Soprattutto momenti celebrativi hanno raccolto i sentimenti di ringraziamento dei comboniani nella festa del centenario di presenza nella chiesa di san Tomio, a Verona. Si è cominciato con la celebrazione del 27 ottobre nella chiesa di San Nicolò per passare a quella presieduta da don Giuseppe Mirandola, direttore del Centro Missionario Diocesano il 3 novembre, a quella presideuta dal vescovo di verona mons. Giuseppe Zenti il 23 novembre, per finire con quella presieduta da p. Tesfaye Tadesse Gebresilasie, superiore generale, il 30 novembre. Vari confratelli si sono fatti presenti nelle divrse occasioni. Particolarmente gradita e significativa la presenza, il 23 novembre, del cardinale di Kinshasa Laurent Monsengwo. 

La presenza comboniana è cominciata nel novembre del 1919, alla morte di don Gaetano Zannoni, quando il Card. Bartolomeo Bacilieri, vescovo della città, volle affidare la rettoria ai comboniani forse per mantener viva la memoria dei ripetuti passaggi in quella chiesa di san Daniele Comboni e per ricordare il fatto che da vescovo il 3 e 10 dicembre 1877 ricevette il mandato e la benedizione del suo vescovo, il card. Luigi di Canossa, prima di ripartire per l’Africa con un drappello di nove missionari e le prime 5 suore comboniane.

Oggi la chiesa di San Tomio è un luogo significativo per il culto all’Eucaristia e per la celebrazione del sacramento della Riconciliazione.

Il vescovo mons. Giuseppe Zenti ha mandato un messaggio particolare alla comunità comboniana esprimendo anche la sua riconoscenza per il lavoro fatto in questi anni.