P. Giovanni Taneburgo

Ci sono alcuni tipi di religiosità che sfasano il cammino di vita di tante persone e purtroppo portano all’oppressione e alla sofferenza di tante altre che così diventano vittime. Eccone due: * Il primo è quello della morale del “fai da te” che definisce bene solo ciò che conviene a una determinata persona, al suo gruppo e ai suoi affiliati. Nel contesto di questa religiosità, il bene comune è messo da parte e la stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, di interessi e di convenienza. * Il secondo è quello della morale fatta di leggi pesanti, di prescrizioni senza misericordia, di una visione intransigente della vita che rende coloro che l’adottano, aggressivi, diabolicamente violenti, e può portare addirittura all’uccisione di tante persone in nome di ‘Dio’; non so di quale ‘Dio’!

Nel passo evangelico di oggi abbiamo il racconto dell’incontro di Gesù con un gruppo di ipocriti che avevano una relazione completamente sfasata con Dio e con gli altri. Discutevano di mani non lavate, di abluzioni varie, di formalismi vuoti e di tradizione degli antichi. Il Vangelo ci fa capire che onoravano Dio con le labbra, ma i loro cuori erano lontani da Lui. Gesù diventò duro con questi ipocriti anche perché poco prima aveva fatto, per così dire, un bagno dentro il dolore di tante persone andate o addirittura portate da Lui per avere, come dice Ermes Ronchi, ‘una carezza sulla loro umanità dolente’. Gesù era lontano e ci chiede di essere lontani da ogni formalismo vuoto e da discussioni che concludono un bel niente, anzi fanno male.

Gesù vuol far capire che è necessario passare all’interiorità da tutto ciò che è esteriore e a ciò che è essenziale in termini di vita da tutto ciò che è formalismo. Bisogna guardarsi dentro con attenzione e tornare al cuore. Ricordo che anni fa lessi un libro abbastanza voluminoso sulla Spiritualità Contemplativa dei Monaci Cistercensi. Tantissime volte l’autore dice che il segreto di una vita serena è tornare al cuore. E’ ciò che ci dice Gesù nel Vangelo di oggi: Ritornate al cuore, a quel cuore che però deve essere purificato dall’Amore Misericordioso di Dio che imploriamo attraverso la preghiera e, naturalmente, attraverso il nostro impegno di vita. La purificazione del cuore è necessaria. Infatti Gesù ci dice: “Dal di dentro, cioè dal cuore, escono propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia e stoltezza”. Mamma mia, Signore, quante cose che, si voglia o no, portano alla sofferenza e dovrebbero portare alla vergogna e alla riforma della vita!

Naturalmente, ii messaggio di Gesù a riguardo del creato riflette ciò che leggiamo nel libro della Genesi: “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Genesi 1,31). Il corpo umano, l’uomo e la donna, la sessualità, l’amicizia, il riposo, tutte le realtà create da Dio, sono buone. Il male viene dal cuore quando esso non è educato alla luce di Dio e del Messaggio Evangelico. Un cuore che non è custodito, che non viene liberato dall’egoismo, dalla sete del piacere senza regole e del potere ad ogni costo; un cuore che non viene offerto allo Spirito Santo perché lo inondi con i suoi doni, rovina tutto rendendo sporche e addirittura dannose le realtà create da Dio come buone e piene di luce e di vita. Ecco allora l’importanza di lavorare alla nostra vita interiore e di prendere cura dei nostri cuori per rendere nostri i valori, i sentimenti, le motivazioni di Cristo che sono anche realtà umane.

C’è un’altra cosa che è veramente importante perché la nostra fede sia sorgente di vita e la nostra preghiera approfondisca la qualità del nostro contatto con Dio, con il nostro cuore e con gli altri, soprattutto i sofferenti e i poveri. Eccola: andare al di là delle tante pratiche esteriori che non purificano dentro, andare al di là delle sovrastrutture col desiderio di incontrare Cristo Gesù Salvatore. Ermes Ronchi dice: “Che aria di libertà con Gesù! Apri il Vangelo ed è come una boccata d’aria fresca dentro l’afa dei discorsi ovvi e stanti. Scorri il Vangelo e senti l’ombra di una perenne freschezza, un vento creatore che ti rigenera, che apre cammini perché sei arrivato al cuore felice della vita”.

La Madonna è la donna dal cuore grande. Ed è nel suo cuore che ella custodiva e meditava le parole e gli eventi di Dio; ed è nel suo cuore che era persino capace di ascoltare i silenzi di Dio. Per questa grande realtà aveva pace interiore e mandava solo e sempre segnali di vita attorno a se. Che lei, Mamma di Gesù e Mamma nostra interceda per noi perché abbiamo a celebrare la vita come la celebrò lei.

P. Giovanni Taneburgo

Missionario Comboniano