura definitiva alla pratica della Via Crucis, ideata dal B. Álvaro di Córdoba (cfr. 19/2), e la diffuse ampiamente.

  • B. Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina (che si compone di una decina di istituzioni: per sacerdoti, fratelli, suore, membri di Istituti secolari e laici) per la promozione delle vocazioni e la diffusione del Vangelo con i mezzi di comunicazione sociale. Il suo programma per tutti gli associati era: «Vivere Gesù Maestro, Via-Verità-Vita, secondo lo spirito di san Paolo».
  • Ricordo di Charles Lavigerie (1825-1892), vescovo francese di Algeri e cardinale, fondatore (1868 in Algeria) dei Missionari d’Africa (conosciuti prima come Padri Bianchi) e delle Missionarie di Nostra Signora d’Africa.
  • Ricordo di Joseph-Pierre-Albert Wittebols (1912-1964), dehoniano belga, vescovo missionario di Wamba (nell’odierna Rd Congo), ucciso durante la ribellione dei simba.

* Intorno a questa data, 28 missionari dehoniani furono assassinati a Wamba e a Kisangani, provenienti per lo più dai Paesi Bassi e Belgio; tra loro anche il SdD. Bernardo Longo, italiano (vedi 3/11). Molti altri furono uccisi in quel periodo: 26 missionari nella diocesi di Isiro (nov-dic 1964): 13 domenicani, 9 suore domenicane, e 4 giovani comboniani italiani (i padri Remo Armani, Lorenzo Piazza, Evaristo Migotti e Antonio Zuccali); 33 missionari della Santa Croce (Crocigeri) a Bondo; 22 missionari dello Spirito Santo a Kongolo (1962); 4 oblati di Maria Immacolata a Kilembe; 4 missionarie domenicane del santo Rosario, spagnole; 3 missionari saveriani italiani a Uvira (nov 1964); e altri in diversi luoghi del Congo. In mezzo alla bufera, Dio ha suscitato un fiore: la B. Clementina Anwarite Nengapeta. (Vedi 1/12).

  • Nascita di Adolfo Pérez Esquivel (1931), pacifista argentino, artista e scrittore, organizzatore di comunità e promotore dei diritti umani attraverso la nonviolenza. Ricevette il Premio Nobel per la Pace 1980 per le sue denunce e opposizione alla dittatura militare, durante la quale fu imprigionato e torturato.

27 B. Raimondo Lullo (c. 1235-1316), terziario francescano nativo di Maiorca, studioso e scrittore. Andò missionario nel Nordafrica per dialogare con musulmani, ma lo rifiutarono e incarcerarono. Morì sulla nave di ritorno a Tunisi, o già a Maiorca. Il tema del martirio è lasciato all’opinione degli storici e alla devozione dei fedeli. Si spera nella sua canonizzazione «per culto immemorabile».

28 I domenica di Avvento, tempo liturgico nell’attesa del Signore e tempo missionario per ricordare la lunga attesa dei popoli che ancora aspettano il primo annuncio di Cristo Salvatore.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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