Padre Romeo Ballan

Servitori umili e testimoni coraggiosi del Vangelo

 XXV Domenica del T. O.

Anno B – 19.9.2021

 

Sapienza 2,12.17-20
Salmo 53
Giacomo 3,16-4,3
Marco 9,30-37

 

Riflessioni

Gesù stesso, oggi, con il gesto del bambino, ci provoca: e se mettessimo anche noi un bambino al centro delle nostre preoccupazioni? Per esempio, il piccolo Aylan, il bambino siriano annegato mentre fuggiva dalla guerra? Oppure uno di quei bambini che le mamme afghane hanno consegnato ai soldati per passarli al di là del muro dell’aeroporto, perché ‘almeno loro si salvino e vivano’? Le parole di Gesù nel Vangelo odierno sono eloquenti a questo proposito. Siamo contenti di continuare alla scuola di Gesù Maestro. Infatti il Vangelo non è un codice di leggi, ma l’autoritratto di Gesù Cristo, che è modello per il cristiano, esempio per l’apostolo, buona notizia per tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero. Nel brano del Vangelo di oggi san Marco presenta Gesù maestro che istruisce, ripetutamente (vedi il Vangelo di domenica scorsa), i suoi discepoli circa la Sua identità di Figlio di Dio fatto uomo, che sarà ucciso, ma che poi risorgerà (v. 31). Una lezione che i discepoli non possono capire, perché sono preoccupati dei primi posti (v. 34). Gesù disarma le loro ambizioni di potere, definendosi come “l’ultimo di tutti e il servitore di tutti” (v. 35). È il piccolo, il bambino, che il Padre ha inviato (v. 37).

 

Essere il primo, il più grande è un’ambizione istintiva, presente nel cuore di ogni persona e in tutte le culture. Anche nelle comunità cristiane di antica o di recente fondazione. Gesù capovolge questa logica umana. Lo afferma con le parole; più tardi ne darà la testimonianza, chinandosi, come uno schiavo, a lavare i piedi dei suoi discepoli. Egli, “il Signore e il Maestro” (Gv 13,14) ha scelto l’ultimo posto. In tal modo, Gesù insegna con autorevolezza ad ogni persona e a tutti i popoli un nuovo stile di relazioni umane, spirituali e sociali. La prima relazione che ogni cristiano è chiamato a vivere è la figliolanza riguardo a Dio, cioè la relazione di creatura rispetto a Dio, Padre-Madre e Creatore. A questa segue la relazione di fraternità nei rapporti con i propri simili: tutti siamo ugualmente figli-figlie dello stesso Padre, e quindi fratelli/sorelle. Coltivare queste relazioni di figliolanza e di fraternità dà sicurezza interiore, aiuta a vivere e a crescere, riscalda il cuore delle persone.

Invece, le relazioni ‘padrone-dipendente’, ‘superiore-suddito’ sono posteriori, povere, aride. La mera relazione di dipendenza inquina spesso i rapporti umani e sociali, anche all’interno della Chiesa. Infatti, insegna san Giacomo (II lettura), “gelosia e spirito di contesa” (v. 16) sono passioni che guastano i rapporti umani e provocano disordine, guerre, liti… Tutto il contrario della “sapienza che viene dall’alto”, ricca di buoni frutti di pace, mitezza, misericordia, servizio (v. 17). (*)

Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire (Mc 10,45) ed essere “il servitore di tutti”, compie il gesto altamente significativo di prendere un bambino, collocarlo nel mezzo, abbracciarlo, invitando i discepoli a fare altrettanto (v. 35-37). Un gesto che rivela un messaggio e uno stile. È un messaggio di attenzione amorosa verso le persone più deboli, indifese, bisognose e dipendenti in tutto. Il fatto che Gesù prende ed abbraccia un bambino – più avanti accarezzerà e benedirà vari bambini – (cfr. Mc 10,13-16) ci assicura che Egli era una persona affabile, gradevole. Anche se i Vangeli non ci dicono mai che Gesù abbia riso o sorriso, lo stile del suo rapporto con i bambini ci conferma che Egli era una persona amabile, accogliente, sorridente. Altrimenti i bambini non si sarebbero avvicinati, lo avrebbero rifuggito. L’appello di Gesù a favore dei bambini è pienamente attuale, davanti ai tanti casi di bambini, vittime di guerre, abusi e disattenzioni. L’obiettivo della “Giornata per i Bambini di Strada” (30 settembre) è in piena sintonia con il Vangelo.

La condotta trasparente e umile, ma risoluta, della persona onesta, che serve il suo Dio e ama il prossimo, provoca spesso l’indignazione dei malvagi, che la vogliono eliminare (I lettura). È questa la storia, antica e moderna, di tanti missionari uccisi perché erano testimoni scomodi: o perché denunciavano ingiustizie e soprusi (ad es., Giovanni Battista, Oscar Romero…), o perché disturbavano con il loro servizio silenzioso (Charles de Foucauld, Annalena Tonelli…). Siamo prossimi all’ottobre missionario. Con affetto e preghiera ricordiamo gli annunciatori del Vangelo (missionari, catechisti, semplici fedeli e comunità cristiane…) che testimoniano e diffondono il Regno di Dio in situazioni di persecuzione, oppressione, carcere, discriminazione, tortura, morte. Ma chi crede e soffre con amore non è mai solo. Perché è certo che “il Signore sostiene la mia vita” (Salmo responsoriale). E così va crescendo il Regno di Dio.

 

Parola del Papa

(*) «Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce… per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo… che conduce alla vera libertà… Gesù ci invita a perdere la propria vita per Lui, per il Vangelo, per riceverla rinnovata, realizzata e autentica… Ci sono giovani qui in piazza: ragazzi e ragazze. Io vi domando: avete sentito la voglia di seguire Gesù più da vicino? Pensate. Pregate. E lasciate che il Signore vi parli».

Papa Francesco

Angelus, domenica 13 settembre 2015

 

Sui passi dei Missionari

19 Ricordo di Ruggero Ruvoletto (1957-2009), sacerdote di Padova, direttore del Centro missionario diocesano, poi missionario ‘fidei donum’ in Brasile. Uomo di comunione, accoglienza e dialogo, fu ucciso nella sua stanza nella periferia di Manaus «per aver denunciato il traffico di droga e la mancanza di pubblica sicurezza».

20 Ss. Andrea Kim Tae Gon, primo sacerdote coreano; Paolo Chong Hasang, laico, e 101 compagni martiri in Corea, uccisi negli anni 1837-1867, canonizzati a Seul nel 1984. Tra di loro: 93 coreani (p. Kim e 92 laici) e 10 missionari stranieri (3 vescovi e 7 sacerdoti). – A essi si aggiungono i Bb. Paolo Yun Ji-chung e 123 compagni martiri uccisi in Corea tra il 1791 e il 1888, beatificati da Papa Francesco a Seul nel 2014. (Vedi 8/12).

  • S. Josemaría de Yermo y Parres (1851-1904), sacerdote messicano, fondò la congregazione delle Serve del S. Cuore di Gesù e dei Poveri, aprì case di accoglienza per bambini abbandonati, scuole, ospedali, case per anziani. Poco prima di morire, portò e sue religiose in missione fra gli indios tarahumara nel nord del Messico.

21 S. Matteo, apostolo ed evangelista, era pubblicano ed esattore delle tasse per l’Imperatore romano (Mt 9,9); secondo la tradizione, dopo l’ascensione di Gesù, evangelizzò in Persia, Siria, Etiopia. È autore del primo Vangelo.

  • Giornata internazionale della Pace, istituita dalle Nazioni Unite (1981 e 2001), con l’esortazione a promuovere azioni educative sul tema della pace globale e della nonviolenza.

22 Anniversario dell’Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi, firmato a Pechino (2018). L’Accordo è frutto di un reciproco avvicinamento, stipulato dopo lunghe trattative, prevede valutazioni periodiche, come ha spiegato il Papa, quattro giorni dopo la firma, in un Messaggio ai cattolici cinesi e alla Chiesa universale.

23 Ss. Cristoforo, Antonio e Giovanni, adolescenti di Tlaxcala (Messico), martirizzati agli albori dell’evangelizzazione (1527-1529); sono i primi martiri dell’America.

  • B. Víctor Francisco de Paula (1827-1905), afro-brasiliano, figlio di schiavi, divenne sacerdote dopo molte opposizioni razziali. Con la sua umiltà, povertà e carità, aiutò la gente a superare i pregiudizi e si conquistò l’affetto dei fedeli di Três Pontas, dove fu parroco per 53 anni.
  • S. Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione, 1887-1968), sacerdote cappuccino italiano, dotato di speciali doni spirituali, dedito al ministero della riconciliazione e della carità. La sua santità e carisma continuano a esercitare una forte irradiazione missionaria in tutto il mondo.
  • SdD. Salvo D’Acquisto (1920-1943), giovane napoletano dell’Arma dei Carabinieri. Alla scuola dei gesuiti e dei salesiani ricevette una buona formazione cristiana, con senso del dovere e del servizio al prossimo. Stando in servizio a Palidoro, presso Fiumicino (Roma), si offrì per salvare la vita a 22 ostaggi, minacciati di morte per rappresaglia, dai soldati tedeschi nazisti; questi accettarono lo scambio e Salvo fu ucciso al posto degli ostaggi.

24 B. V. Maria della Mercede, titolo che proclama la misericordia divina e ha ispirato l’Ordine dei Mercedari e l’apostolato missionario per la liberazione degli schiavi. Lungo i secoli, numerosi mercedari sono stati uccisi nella loro missione di liberare cristiani schiavizzati dai musulmani.

  • Santi dell’Alaska, ricordati dalle Chiese orientali in questa data – anniversario dell’arrivo (1794) dei primi missionari ortodossi russi; tra essi S. Pietro Aleuta, primo martire ortodosso d’America.
  • B. Antonio Martino Slomsek († 1862), vescovo di Maribor (Slovenia); curò in modo speciale la formazione del clero e delle famiglie cristiane, e promosse l’unità della Chiesa.
  • Ven. Angelo F. Ramazzotti (Italia, 1800-1861), vescovo di Pavia e patriarca di Venezia, fondatore del Seminario lombardo per le missioni estere (1850), primo nucleo del futuro Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime).

25 S. Sergio di Radonez (russo, 1313-1392): dapprima eremita, poi dedito alla vita comunitaria nel monastero della SS.ma Trinità a Mosca; era molto ricercato come saggia guida spirituale. Fu grande amico di S. Stefano di Perm. (Vedi 26/4).

  • Ricordo di Wenceslao Padilla (1949-2018), filippino, missionario di Scheut (Cicm). Nel 1992 aprì, con due confratelli, la prima missione in Mongolia, dove non c’era più nessun cattolico; divenne vescovo (2003) a Ulaanbaatar, nella «più giovane Chiesa cattolica del mondo». Alla sua morte, c’erano già una comunità di 1.300 fedeli locali e alcune decine di sacerdoti missionari stranieri.

26 Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, con il tema proposto dal Papa per il 2021: «Verso un “noi” sempre più grande».

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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