Oggi (20 aprile) ci troviamo come famiglia comboniana in un modo inconsueto – di fatto ci si vede attraverso uno schermo –, siamo sì distanti fisicamente ma vicini spiritualmente perché abbiamo la certezza della presenza di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).

Il motivo che ci riunisce in questa celebrazione eucaristica, un po’ speciale, è il ricordo dei nostri fratelli e sorelle che sono morti in queste ultime settimane di coronavirus o di altre malattie e non abbiamo potuto, in molti casi per il protocollo, averli vicino e celebrare il loro funerale.

Ci sentiamo in profonda comunione con tutti loro e vogliamo soprattutto ringraziarli per le loro vite spese per la missione in tante parti del mondo e perché ora intercedano per i nostri due Istituti.

Questa domenica liturgicamente è singolare, perché con la Chiesa di rito orientale celebriamo la Santa Pasqua, la vittoria della Vita sulla Morte ed è anche per tutta la Chiesa latina, la domenica della Divina Misericordia. Inoltre, oggi qui a Casa Generalizia, celebriamo il compleanno di Sr. Carla Passoni.

Sono tanti quindi i motivi per iniziare con la gioia del tempo pasquale questa celebrazione, e lo vogliamo fare assieme a tutti i comboniani e comboniane sparsi nel mondo e con la gente dove sono.

Fratel Alberto Lamana.

Omelia (Fr. Alberto Lamana)

Domenica scorsa il vangelo di Giovanni ci ha lasciato un segno forte dell’esperienza pasquale dei discepoli: la tomba vuota. Dopo c’è l’incontrò di Gesù con Maria Maddalena. Siamo sorpresi di sentire oggi che i discepoli sono riuniti con le porte chiuse, per paura dei Giudei. La pietra che testimoniava il fallimento del progetto del Vangelo è stata rimossa. Tuttavia i discepoli non sono in grado di dargli un senso, né hanno saputo interpretare l’apparizione a Maria, forse perché non hanno creduto in lei. Loro sono ancora prigionieri di uno schema di lettura intrappolato nello scetticismo. Le cose sono andate male, non c’è spazio per la speranza. Un sentimento che i due discepoli di Emmaus hanno espresso nel loro dialogo con Gesù.

Questa nuova apparizione di Gesù in mezzo ai discepoli è come un nuovo passo pedagogico che ci permette di avvicinarci alla risurrezione da una nuova prospettiva. Gesù augura loro pace: «Pace a voi!», offrendo loro serenità nella paura e subito dopo mostra loro le ferite della passione. La Pasqua non elimina il dolore e la sofferenza, questi fanno parte dell’esperienza salvifica. Non c’è resurrezione senza passione.

È in questo contesto che troviamo provocante l’incredulità di Tommaso, che oltre ad essere uno degli apostoli, rappresenta la comunità cristiana nel suo tortuoso processo di vita secondo gli insegnamenti del Maestro. Quando Giovanni scrisse il suo Vangelo, due generazioni di cristiani erano già passate e le testimonianze dirette della vita di Gesù di Nazareth erano andate perdute. Ora la fede è trasmessa dalla testimonianza di una comunità credente, non perché si parla di eventi passati, ma perché la loro vita è trasformata dall’incontro con il Signore vivo e operante.

Tommaso siamo noi nella nostra difficoltà a credere nell’azione di Dio nella storia e nella nostra resistenza ad accettare che la passione fa parte di questa redenzione. L’azione di Dio nella nostra vita non sempre avviene secondo le nostre aspettative. Tommaso resiste a credere che lo stesso Gesù che ha sofferto sulla croce sia lo stesso di cui parlano i discepoli. Com’è possibile che colui che ha il potere di risuscitare i morti non possa porre fine alle sofferenze?

Una domanda che ha molto senso nella situazione attuale che stiamo vivendo. Dove siamo sopraffatti dagli eventi e non abbiamo controllo sulla situazione. Abbiamo così tante domande senza risposta. Ma quello che abbiamo di sicuro è un Dio che assume in sé la sofferenza e continua ad accompagnare l’umanità nel suo pellegrinaggio, nonostante i dubbi e le incertezze.

Le parole di Tommaso (“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”) sottolineano la convinzione che Gesù non deve più essere riconosciuto dal suo volto, ma dalle sue ferite. Tommaso ritiene che i segni distintivi dell’identità di Gesù siano soprattutto le ferite, in cui si rivela fino a che punto ci ha amati. Tommaso ha sbagliato nel non credere, ma adesso ha saputo riconoscere il legame fra il Cristo risorto e il Gesù della croce.

Tommaso conclude facendo una professione di fede: “Mio Signore e mio Dio”. Tutti hanno riconosciuto il Signore, ma Tommaso fa un altro passo e vede Dio in Gesù risorto. Una sintesi dell’evento dell’incarnazione che culmina nella passione, nella morte e nella resurrezione. Tommaso, in quella piccola affermazione, condensa la sua fede in un Dio che si è fatto uomo e ha condiviso la sua vita in un particolare contesto storico e sociale fino alle ultime conseguenze, per liberarci e aprire l’umanità a un nuovo orizzonte di relazioni con gli altri e con Dio.

Gesù manda i suoi discepoli in missione con la forza dello Spirito Santo. Quando il sepolcro è aperto, Gesù apre anche la porta della stanza chiusa. La missione nasce dall’esperienza dell’incontro della comunità con Gesù vivo. Questo incontro è soprattutto una trasformazione radicale nella vita dei discepoli, che hanno la chiave per interpretare le parole e le azioni di Gesù insieme alla sua passione e alla sua morte.

La prima lettura fa una sintesi delle aspettative della vita delle prime comunità. Sottolinea due elementi: lo stare insieme e la condivisione dei beni. Queste sono due dimensioni essenziali della vita religiosa e noi le viviamo come segni del nostro impegno di discepolato missionario.

Giovanni ci ha presentato un’apparizione alla comunità. È la comunità che riceve questo mandato missionario. Non sono individui inviati separatamente, ma formano un’unità con le loro radici in Gesù. Per questo il loro modo di vivere, la comunità stessa, è testimone della resurrezione.

Celebriamo oggi la festa della Divina Misericordia. In questa situazione che stiamo vivendo forse non sappiamo dove stiamo andando, o quando e come finirà, ma certamente il Signore ci invita ad essere più attenti ai dimenticati della società, a mettere al centro della nostra azione missionaria la compassione e l’ascolto del grido della nostra casa comune. Il Signore ci invita a una missione, come ci ricorda Comboni, che fa causa comune con i più poveri.

NOMI DELLE SORELLE COMBONIANE DEFUNTE

     1            Sr. Marilisa Ceccato                        Bergamo/I                     0803/2020           88

     2            Sr. Giannadele Angeloni                 Bergamo/I                   10/03/2020          89

     3            Sr. Renzaluigia Seren                      Bergamo/I                     11/03/2020          90

     4            Sr. M. Lucia Bogliotti                     Bergamo/I                     12/03/2020          86

     5            Sr. Anna Maria Casorio                   Bergamo/I                   14/03/2020          80

     6            Sr. Angelina Ferranti                       Bergamo/I                    1703/2020           84

     7            Sr. M. Donatella Reghenzi              Bergamo/I                    17/03/2020          87

     8            Sr. Argenta Brignoli                        Bergamo/I                     24/032020           98

     9            Sr. M. Martina Chiodi                     Verona/I                        27/03/2020          93

     10          Sr. M. Ausilia Lecchi                      Bergamo/I                     29/03/2020          93

     11          Sr. Lidianna Anzi                            Verona/I                        31/03/2020          94

     12          Sr. Maria de Lurdes Magalhães       Lisboa/P                    07/04/2020          66

     13          Sr. Margit Forster                            Berlino/D                      09/04/2020          65

     14          Sr. Ida Maria Gurini                        Erba/I                            15/04/2020          84

NOMI DEI COMBONIANI DEFUNTI

     1            P. Cusini Firmino                            Milano/I                        16/03/2020          79

     2            Fr. Ribelli Libero Duino Francesco Milano/I                    18/03/2020          98

     3            P. Simoni Giuseppe                         Milano/I                        21/03/2020          72

     4            P. Tonolli Bruno                              Verona/I                        23/03/2020          81

     5            P. Ferranti Costante                        Milano/I                        24/03/2020          89

     6            P. Otero Magán Gabino                  Santiago de C./E           25/03/2020          76

     7            Fr. Bonadimani Franco                   Castel d’Azzano/I         28/03/2020          93

     8            P. Dasilva Fern. Gonzalo Antonio  Madrid/E                       29/032020           57

     9            P. Carranza Cervantes Luis             Ciudad de México/M    31/03/2020          71

     10          P. Vulcan Marcello                          Lucca/I                          05/04/2020          82

     11          P. Filippini Paolo                             Milano/I                        09/04/2020          94

     12          P. Cefalo Raffaele                           Milano/I                        10/04/2020          84

     13          Mons. Ballin Camillo                      Roma/I                          12/04/2020          75