Cinque strutture religiose del capoluogo che da più cinque anni accolgono richiedenti asilo, hanno ricevuto martedì 27 aprile 2021 la visita dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, insieme a una delegazione diocesana e del Centro Astalli (il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati).

Queste strutture accolgono complessivamente un centinaio di richiedenti.

La prima visitata è stata la Casa San Francesco di Spini di Gardolo, di proprietà dei Cappuccini.

Poi la delegazione si è recata presso i Comboniani in via Missioni Africane dove grazie alla disponibilità dei missionari, sei universitari veneti e trentini residenti condividono la casa assieme ad una decina di ragazze e ragazzi richiedenti asilo, grazie al progetto “muri che uniscono”. Animatori di questo commino di integrazione e di fraternità sono i missionari della comunità: p. Tullio Donati, p. Mario Benedetti e p. Claudio Zendron.

La visita è quindi proseguita nella sede delle suore Canossiane in centro a Trento, dove sono accolte delle mamme con i figli.

A Villazzano presso i Dehoniani, l’Arcivescovo si è intrattenuto con i sei religiosi che sono riusciti a dare non solo accoglienza ai giovani migranti ma a farli sentire a casa loro.

A Villa S. Ignazio, sede dei Gesuiti e cuore organizzativo dell’accoglienza, la delegazione ha terminato il “pellegrinaggio nei luoghi della sofferenza ma anche del riscatto delle persone”, come lo definisce il superiore della comunità padre Alberto Remondini.

Mons Tisi, al termine della visita, ha parlato di “un’esperienza meravigliosa di Vangelo dove scopriamo che Dio se lo ascolti e guardi come Lui guarda i poveri, ti ritrovi poi arricchito dal Vangelo. Per cui l’accoglienza non è un dovere ma semplicemente il bello dell’umano. Abbiamo sperimentato in questi anni che dai volti dei poveri abbiamo ricevuto tanto, abbiamo ricevuto anche la capacità di fare rete e diventare più collaborativi tra noi”.