Carissimi amici e sostenitori! Vi scriviamo dopo un anno dalla nostra prima Newsletter numero 0 che proprio l’anno scorso a dicembre 2019 avevamo riesumato da tanti anni di oblio. Speravamo con tanto entusiasmo di potervi mandare ogni tre mesi, informazioni della nostra associazione e delle tante attività che portiamo avanti. Invece la pandemia coronavirus ci ha colpiti tutti da marzo 2020 in poi. E ci ha rinchiusi e rallentanti in tutto ciò che facciamo e viviamo. È passato ormai un anno e anche noi dell’associazione abbiamo dovuto chiudere il nostro centro nella prima ondata del virus per tre mesi. In quel tempo, nonostante tutto, ci siamo dati da fare e prodigati con alcuni volontari distribuendo migliaia di borse solidali con cibo, medicine, bombole del gas, cibo per bambini e altri prodotti importanti portando casa per casa a chi stava in situazione difficile e di povertà.

La nostra zona di Destra Volturno sfortunatamente è stata ed è ancora una delle più difficili e povere di Castel Volturno e ha diverse persone che hanno bisogno di supporto vario. Ma il Signore non ci ha mai abbandonato! Ora, la pandemia, ci ha costretti a chiudere ancora altri due mesi durante la seconda ondata dovuto anche alla chiusura di tutte le scuole nella nostra regione Campania. Non ci siamo dati per vinti!! Anzi! Abbiamo lottato e continuato a lavorare per migliorare il nostro nuovo centro, che è stato battezzato da luglio 2020 Casa Black and White. Anche i servizi che si offrono ai bambini, ai ragazzi e donne e giovani della realtà di Destra Volturno sono pronti per un’accoglienza di più persone oltre al doposcuola della Casa del Bambino che è stato il fiore all’occhiello per 20 anni. È sempre stato un miscuglio straordinario di italiani e africani e altre nazionalità. Se ricordate bene, la nostra associazione di volontariato è nata nel 2001 per volontà nostra dei Missionari Comboniani di Castelvolturno. L’anno prossimo 2021 ricorrono i 20 anni dall’inizio dell’Associazione che celebreremo con una festa comunitaria a cui vi inviteremo a partecipare e a far festa con gioia con tutti noi.

Abbiamo lavorato in tutti questi anni per l’integrazione e l’inclusione degli immigrati. E non solo. Perché crediamo fermamente che dobbiamo cercare di costruire l’inclusione tra italiani e stranieri. Sosteniamo con il doposcuola diurno tutti i giorni bambini, ragazzi e adolescenti italiani e immigrati che crescono insieme per costruire un mondo migliore di quello di oggi. Cercheremo di donare dignità e nuovi strumenti culturali per la vita introducendo da gennaio 2021 un nuovo progetto: la scuola d’italiano e mediazione culturale per gli adulti immigrati, donne, uomini e giovani. Diversi volontari italiani ci aiuteranno a insegnare la nostra lingua italiana e a introdurli a nuovi incontri e conoscenze nella nostra Casa Black and White e in collaborazione con la Scuola Penny Wirton e il loro sistema educativo molto interessante e inclusivo.

Ci interessa la persona, le persone perché crediamo che anche l’attività sportiva incide sulla formazione umana, sulle relazioni, sulla spiritualità personale e comunitaria. Lo sport è sempre sano specialmente se è educativo e non solo competitivo e di un gruppo d’élite. Deve essere per tutti ed è un evento sociale e comunitario potente se vissuto con i giusti valori e rispetto dell’altro. Il sogno che vorremmo diventi realtà, è avere un terreno abbastanza grande per poter ospitare diversi campi da gioco dove si invitano i tanti giovani autoctoni e immigrati a incontrarsi e divertirsi insieme. Ci stiamo attrezzando, preparando e bussando anche a qualche porta per poter “sfondare” con qualche idea e supporto sia di terreno che di supporto economico per poter sognare più in grande. Anche questo è un desiderio che vorremmo realizzare nel prossimo anno 2021. Intanto continueremo ad organizzare tornei multiculturali per uomini e donne e altre attività motorie e sportive che aiutino a far incontrare le persone di varie nazionalità e provenienze.

Con la sartoria solidale cerchiamo di condividere solidarietà con i nostri fratelli e sorelle immigrati. Le nostre volontarie si impegnano ad insegnare a cucire e anche a magari apprendere la professione di sarta. In questi ultimi due anni alcune donne nigeriane con alcune donne italiane hanno cominciato a fare i loro primi passi creando anche una possibile associazione indipendente chiamata Action Women per poter produrre ed entrare nel mondo del lavoro e commerciale della sartoria sociale. È un piccolo frutto e seme del lavoro seminato da molti nell’associazione Black and White. Le donne volontarie della Sartoria Solidale hanno recentemente preparato tantissime bomboniere solidali per il matrimonio di una nostra cara socia dell’Associazione, la signora Anna Luongo, una delle fondatrici dell’associazione nel lontano 2001. Un grande dono per Anna ma anche per noi… anche questi sono i doni che Dio ci dà da riconoscere e vivere in pienezza. Grazie Anna e Felice e auguroni per la vostra vita! Siete anche voi un piccolo seme gettato da questi vent’anni di presenza e di amore condiviso da tanti. Le volontarie della sartoria solidale si impegnano a preparare bomboniere, vestiti, bambole e altri prodotti creativi per sostenere con la vendita le attività dell’associazione black and white.

Un sogno che è diventato realtà e che partirà in questi giorni è il nuovo sito dell’Associazione Black and White: www.blackandwhitecv.it. Un sito tutto nuovo e moderno che insieme ai canali social vuole condividere con tutti voi e con il mondo ciò che stiamo vivendo qui a Castel Volturno. Sia il mondo degli immigrati che quello degli italiani. È per questo che vogliamo costruire ponti e non muri tra loro e noi!! Tanta gente vuole immergersi in un mondo pieno di ricchezze di valori e cultura e nuove avventure di vita. Gli immigrati non sono un problema ma una risorsa da scoprire e valorizzare insieme ai tanti talenti e valori che i giovani e la popolazione locale ha già. Lo strumento della comunicazione positiva è oramai sempre più necessario.

Cerchiamo di rispondere a questi segni dei tempi con qualche azione concreta creando anche videoclips, interviste e tante altre cose che ci permetteranno di far conoscere per comprendere questi mondi che è un mondo unico! Attraverso il nostro canale YouTube al servizio dei ragazzi, bambini, giovani ed operatori ma anche della nostra parrocchia Santa Maria dell’Aiuto e altri amici di tutti i colori e provenienze.

Nel frattempo, in questi ultimi mesi, abbiamo migliorato alcune aule e il giardino esterno. Desideriamo che la struttura nuova della Casa Black and White sia più funzionale alle tante persone che vi passano e vi passeranno in un prossimo futuro. Virus…permettendo! In quella casetta costruita sul retro del Centro stiamo già celebrando la Santa Messa ogni domenica per una piccola comunità cristiana locale in cammino che vuole essere più possibile inclusiva di italiani e stranieri. Per conoscersi e apprezzarsi e migliorarsi a vicenda! Siamo proprio FRATELLI TUTTI! Una nuova fraternità è possibile… Ponti e non Muri!

Bene amici e sostenitori con il cuore! Vi saluto e vi auguro davvero tanto bene e forza nell’Amore. Ne abbiamo tutti bisogno in questo tempo così difficile e confuso, ma ricordiamoci che è sempre pieno di opportunità per tutti.
P. Daniele Moschetti
Missionario Comboniano
Presidente associazione Black and White

 

Immagine di Umberto Gamba.

Che sia davvero Natale…

Conoscere per comprendere!

Cari amici, benefattori e simpatizzanti dell’Associazione Black and White. Pace a voi!

Questo tempo di Avvento e di Natale 2020, ci porta a meditare, incontrare e accogliere un Gesù Bambino con la sua Famiglia terrena, con Maria e Giuseppe. Erano fuori dalla loro casa di Nazareth in Galilea. Erano a Betlemme, il villaggio da dove era originaria la famiglia di Giuseppe. E poi subito dopo, la nostra Sacra Famiglia era già profuga in Egitto, in fuga da un pazzo, re Erode, che per disperazione e paura di perdere il suo potere, aveva voluto uccidere tutti i bambini al di sotto di due anni. E quindi Giuseppe aveva deciso di proteggere la sua famiglia e di fuggire in un paese, l’Egitto, che non conosceva ma che sarebbe stato lo strumento di protezione e accoglienza per il Piano di Salvezza di Dio Padre.

Nella fuga in Egitto il piccolo Gesù sperimenta, assieme ai suoi genitori, la tragica condizione di sfollato e profugo «segnata da paura, incertezza, disagi (cfr Mt 2,13-15.19-23). Purtroppo, ai nostri giorni, milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà. Quasi ogni giorno la televisione e i giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi, alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie». In ciascuno di loro è presente Gesù, costretto, come ai tempi di Erode, a fuggire per salvarsi. Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto del Cristo affamato, assetato, nudo, malato, forestiero e carcerato che ci interpella (cfr Mt 25,31-46). Se lo riconosciamo, saremo noi a ringraziarlo per averlo potuto incontrare, amare e servire.

Come ben sapete, la nostra comunità di Castel Volturno, vive, lavora e condivide il cammino di migliaia di migranti che provengono in maggioranza dal Continente Africano. Nel nostro ministero accanto a loro, vediamo situazioni davvero difficili e con tanta sofferenza per ciò che sono testimoni nella loro permanenza da noi, su questo territorio italiano. I gesti di razzismo, di sopruso e di sfruttamento lavorativo, sessuale, abitativo, psicologico e famigliare sono all’ordine del giorno. È davvero difficile, a volte vergognoso, anche per noi missionari vedere, ascoltare e servare come noi stessi italiani ci comportiamo nei loro confronti sia qui ma anche nella nostra bella Italia che si sta pericolosamente trasformando.

Stiamo perdendo il senso dell’umanità, accoglienza, dignità e non sappiamo più riconoscere che anche noi stessi italiani siamo stati migranti, esuli e profughi in tutti i paesi di questo mondo. Una memoria storica che non vogliamo più ricordare o meglio dimenticare perché più attenti a ciò che succede a noi stessi e alle nostre famiglie, piuttosto che agli altri, a ciò che è il bene comune per tutti. Perché tutti stiano bene o almeno abbiano una vita dignitosa e con un futuro davanti.

E in questo tempo così pieno di incertezze e confusione causata dal coronavirus vogliamo essere attenti anche a ciò che ci vuole dire Dio in mezzo a tanta sofferenza e dolore. Papa Francesco nell’ultimo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato 2020 ci ha invitato a coniugare due verbi necessari per aprire il nostro cuore cioè: Bisogna conoscere per comprendere.

La conoscenza è un passo necessario verso la comprensione dell’altro. Quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri. Ma non si tratta di numeri, si tratta di persone! Se le incontriamo arriveremo a conoscerle. E conoscendo le loro storie riusciremo a comprendere meglio. Potremo comprendere, per esempio, che quella precarietà che abbiamo sperimentato con sofferenza a causa della pandemia è un elemento costante della vita degli sfollati e dei migranti”.

E certamente avremo nuovi amici e conoscenti che arricchiranno la nostra vita e storia. E allora perché non invitare nella vostra famiglia, un migrante o una famiglia di immigrati per il pranzo o cena di Natale? Sarebbe davvero celebrare il dono della Vita Vera che viene in mezzo a noi con la nascita di Gesù Bambino!
BUON NATALE E UN ANNO NUOVO PIENO DI BENEDIZIONI.
P. Daniele Moschetti
Missionario comboniano