Le parole “beati i costruttori di pace” sembrano innocue, ma se si esamina il vangelo non si può che concordare che lavorare per la pace è il cuore della nostra chiamata a essere Cristiani, veri seguaci di Cristo.

C’è poi l’altro insegnamento centrale del vangelo, quello che lo rende differente da ogni altra scrittura sacra dell’antichità: “Ama il tuo nemico”. Questo è l’unico insegnamento che non permette di aprire strade  per  giustificare la guerra con una ragione o con l’altra.

 

  1. PAPA FRANCESCO: CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE

“Nel mondo è in atto una terza guerra mondiale; una guerra ‘a pezzi’ viene combattuta su più scenari e in diverse modalità”. Dobbiamo perlomeno sospettare che nel quadro di una globalizzazione fatta soprattutto di interessi economici o finanziari, la “pace” di alcuni corrisponda alla “guerra” di altri.

La nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti con crescente capacità distruttiva e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli. Anche intere nazioni stentano a liberarsi dalle catene dello sfruttamento e della corruzione, che alimentano odi e violenze. Ancora oggi, a tanti uomini e donne, a bambini e anziani, sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria e la speranza nel futuro. Le terribili prove dei conflitti civili e di quelli internazionali, aggravate spesso da violenze prive di ogni pietà, segnano a lungo il corpo e l’anima dell’umanità. Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana. Nella guerra perdono tutti. Nella guerra vincono solo la  violenza  e la morte.

 

  1. GIOVANNI PAOLO II: PACE E GIUSTIZIA

Al giorno d’oggi non si può non rimanere colpiti dalle ombre e dalle minacce, senza dimenticare peraltro le luci e le speranze. In realtà, la pace è precaria, mentre l’ingiustizia abbonda. In numerosi paesi sono in corso guerre implacabili, le quali si protraggono malgrado l’accumularsi dei morti, dei lutti, delle rovine, e senza che ci si incammini, a quanto appare, verso una soluzione. La violenza e il terrorismo fanatico non risparmiano altri paesi, e sono gli innocenti che, troppe volte, ne fanno le spese, mentre le passioni si esasperano e la paura rischia di condurre a passi estremi. In numerose regioni del mondo sono violati i diritti dell’uomo, irrise le libertà, mantenute ingiustamente le detenzioni, perpetrate per ragioni di parte esecuzioni sommarie, e l’umanità, in questo ventesimo secolo che ha visto moltiplicarsi le dichiarazioni e le istanze di ricorso, ne è male informata o, se lo è, resta pressoché impotente ad arrestare tali abusi. Numerosi paesi si battono penosamente per vincere al loro interno la fame, le malattie, il sottosviluppo, mentre altri ben forniti rafforzano le loro posizioni e la corsa agli armamenti continua sconsideratamente ad assorbire risorse, che potrebbero essere meglio utilizzate. L’accumulo delle armi convenzionali, chimiche, batteriologiche e, soprattutto, nucleari fa pesare una grave minaccia sull’avvenire delle nazioni

 

  1. PRIMO MAZZOLARI: TU NON UCCIDERE!

Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace; fare la pace è la sua vocazione. la guerra è sempre criminale in sé e per sé (poiché affida alla forza la soluzione di un problema di diritto); a parte che la guerra è sempre sproporzionata (per il sacrificio che richiede, contro i risultati che ottiene, se pur li ottiene); a parte che essa è sempre una trappola per la povera gente (che paga col sangue e ne ricava i danni e le beffe); a parte che essa è sempre antiumana e anticristiana (perché si rivela una trappola bestiale e ferisce direttamente lo spirito del cristianesimo); a parte che essa è sempre “inutile strage” (perché una soluzione di forza non è giusta e sempre comunque apre la porta agli abusi e crea nuovi scontri); qual è la guerra giusta e quella ingiusta? Non esiste una guerra giusta. Nella guerra ha ragione chi ha più armi distruttive. E chi vince? La morte. Chi perde? Il popolo più umile e più povero

 

  1. ELIO TOAFF : IL SANGUE CHE GRIDA DALLA TERRA

Il sangue dell’innocente ha una voce, una voce terribile che si alza dalla terra verso il cielo. La terra bagnata di sangue innocente non cessa di levare la sua voce accusatrice per un delitto che non può essere nascosto. Il grido del sangue versato, che si alza dalla terra verso il cielo, denuncia sempre un crimine tremendo: un uomo ha ucciso il proprio fratello sopprimendo con lui l’immagine e la somiglianza di Dio.

 

5- THOMAS MERTON: L’UOMO, UN GORILLA COL FUCILE

Un giorno un gorilla raccolse l’osso di una zampa d’antilope e lo usò per spaccare il cranio di un suo compagno (…). Da allora, dopo milioni di anni, quel gorilla con l’osso in mano è rimasto nel cuore degli esseri umani. E noi, i gorilla di oggi, sempre più armati, ci siamo messi nel pericolo di scomparire come i dinosauri. Lo strano di tutto questo è che noi siamo una specie alla quale è stata data la scelta di sopravvivere o di non sopravvivere. Abbiamo dei crani molto grandi, sta a noi usarli per qualche altra cosa oltre all’inventare modi per saltare in aria.

  1. CURZIO MALAPARTE : CRISTO HA PERSO TUTTE LE GUERRE

“Non posso abbandonare i miei morti, Jimmy… Se tu sapessi che Cristo giace fra loro, fra quei poveri morti, lo abbandoneresti?” .“Non vorrai darmi a intendere – disse Jimmy – che anche Cristo ha perso la guerra”.

“E’ una vergogna vincere la guerra”, dissi a bassa voce.

 

  1. TIZIANO TERZANI: “SALVIAMOCI”

Guardiamoci allo specchio. Non ci sono dubbi che nel corso degli ultimi millenni abbiamo fatto enormi progressi. Siamo riusciti a volare come gli uccelli, a nuotare sott’acqua come i pesci, andiamo sulla luna, mandiamo sonde fin su Marte. Ora siamo perfino capaci di clonare la vita. Eppure, con tutto questo progresso non siamo in pace né con noi stessi né col mondo attorno. Abbiamo appestato la terra, dissacrato fiumi e laghi, tagliato intere foreste e resa infernale la vita degli animali, tranne quella di quei pochi che chiamiamo “amici” e che coccoliamo finché soddisfano la nostra necessità di un surrogato di compagnia umana (…). Il grande progresso materiale non è andato di pari passo col nostro progresso spirituale. Anzi: forse da questo punto di vista l’uomo non è mai stato tanto povero da quando è diventato così ricco. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno egoismi, meno interessi. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. E’ il momento d’impegnarci per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi (…). Allora io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa e, come dice Jovanotti nella sua poetica canzone contro la violenza: “Salviamoci”.

8.GIOVANNI XXIII : MENO ARMI E PIÙ VITA

Ci è pure doloroso costatare come nelle nazioni più influenti del pianeta si siano creati e si continuano a creare armamenti sempre più potenti.  Gli armamenti, come è noto, si sogliono giustificare adducendo il motivo che se una pace oggi è possibile, non può essere che la pace fondata sull’equilibrio delle forze. Quindi se una comunità politica si arma, le altre comunità politiche devono tenere il passo ed armarsi esse pure. E se una comunità politica produce armi atomiche, le altre devono pure produrre armi atomiche di potenza distruttiva pari.

In conseguenza gli esseri umani vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con conseguenze fatali per la vita sulla terra.

Per cui giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci. “Non si deve permettere — proclama Pio XII — che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità”.

 

  1. Teresino Serra