E’ uscita l’Esoprtazione Apostolica “Querida Amazonia” di papa Francesco, in risposta al recente Sinodo sull’Amazzonia avvenuto a Roma l’ottobre scorso. Il documento riafferma tutto gli elementi che i padri sinodali avevano esposto riguardo alle problematiche dell’Amazzonia, meno l’attesa questione sulla possibilità di poter ordinare sacerdoti “viri probati” per supprire la carenza di agenti pastorali in contesti di mancanza assoluta di ministri ordinati. Qualcuno si azzardava ad andare oltre, ipotizzando per tutta la chiesa la fine del celibato obbligatorio per i preti. Proprio a partire da quest’ultima questione, alcuni sono rimasti delusi dal testo; altri (evidentemente quelli che non appoggiano le possibili “aperture”) finalmente rasserenati. Riportiamo il commento di p. Dario Bossi, provinciale dei comboniani in Brasile e padre sinodale e di p. Filippo Ivardi, direttore di Nigrizia. Una voce suggestiva in questo contesto è quella di mons. Viktor Manuel Fernandes, arcivescovo di La Plata, in Argentina, considerato “il teologo del papa”. Conoscendolo più da vicino di altri, propone una terza lettura chiedendosi provocatioriamente: “E se avessimo capito male?” Indica che potremmo trovarci non davanti a una chiusura di papa Francesco ma di fronte a un cambiamento di prospettiva completamente radicale che potrebbe davvero inaugurare un tempo nuovo per tutta la chiesa.