Dal letto dell’ospedale in cui è ricoverato, P. Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek, lancia un messaggio accorato a favore della pace, dell’unità.

Ringrazia tutti, Vescovi e cristiani per essere stati vicini a lui, nella preghiera e nella preoccupazione. Hanno detto che l’attacco contro un membro della chiesa è un attacco contro tutta la chiesa .

Ringrazia le autorità e chiede loro di fare in modo che questi fatti non succedano più.

Ringrazia anche i mass-media che hanno coperto questo incidente, qualcuno purtroppo ha lanciato accuse ingiuste.

Molta gente gli ha scritto chiedendo scusa per quello che è successo, ma p. Christian ha risposto loro: “State tranquilli”. E continua dicendo: “Non è stato il popolo sudanese a ferire il Vescovo, non sono stati i Dinka, ma gente che non ha valori. La violenza non fa parte della cultura dinka, come non fa parte della cultura di nessun popolo. Il vangelo che ho letto il giorno della sparatoria parlava del buon pastore, e la differenza tra il pastore che ama le pecore e il mercenario è chiara, e mi dispiace che la mentalità del mondo possa intaccare anche la gente di chiesa. Per piacere, convertiamoci. E io, da questo letto di ospedale, prego il Signore per il popolo di Rumbek, che il Signore purifichi la chiesa di Rumbek da tutti i suoi errori. Penso che quello che è successo non capiterà più. La violenza, le divisioni vengono dal diavolo. Siamo chiamati a costruire una chiesa come la vuole Gesù. Una sola chiesa, cioè unita. Santa, cioè che tutti siano santi. Cattolica, che abbraccia tutti i popoli, non solo una tribù o un clan o un colore della pelle. Apostolica, che cioè viene a noi attraverso il Papa, i vescovi. Il Papa, i vescovi mi hanno scelto per essere il vostro vescovo, per costruire la chiesa: una, santa, cattolica e apostolica. E voglio svolgere questa missione con tutto il mio cuore, amandovi e amando il Sud Sudan. Che io possa essere un segno per voi, che io possa uscire da questo letto e tornare a camminare. Possa anche Rumbek rinascere e camminare nella via della pace e dell’unità”