P. PAZZI ROBERTO

(Milano, 19.05.1935 – 08.06.2021, Vogan – Togo)

 

Riposa nella terra Togolese p. Roberto Pazzi.
Nato a Milano il 19 maggio 1935, entra nell’Istituto comboniano dove fa la professione religiosa nel 1953 e viene ordinato sacerdote il 2 aprile 1960. Nel 1965 arriva in Togo e non lascia più questa terra che oggi accoglie il suo corpo. P. Roberto Pazzi è un missionario che ha fatto una scelta radicale: vivere da eremita nell’arida brousse, in una capanna di paglia come un africano, contando solo sulle proprie forze e su ciò che produce la terra.

Ha subito cominciato a interessarsi al patrimonio culturale autoctono. Introdotto nel campo della lingua, ha potuto progressivamente familiarizzarmi con i suoi diversi dialetti, e a raccogliere le tradizioni ancestrali nei diversi gruppi etnici di tutta l’area culturale della zona sud della Costa degli schiavi, Golfo di Guinea, che va dal Ghana alla Nigeria, passando per il Togo e il Benin (ex Dahomey).

Ha percorso in lungo e in largo il territorio, di villaggio in villaggio, per fermarsi in quelli che gli apparivano più significativi. Raccogliendo le fonti orali, p. Roberto Pazzi ha profittato di tanti incontri informali, senza mai registrare nulla o scrivere di fronte ai suoi informatori, salvo poi far ritorno sui luoghi per controllare e completare quanto aveva ritenuto. Né storico né antropologo né linguista in partenza, Pazzi si è rivelato un ricercatore eccezionale.

Viveva ritirato in quello che lui stesso ha battezzato Eremo della croce gloriosa, nella parrocchia di Vogan, (Sud del Togo), dove ha intensificato il suo lavoro negli ultimi 25 anni. Il frutto di questo lavoro sono vari volumi usciti con le edizioni Harmattan.
Incardinatosi alcuni anni fa nella diocesi di Aneho, che comprende la parrocchia di Vogan, Pazzi fino all’ultimo giorno ha continuato nello studio e la preghiera la sua vita di missionario eremita.

  1. Roberto si è spento serenamente l’8 giugno 2021.

 

Qualche testimonianza

 

Simon Tsoklo: Grande Uomo di Dio: P. Roberto Pazzi; non dire tutto; sénon…. dicevo che l’ho incontrato la prima volta a Logome (Afagnan). A Vogan nella mia parrocchia a 3 km distante d’Amoindji (mio quartiere), un paio di volte sono andato trovarlo durante le mie vacanze. Le ultime volte erano nel mese di Marzo di questo anno; le domeniche o durante la settimana. Quella domenica tutto stanco e poi un addome che impediva il vero respiro. Gli ho portato i saluti di P. Sandro Cadei. Mentre che parlavamo; gli aggiustavo il fornello a petrolio da cucina. Di là sapevo che “l’Uomo di Dio” non avrà più tanto da dare. Dio l’ha scelto per fare capire a ciascuno/a di noi questo: “meglio vivere sobrio e staccato da tutto …. per potere incontrare Dio nella sua bellezza.
Mia Fofo Robert; Mawu ne kowo da fafape loooo

 

Jean-Pierre Piessou: Roberto adorava le autentiche tradizioni africane e le metteva in luce anche nei suoi numerosissimi scritti e pubblicazioni. È un bell’esempio di teologia dell’Inculturazione. Ora è con Daniele Comboni e molti missionari comboniani e di altri istituti che si sono sacrificati per la nostra gente. Grazie Roberto….La Terre te soit légère

 

Louis Kouevi : Un grand uomo, un uomo di Dio. Dio lo ha portato a spendere più di 25 anni nella mia terra di Vogan, a meno di 3 km da casa dei miei genitori. Iddio che ce l’ha dato lo ha richiamato da lui. Alcuni amici del Togo con cui ho scambiato messaggi riguardo alla sua vita, parlano già della sua fama di santità … hanno altri canoni per vedere le cose… RIP caro Padre Roberto e prega per noi tutti!

 

Luigi Pertici : L’ho visto appena giovedì scorso, sapeva di essere alla fine della strada, era sul suo lettuccio africano appoggiato su un fianco voltandomi le spalle, quando mi ha sentito non mi ha riconosciuto subito ed ha chiesto che si andasse via (ero con il maestro dei novizi salesiani che sentendomi parlare di lui ha voluto conoscerlo, alla fine di questo post metto quanto mi ha scritto pochi minuti fa), il tono di voce era stanco ed anche un po’ brusco, poi, sentendomi parlare in italiano e ripetendo chi ero, mi ha riconosciuto, ha cambiato tono di voce e mi ha chiesto che lo aiutassi a tenere la testa e le spalle un po’ sollevate, dopo qualche minuto mi ha chiesto che facessi uscire tutti e che anche io me ne andassi … mi sono raccomandato alla sua preghiera, l’ho benedetto pregando per lui, gli dato una carezza sul capo e sono uscito … la sera il parroco di Vogan mi ha avvisato che il p. Roberto era in agonia, stamattina mi ha chiamato dicendomi che p. Roberto era partito da poco e stavano già facendo quello che p. Roberto aveva sempre chiesto, essere seppellito appena fosse freddo …
Dopo averlo avvisato della morte di p. Roberto ho mandato queste fotografie al p. Emanuel Thera, il maestro dei novizi salesiani (maliano), che mi ha così risposto:
Je crois que j’ai reçu beaucoup de grâces la dernière fois quand on est allé le voir. Il m’a semblé que la veille, le mercredi nuit il est venu me visiter.
Je suis convaincu qu’il m’a invité à venir le voir avant qu’il ne parte. Je rends vraiment grâce à Dieu pour sa vie. Qu’il intercède pour nous.

 

Benito Amonini: Grazie dell’informazione. ,,,, Siamo stati credo 3 anni prefetti a Trento dal 1957 al 1960. Persona unica, profondo e umile. Rendo grazie a Dio per p. Roberto.