Qui fa molto caldo e comincia la fame, ma speriamo che arrivi al più presto le piogge, tanto attese per seminare. Grazie a Dio la guerra nel nord del Mozambico sembra si sia per ora fermata, ma l’esperienza ci dice che sempre si deve essere cauti, perché molti miliziani e guerriglieri con l’arrivo di forze dai paesi vicini per neutralizzarli, si sono nascosti e possono improvvisamente riapparire, per ora speriamo in bene. Gli sfollati sono sempre in mezzo a noi e desiderano poter ritornare alle proprie terre, ma il governo vede tutto ancora prematuro, per i pericoli che possono incorrere e perché prima si dovrà ricostruire le strutture sanitarie, scuole,…
Qui a Nampula, la pandemia per ora sembra attenuata, ma ha lasciato molta gente povera in miseria, per cui ogni giorno questi poveri ci cercano per chiederci di non abbandonarli e aver cura della loro situazione di grave fragilità. Un bimbo di 7 anni, nonostante abbia ripetutamente aiutato la loro mamma vedova, con 7 figli, non ce l’ha fatta. La tubercolosi se l’è portato via. Fa soffrire, ma qui purtroppo sempre si tocca con mano queste sofferenze dei piccoli innocenti.

Ieri sono stato nel carcere della città, circa 250 reclusi in uno spazio piccolo. Sono andato con 6 giovani per visitarli e annunciare loro che Gesù non li ha abbandonati e per incoraggiarli ad avere a cuore la loro rinascita, con la forza che viene dalla fede e l’amore in Colui che può dargli un nuovo cammino di dignità e vita. Mi ha colpito trovare molti giovani e alcuni adolescenti. Spesso i loro reati non sono gravi e dovuti alla miseria e fame. Ma i poveri fanno fatica a difendere i propri diritti. Quando escono, sono già segnalati come ingrati e molte volte anche le loro famiglie si vergognano e già non si sentono accolti. Per cui la strada diventa facilmente il loro ambiente con tutti i pericoli che immaginiamo. Visito gli sfollati e tocca il cuore vedere la loro situazione. Senza l’ aiuto che mi avete dato, credo che tanti di loro non sarebbero in vita.
Stiamo sforzandoci anche di costruire il tetto della chiesa di S. Paolo per dare un luogo di preghiera e incontro con Dio a quel popolo che vive in periferia della città e dove sono arrivati tanti sfollati. A dire il vero ringrazio sempre chi ci sostiene per quest’opera che richiede tanto sforzo e solidarietà per il loro bene. Loro stessi quasi tutti i giorni cercano di dare il loro contributo portando l’acqua per la costruzione e collaborare con quello che possono.
Ringrazio di cuore ciascuno di voi che mi avete accolto come un fratello quando sono venuto quest’estate. Anche i poveri genitori del piccolo Edimilson sempre vi ringraziano per la carrozzina che ho comprato per il loro figlio macrocefalo e cieco . Era da anni che la desideravano, ed era necessario una carrozzina speciale per sostenerlo, grazie a Dio l’ho trovata, comprata e consegnata, grazie alla vostra solidarietà. Il vostro buon cuore che mi avete mostrato, sempre mi dà coraggio per stare accanto a loro. Qui ci vuole tanta grazia di Gesù per camminare con loro e mantenere viva la speranza e offrire loro un orizzonte di dignità.
Un abbraccio a tutti carissimi, statemi bene e mantenere sempre un grande cuore missionario, così sarete felici e la vostra vita sarà un segno luminoso di speranza e di benedizione per l’intera umanità.

Uniti nel Signore,
p. Davide De Guidi