Mons. Christian Carlassare, missionario comboniano e vescovo eletto di Rumbek ( Sud Sudan), da qualche settimana è tornato tra i suoi paesani, a casa sua. E con i suoi paesani, che tanto lo stimano e amano, ha vissuto la Festa del voto nella sua parrocchia di origine e ha affidato alla Madonna del Monte Summano la difficile missione che lo attende in Sud Sudan.
San Daniele Comboni, fondatore dei missionari Comboniani, aveva insegnato ai suoi discepoli:” La nostra è una vocazione che chiede tutto, spesso anche la vita. Il vero apostolo non ha paura nemmeno della morte” Daniele Comboni, anche lui missionario in Sudan, sapeva per esperienza che la storia della missione è anche storia di rischio, di violenza e di persecuzione.

AI PIEDI DELLA VERGINE DEL MONTE SUMMANO
La quarta domenica di luglio, a Piovene Rocchette, è una giornata storica da secoli, da quando la popolazione si è votata alla Vergine del Monte Summano perché la risparmiasse nel mezzo della pandemia di peste. Ma il 25 luglio 2021 c’è stato qualcosa di molto significativo e commovente: per la prima volta a presiedere la celebrazione è stato un neo eletto vescovo nato e cresciuto ai piedi della Vergine del Monte Summano. Mons. Christian Carlassare sta trascorrendo un periodo di riposo e riflessione in famiglia, dopo l’attentato del 25 aprile scorso. Così,Domenica 25 di Luglio, è salito sul colle con tutti i compaesani e ha deciso di donare i proiettili con cui è stato colpito a Rumbek, la sua futura diocesi. “Grazie a tutti e a ciascuno per la vostra vicinanza in questi giorni difficili, che ho vissuto dopo l’attentato – ha detto Mons. Carlassare – È bello essere comunità, è bello essere uniti ed è bello pregare insieme e insieme essere missionari. Sono cresciuto salendo al santuario della Madonna dell’Angelo, tutti i martedì mattina dell’estate. Qui ho trovato la mia vocazione missionaria. E mi piace dire che ogni missionario è la risposta di Dio alla fede di una comunità e di una famiglia».

L’OFFERTA DEI PROIETTILI ALLA VERGINE
La giornata rimarrà scolpita nella memoria dei Piovenesi, commossi per la preghiera e il gesto di fede del loro paesano eletto vescovo. Mons. Carlassare così pregò. «Lascio qui accanto alla Madonna dell’Angelo i proiettili con cui mi hanno colpito. L’attentato è stato un momento di estrema difficoltà ma anche di Grazia. È stata una grazia che, sentendo il trambusto, io sia uscito per provare a parlare con gli assalitori. È stata una grazia che abbiano abbassato il fucile per sparare alle gambe, e che i proiettili abbiano danneggiato solo il muscolo. Non ho mai avuto dubbi che durante l’attentato il Signore fosse presente accanto a me. Ho sentito in ogni secondo che il Signore era lì. La sofferenza mostra quanto la vita dei fedeli appartenga al Signore». E poi ha aggiunto: «Vivere il Vangelo non è fare tanto, ma vivere ogni momento pienamente. Per questo affido a Maria il ministero tanto esigente che ho davanti a me, molto più difficile dell’attentato. Credo che il Signore mi abbia voluto lì, e non martire, per servire quella Chiesa, come molti già stanno facendo con grande speranza e desiderio di cambiamento.

IL CUORE E’ RIMASTO IN AFRICA
Per l’occasione, da Roma è giunto il Superiore Generale dei Comboniani, padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie, che si è congratulato con le comunità di Piovene, Rocchette e Grumello per la vita di fede testimoniata in occasione della Festa del voto; ha soprattutto, ringraziato la famiglia per «la testimonianza nel vivere e pensare secondo il Vangelo» nei tre mesi trascorsi dall’attentato.
«Padre Christian appartiene a voi, è uno di voi – ha detto padre Tesfaye – ma appartiene anche e soprattutto al mondo e al popolo che Dio ha messo nelle sue mani. Diversi vescovi mi hanno chiamato per sapere come sta. Anche papa Francesco, lo scorso 24 giugno, mi ha chiesto di lui, con la domanda :“Ma cammina o no?”».
P. Christian ha ripreso a camminare spedito. Le stampelle sono rimaste a Rumbek, e con le stampelle anche il suo cuore di buon pastore. Mons. Christian sa che amare la missione vuol dire essere disposti a dare tutto. San Daniel Comboni, guida e luce del neo eletto vescovo, disse e scrisse: “Il più felice dei miei giorni sarà quello, in cui potrò dare la vita per voi”. Il suo amore aveva scelto una terra dimenticata, abitata dagli emarginati del suo tempo. Lo Spirito di Gesù lo spingeva e gli diceva che era necessario annunciare il regno di Dio agli ultimi, così come il Signore aveva fatto con gli esclusi del suo tempo. Mons. Christian Carlassare desidera seguire le orme del suo fondatore, felice di tornare tra la sua gente, a Rumbek. Noi, che lo accompagniamo con affetto, stima e preghiera , siamo convinti che Dio dà le battaglie difficili ai suoi soldati migliori.

A cura di P. Teresino Serra