Di Francesco Donat-Cattin (farodiroma.it) – “È incredibile come in questa campagna i veri problemi di questo Paese non vengano toccati”. Così padre Alex Zanotelli è intervenuto su alcune tematiche in vista delle prossime elezioni, intervistato da Radio Radicale sulla proposta di legge “Mettiamoci in gioco”, campagna contro i rischi del gioco d’azzardo e realizzata dal missionario comboniano assieme a Giovanna Reanda. Per padre Zanotelli non viene toccato, per esempio, il problema del “disastro ambientale in corso”, “come non si parla del gioco d’azzardo”, ma invece sarebbe fondamentale farlo, ha detto, perché “vuol dire che stiamo rovinando 800mila persone – anzi sono già rovinate – e un milione e mezzo sono a rischio, ma è pazzia questa, e la cosa più grave è che lo Stato è coinvolto. È inutile che poi lo Stato parli di legalità quando poi è il primo a non essere legale”. “Noi abbiamo fatto questa proposta – ha aggiunto padre Alex -, vediamo chi verrà eletto e che decisione prenderanno. Noi ci metteremo per strada per raccogliere qualche milione di firme. Allora capiranno che la gente è stanca e vuole un cambiamento radicale su questo tema. Il gioco d’azzardo poi io lo vedo qui al rione Sanità (dove abita e opera, ndr), dove non abbiamo neanche una banca, e poi chiaramente chi gioca poi va dagli usurai per farsi prestare i soldi nella speranza di vincere qualcosa e andare avanti”.

Nell’intervista si parla anche dell’azione nonviolenta di Rita Bernardini per la riforma dell’Ordinamento penitenziario, dal momento che fra i molti temi dimenticati ci sono sicuramente le persone detenute. La Bernardini, del Partito Radicale Transnazionale, è arrivata al 28° giorno di sciopero della fame, iniziativa che sta portando avanti da più di un anno a più riprese. Ma siamo praticamente arrivati: il 4 si vota. Adesso questa riforma rischia, per una questione di tempistica, di essere approvata immediatamente dopo le elezioni, ma a quel punto, viene detto dall’intervistatrice, il clima potrebbe essere molto diverso. “Io ho la netta impressione ormai che le prigioni non siano una scuola per redimere le persone ma siano diventate una scuola di crimine, e qui c’è veramente bisogno di un ripensamento, ci vuole inventiva, perciò fate bene con questa campagna”, ha risposto Zanotelli, per il quale il vero problema è che a tal riguardo non vi sia molta coscienza popolare, “la gente pensa che questi se lo meritano, un po’ come succede per i migranti, insomma scattano le solite paure sul diverso”. Secondo il missionario c’è bisogno di “cominciare ad arrivare a sistemi carcerari che siano veramente scuole per aiutare le persone a rimettersi in piedi, a uscire e a trovare un’altra strada”, “per cui penso – ha aggiunto – che deve essere ancora più radicalizzato il concetto stesso del carcere com’è oggi, e lo vedo soprattutto al Sud: chi entra esce ancora peggio di com’era entrato”.

E sul rischio che il 4 marzo ci si svegli con un’Italia incancrenita su questi luoghi comuni e queste paure, padre Alex ha detto: “Io ho molta paura che in questa Italia si scateni qualcosa che era assopito finora, c’è chi lo chiama razzismo, chi xenofobia, ma comunque c’è qualcosa che sta scattando e sta venendo a galla. Noi italiani pensavamo di non essere razzisti, invece… Io ho avuto la fortuna come missionario di dovermi continuamente ripensare tutta la vita, ho vissuto 8 anni negli Stati Uniti, ho dovuto ripensarmi radicalmente in Sudan dalla mia cultura antiaraba, antiislamica, a dover capre i musulmani, a entrare in quel mondo… Io penso che invece noi europei abbiamo la profonda convinzione che noi siamo la cultura, la civiltà, la religione, che hanno fatto da sostrato allo schiavismo, al colonialismo, al neoliberalismo di oggi, e adesso con l’arrivo di ‘questi’ scatta il nostro razzismo di fondo, che ci sentiamo noi i migliori, che andiamo noi a portare la civiltà, e ho molta paura, vedendo un po’ le reazioni che ci sono in giro, che queste elezioni in Italia potrebbero portare davvero un salto in questo…per cui sarebbe ancora più difficile far passare poi determinati discorsi”.