Nel castello di Venegono Superiore, durante la sera di giovedì 8 luglio; i corridoi sono diventati per qualche ora navate di cattedrale: hanno ospitato infatti la Santa Messa di apertura del Giubileo per celebrare i 100 anni di presenza dei missionari comboniani nel paese.

Presenti il Sindaco e numerose persone che hanno sfidato il meteo non proprio clemente per presenziare; moltissimi sacerdoti concelebranti nelle prime file, fra cui mons. Damiano Guzzetti mccj, vescovo di Moroto (Uganda).

La celebrazione è stata presieduta da p. Fabio Baldan, Superiore provinciale, che ha ripercorso la storia del castello, sottolineando l’importanza del luogo come casa di noviziato della famiglia comboniana: il momento del fidanzamento, dell’innamoramento per il religioso; il tempo in cui si gusta il carisma dell’Istituto nel silenzio e nella preghiera. Migliaia sono infatti i comboniani passati da Venegono, fra cui il Servo di Dio p. Ezechiele Ramin, che p. Fabio si è premurato di ricordare attraverso un suo scritto.

Nel guardare al futuro, il Celebrante, ha ricordato che presto i missionari andranno via dal castello, suggerendo ai presenti un cambio di sguardo: non un addio ma un’azione di speranza e di eredità per le realtà che abiteranno la struttura.

La liturgia è stata animata da canti squisitamente missionari e si è conclusa con la benedizione di mons. Guzzetti; il tutto sotto l’abbraccio dell’imponente, candida e accogliente statua del Sacro Cuore che si erge nel chiostro del castello.

 Giosuè Brunetti