Padre Romeo Ballan

L’amore sfocia e si concretizza nella Missione

XXXI Domenica del Tempo Ordinario
Anno B – 31.10.2021

Deuteronomio 6,2-6
Salmo 17
Ebrei 7,23-28
Marco 12,28-34

Riflessioni

Nel labirinto di leggi e prescrizioni, norme e precetti contenuti nelle Scritture sacre, i rabbini avevano catalogato ben 613 comandamenti, fra precetti e divieti. Li avevano suddivisi minuziosamente in: 248 precetti positivi (cioè azioni da compiere, tante quante le ossa del corpo umano), e in 365 precetti negativi (azioni da evitare, tante quante i giorni dell’anno). Bisognava osservarli tutti, anche se alcuni precetti erano considerati gravi ed altri leggeri. Le donne – non si capisce bene perché – erano dispensate dai 248 precetti positivi.

Era difficile impararli tutti e ancor più osservarli. Nell’intento di una semplificazione, alcune scuole rabbiniche discutevano pedantemente quali fossero i precetti più importanti: per alcuni, il comandamento di ‘non avere altri dei’; per altri, l’osservanza del sabato; altri si affidavano all’opinione del maestro Hillel: “Ciò che non desideri per te, non farlo al tuo prossimo; questa è tutta la legge, il resto è solo commento”. La domanda posta a Gesù non era retorica o scontata, ma una domanda-trabocchetto.

In tale contesto si inserisce il dialogo fra lo scriba e Gesù circa “il primo di tutti i comandamenti” (Vangelo, v. 28). Siamo davanti a un modello di dialogo, che si basa sulle fonti e si conclude con una coincidenza dottrinale e con un apprezzamento mutuo: “hai detto bene”, “aveva risposto saggiamente”, “non sei lontano dal Regno di Dio” (v. 32.34). Al di là della forma, è più importante il contenuto. Gesù, seguendo la più pura tradizione biblica (I lettura), pone all’inizio di tutto il cammino del credente l’ascolto di Dio, l’unico Signore: “Ascolta, Israele…” (shemà, Israel), (v. 3.4). La fede è anzitutto ascolto e adesione: il discepolo ascolta e crede, si abbandona al suo Dio amandolo con tutto se stesso (cuore, mente, anima, forze…). Ma Gesù, senza esserne richiesto, associa al primo un secondo comandamento: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18; Mc 12,31). Il prossimo da amare è soprattutto il forestiero, l’orfano, la vedova, l’indigente, cioè, quei cittadini che non hanno alcuna difesa.

Numerosi testi del Nuovo Testamento (i tre evangelisti sinottici, Giovanni, Paolo…) sottolineano la somiglianza dei due comandamenti dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo sulla base comune dell’amore. Anzi, la sintesi dei comandamenti si concentra nell’amore del prossimo: “Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri” (Gv 15,17); il distintivo di riconoscimento dei discepoli di Gesù ormai è il comandamento nuovo: “Se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34.35). Per san Paolo “tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso” (Gal 5,14); pieno compimento della legge è l’amore” (Rom 13,10).

Il motore della vita del cristiano è l’amore. Perché “Dio è amore” (1Gv 4,16). Il cristianesimo non è una religione a base di divieti o di teorie, è anzitutto un cammino di amore. I riti e i sacrifici sono secondari rispetto al comandamento dell’amore: amare vale di più (Mc 12,33). “Ama, e fa quello che vuoi”, come si esprimeva S. Agostino. Il cristianesimo è un cammino di vita; un amore che si dona sino alla fine (Gv 13,1); un amore che si fa missione e servizio fino a donare la vita in riscatto per gli altri (Mc 10,45). Perché tutti abbiano vita in abbondanza (Gv 10,10): i vicini e i lontani, soprattutto i poveri e i deboli. Per la gioia di tutti: amici e nemici. Come Gesù, che ha offerto se stesso e ora è vivo per intercedere a nostro favore (II lettura), anche il cristiano si offre per gli altri. Dalla conoscenza ed esperienza del Dio-Amore, rivelato in Cristo, nasce l’annuncio missionario a tutti. (*)

È doveroso sottolineare l’applicazione ecclesiale e missionaria del comandamento dell’amore, come l’ha fatta il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano: «Ritengo quanto mai appropriata e stimolante la rilettura ecclesiologica del comandamento biblico “ama il prossimo tuo come te stesso”, che con rigorosa logica si declina così: “ama la parrocchia altrui come la tua, la diocesi altrui come la tua, la Chiesa di altri Paesi come la tua, l’aggregazione altrui come la tua, ecc.” Sto forse esagerando e rifugiandomi in una specie di sogno, o non piuttosto confessando la bellezza e l’audacia della nostra fede? Non ci sono dubbi: nel mysterium Ecclesiae ciò è possibile, ciò è doveroso: non solo nell’intenzione e nella preghiera, ma anche nella concretezza dell’azione. Rilevo come proprio a questo livello quotidiano possiamo cogliere l’intimo e inscindibile legame tra comunione e missione, tra missione e comunione. Sono assolutamente inseparabili: simul stant vel cadunt (insieme si reggono in piedi o cadono)».  

Parola del Papa

(*) «Nella Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra ogni anno nella penultima domenica di ottobre, ricordiamo con gratitudine tutte le persone che, con la loro testimonianza di vita, ci aiutano a rinnovare il nostro impegno battesimale di essere apostoli generosi e gioiosi del Vangelo. Ricordiamo specialmente quanti sono stati capaci di mettersi in cammino, lasciare terra e famiglia affinché il Vangelo possa raggiungere senza indugi e senza paure gli angoli di popoli e città dove tante vite si trovano assetate di benedizione… Ricordiamo che ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. C’è anche un aspetto dell’apertura universale dell’amore che non è geografico bensì esistenziale… Vivere la missione è avventurarsi a coltivare gli stessi sentimenti di Cristo Gesù e credere con Lui che chi mi sta accanto è pure mio fratello e mia sorella. Che il Suo amore di compassione risvegli anche il nostro cuore e ci renda tutti discepoli missionari».

Papa Francesco

Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, 2021

 

Sui passi dei Missionari

31   S. Alfonso Rodríguez (c. 1533-1617), gesuita spagnolo, fratello coadiutore, portinaio nel convento di Maiorca (Baleari), dal quale passavano i missionari per il Nuovo Mondo. Tra questi, anche il giovane Pietro Claver. L’incontro con san Alfonso fu decisivo per la missione e la santità del grande apostolo degli schiavi a Cartagena, Colombia. (Vedi 9/9).

  • B. Irene-Mercede Stefani (1891-1930), missionaria italiana della Consolata, dedita ai malati e all’insegnamento in Kenya e Tanzania. Era chiamata ‘Nyaatha’ (abbreviativo di Nyina wa tha, ‘madre di misericordia’).
  • Ricordo di Jean Cassaigne (1895-1973), francese, membro delle Missioni estere di Parigi (Mep), missionario in Vietnam tra le minoranze etniche a Da Lat. Si distinse per la sua carità verso i lebbrosi, per i quali fondò un villaggio. Fu vescovo di Saigon per 15 anni. Divenuto lebbroso, rinunciò alla sede episcopale e tornò a vivere con i lebbrosi nella – diceva – «parrocchia più bella del mondo».
  • Ricordo di Louis Massignon (1883-1962), diplomatico e orientalista francese, terziario francescano, studioso e professore di islamismo, attivo nella ricerca scientifica e promotore di buoni rapporti con il mondo di cultura araba. Pio XI lo definì il “cattolico musulmano”. Richiese al governo e alla polizia francese di usare metodi più umani verso gli algerini. Contribuì ad aprire la Chiesa al dialogo e alla riconciliazione con l’Islam.
  • Giorno della Riforma (Refornation Day) festa religiosa celebrata da Luterani e Riformati. Ricorda la nascita della Riforma protestante, quando Martin Lutero, nel 1517, affisse le sue “95 tesi” sulla porta del castello di Wittenberg (Germania). Lungo i secoli, i vari gruppi protestanti hanno contribuito grandemente alla diffusione della Bibbia e della fede in Cristo.

NOVEMBRE 2021 – Anno di San Giuseppe – Anno della “Famiglia Amoris Laetitia”.

1     Solennità di tutti i Santi, che con Cristo sono nella gloria, dove continuano il loro servizio missionario d’intercessione in favore dell’intera umanità.  

* Giornata della santificazione universale.

2     Commemorazione di tutti i fedeli Defunti.  

* Giornata degli antenati.

  • SdD. Oreste Benzi (Rimini, 1925-2007), sacerdote zelante e ben dotato per la pastorale con i giovani (scuola, Azione cattolica, scoutismo…), convinto che i giovani hanno bisogno di «un incontro simpatico con Gesù». Con questo carisma e su questa base fondò la «Comunità Papa Giovanni XXIII» e varie ‘case-famiglia’, per l’assistenza e recupero di tossico-dipendenti, prostitute, persone con disabilità e altre povertà.   

3     S. Ermengaudio o Ermengol († 1035), dal 1010 fu vescovo di Urgell (Catalogna), uno dei grandi evangelizzatori spagnoli che ristabilirono la Chiesa nelle terre ricuperate dopo le invasioni degli arabi musulmani.

  • S. Martino de Porres (1579-1639), figlio di padre spagnolo e di madre afro discendente, da giovane visse alcuni anni a Guayaquil (Ecuador) e poi definitivamente a Lima (Perù). Con fatica fu accettato fra i Domenicani come fratello coadiutore, portinaio e infermiere nel convento di san Domenico. Fu uomo di preghiera, austerità e carità. È patrono della giustizia sociale.
  • B. Manuel Lozano Garrido (1920-1971), laico spagnolo, detto ‘Lolo’, attivista dell’Azione cattolica, giornalista paralizzato per 28 anni in sedia a rotelle e, negli ultimi nove anni, anche cieco. Nel suo Decalogo del giornalista esorta a «lavorare il pane dell’informazione pulita con il sale dello stile e il lievito dell’eternità».
  • SdD. Bernardo Longo (1907-1964), nativo di Padova, missionario dei Sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani) fra i pigmei a Nduye, nella provincia dell’Ituri (Rd Congo). Fu torturato e ucciso a Mambasa, vicino a Nduye, dai ribelli simba. (Vedi anche 26/11 e 1/12).

4     S. Carlo Borromeo (1538-1584), arcivescovo di Milano, uomo di santità, dottrina e carità, organizzò sinodi e seminari per la formazione del clero. Promosse la vita cristiana nella sua estesa archidiocesi con assidue visite pastorali anche alle parrocchie più lontane.

  • SdD. Giuseppe Fanin (1924-1948), giovane laico di Bologna, figlio di contadini cristiani, educato ai valori del Vangelo. Laureatosi in agraria, lavorava lui stesso nei campi e condivideva con i braccianti le sue conoscenze; promuoveva i sindacati liberi e le cooperative agricole. Una sera, mentre tornava a casa in bicicletta, fu ucciso da tre militanti comunisti che volero « dargli una lezione».

4     Festa del Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali (festa delle luci). È celebrata da indù, sikhs e jainisti come simbolo della vittoria della verità sulla menzogna, della vita sulla morte, del bene sul male.

5     S. Guido Maria Conforti (1865-1931), nativo di Parma. Per motivi di salute, dovette rinunciare a partire in missione. Nel 1895 fondò la Società dei Missionari Saveriani per i non cristiani in Cina e altrove. Fu vescovo di Ravenna e poi di Parma, presidente dell’Unione Missionaria del Clero (oggi PUM) e grande animatore dello spirito missionario in Italia.

  • Ven. Giorgio La Pira (1904-1977), laico, terziario domenicano, professore di Diritto romano, uomo politico della Democrazia cristiana, deputato alla Assemblea costituente (1946) e ministro, sindaco di Firenze per due mandati, promotore del dialogo e operatore di pace anche a livello internazionale.
  • Ricordo di Alexandre de Rhodes (1591-1660), gesuita francese, uno dei più noti evangelizzatori del Vietnam. Fu studioso della lingua locale, principale compilatore-editore di un vocabolario vietnamita in tre lingue (con latino e portoghese), pubblicato a Roma nel 1651. Aprì una scuola per formare gruppi di zelanti catechisti, tra cui anche il B. Andrea di Phu Yen (vedi 26/7).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.comboni.org    “Parola per la Missione”

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