Le sorelle mandarono dunque a dirgli: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”
Gesù disse: “Questa malattia non porterà alla morte,
ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”.
“Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me, anche se muore, vivrà…”.
Credi questo? “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo,
il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (Gv 11, 3.4.25-27).

Il nostro mondo attraversa un periodo molto difficile a causa della pandemia del Covid 19, che continua a provocare tanta sofferenza, migliaia di malati e di decessi. Diverse popolazioni stanno soffrendo non solo per il Covid-19, ma anche per la guerra, per instabilità, sfollamento, migrazione rischiosa, problema climatico, problemi economici. Pensando alla pandemia, ricordiamo qui tanti nostri confratelli e consorelle che hanno vissuto questa esperienza della morte e risurrezione e sono nella gloria del Risorto. In questa situazione di dolore, di sofferenza e di morte, dove il Cristo del Venerdì Santo continua ad essere crocifisso e morto nelle persone che stanno patendo le conseguenze di questa pandemia, non è così facile trovare parole di incoraggiamento, di gioia, di vita, in definitiva, di risurrezione.

Ma, proprio perché siamo cristiani, discepoli missionari del Signore, in questa Pasqua siamo invitati a riporre la nostra fiducia e la nostra speranza in Lui, il Signore della Vita, che ha vissuto la sofferenza, il dolore e l’umiliazione fino a morire sulla croce, per essere risuscitato dal Padre. Per questo, le sue parole a Marta davanti alla malattia del fratello Lazzaro, sono più che mai opportune per noi e per l’umanità intera in questo momento: “Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me, anche se muore, vivrà, chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”.

La fede nella risurrezione e la speranza che Egli ci ha portato sono il dono più grande e più bello che possiamo annunciare e offrire ad ogni persona. Non stanchiamoci mai di ripetere dunque, a tutti e a ciascuno: Cristo è risorto! Animati da questa certezza portiamo questo annuncio in ogni comunità, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni luogo dove le persone soffrono di più. Come afferma Papa Francesco: “Cerchiamo, se possiamo, di utilizzare al meglio questo tempo: siamo generosi; aiutiamo chi ha bisogno nelle nostre vicinanze; cerchiamo, magari via telefono o social, le persone più sole; preghiamo il Signore per quanti sono provati nel mondo. Anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore. Questo ci vuole oggi: la creatività dell’amore” (Videomessaggio di Papa Francesco per la Settimana Santa 2020).

È la missione della compassione che come missionari siamo chiamati ad annunciare, la vicinanza di Dio al suo popolo, la Sua tenerezza e il Suo amore. Come Gesù, che ha guarito tante persone malate, noi oggi siamo i Suoi strumenti per curare la sofferenza, l’indifferenza, l’egoismo e la lontananza che questa malattia genera. È la missione dell’incontro che crea spazio di accoglienza, di fraternità, che genera vita e vita in abbondanza per tutti. Siamo quindi missionari della speranza e della gioia nel contesto attuale per ricordare profeticamente a tutti che “non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme” (Omelia di Papa Francesco, 27/03/2020). È un nuovo modo di essere e di stare nel mondo: non un semplice ritorno al passato che conosciamo, ma un mettersi in gioco con creatività e saggezza.

Solo confrontandoci con la croce possiamo trovare la speranza e vivere da risorti, come ci insegna san Daniele Comboni: È mai possibile che il cuore di un vero apostolo possa abbattersi e intimorirsi per tutti questi ostacoli e straordinarie difficoltà? No, questo non è possibile, giammai! Solo nella croce sta il trionfo. (S 5646). È il trionfo del Risorto. In Gesù risorto, la vita ha vinto la morte. È la speranza di un tempo migliore. È una speranza che mai delude.

Con questi sentimenti di gioia vogliamo augurarci e augurarvi una Santa Pasqua di Risurrezione!

Roma, 19 marzo 2021

Il Consiglio Generale