Maggio 2018

1° maggio 2018 
Giovanni 6,22-Se chiedete qualcosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà
Dio non vuole dare nuovi precetti e osservanze. Vuole che diamo la nostra adesione permanente a Gesù suo inviato. Gesù infatti non invita te a dare la tua adesione a Dio. Ti invita a dare la tua adesione a lui, alla sua persona. Gesù è l’unico mediatore.  Lavorare per l’alimento che non perisce è andare più in là, scoprire l’amore che non ha prezzo: Dio non pone un prezzo ai suoi doni. Oggi celebriamo anche san Giuseppe Lavoratore l’uomo che ha saputo continuare l’opera creatrice di Dio. Il lavoro è continuare l’opera creatrice di Dio per rendere più bella per tutti la creazione intera.
Nuestra vocacion es dar nuestra adhesion a Jesus. Al Padre llegamos por medio de Jesùs.

 

Mercoledì, 2 maggio 2018 
Giovanni 15, 1-8 Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto
“Senza di me non potete far nulla”: soltanto obbedendo al comandamento nuovo dell’amore la creatura dà senso alla propria vita e porta vita al mondo (“portare molto frutto”). Senza Dio e senza i fratelli veniamo “recisi” e secchiamo. I pacchetti del “fai da te” sono i più venduti oggi. Ti dicono: lascia perdere gli altri, te la cavi meglio da solo! E così moriamo di solitudine in mezzo a miliardi di persone!
Es mentira lo que el mundo nos dice: solito lo puedes mejor. Solos morimos de soledad!

3 maggio 2018 
Giovanni 14, 6-14 Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio
Credere e vedere, in Gesù, sono sinonimi. Grazie alla fede il nostro sguardo diventa uno sguardo di misericordia. Grazie alla fede vediamo la realtà, per quel che ha di menzognero, ingiusto e oppressivo, con un impegno di liberazione. La fede in te, Gesù, –lo sguardo fisso su di lui- ci rende capaci di compiere quelle opere di misericordia, di liberazione e di annuncio del Regno che Tu stesso hai compiuto e ce ne fa compiere anche altre e di più grandi.
Tenerle fe a Jesus nos lleva a hacer las obras de misericordia, de liberacion y de anuncio que  Jesus cumpliò.

 

4 maggio 2018
Giovanni 15,12-17 Questo vi comando, che vi amiate gli uni gli altri
Amare è un verbo molto coniugato ed è bello quando viene coniugato al presente. Dio sempre lo coniuga al presente e per questo il suo amore è eterno.  Il discepolo, la discepola, di Gesù anche lui coniuga al presente questo verbo. E se poi oltre che coniugarlo al presente possiamo anche renderlo universale e far sì che abbracci persone e cose, persone e la creazione tutta, allora il comandamento di Gesù diventa il cuore della nostra vita. Diventa benedizione per chi ama e per chi è amato.
Dios el verbo amar lo vive siempre al presente, nunca al pasado o al futuro. Si nosotros hacemos lo mismo nuestra vida llega a ser bendicion para quien ama y para quien es amado.

 

5 maggio 2018 
Giovanni 15, 18-21 Voi non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo
Abbiamo fatto sforzi enormi per sanare l’eterna contraddizione fra la volontà di Dio e le proposte di questo mondo per non venire “odiati” da quest’ultimo. Crediamo continuamente che possiamo vivere di compromessi e ci “accomodiamo” dentro il sistema vigente per quel che ha di consumismo, di competitività, di narcisismo, di avidità, di idolatria del denaro e di tecnologia. E così non veniamo odiati, ma noi scivoliamo nell’indifferenza e il Regno rimane lontano.
Nos preocupamos de conformar la voluntad de Dios con las perspectivas de este mundo. Esto nos lleva a perder nuestra identidad y a no ser constructores del Reino de Dios.

 

6 maggio 2018 
Giovanni 15,9-17 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici
Ma chi sono i nostri amici? Per Gesù l’amico è ogni persona alla quale si sente inviato, ogni persona che il Padre ama e che lui ama. Ogni persona al di là del tempo e dello spazio.
I nostri amici sono i poveri, gli impoveriti. E gli amici non ci chiedono qualcosa ma la nostra stessa vita. Ti amo tanto che mi lascio prendere e mangiare.
Amigo y amigos son cada persona, sono los pobres, son los que nadie toma en cuenta.
Los amigos son cada persona, cada pueblo.

 

Lunedì, 7 maggio 2018 
Giovanni 15, 26-16, 4a Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio
Abbasso ai fondamentalismi di qualsiasi genere e provenienza. I giorni terrificanti di tanti, di troppi, in Medio Oriente e in Africa, per l’avanzata apparentemente inarrestabile dell’Isis, devono essere molto simili ai giorni dell’avanzata terrificante degli spagnoli e degli altri europei cristiani in Abya Yala (continente Americano), che hanno seminato terrore, imponendo con le torture la loro organizzazione e una fede religiosa altra, e hanno portato morte e distruzione.. Pensiamoci e preghiamo .
Adelante y digamos no a toda clase de fundamentalismos. Sì a todo lo que es amabilidad y bondad.

 

8 maggio 2018
Giovanni 16, 5-11 Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio
Credere e vedere, in Gesù, sono sinonimi. Già la fede offre uno sguardo specifico, quello della misericordia; ma anche la visione della realtà, per quel che ha di menzognero, ingiusto e oppressivo, provoca una fede specifica: quella della liberazione. Gesù ne è il servitore più efficiente ed efficace e la fede in lui –lo sguardo fisso su di lui- ci rende capaci di compiere le opere di liberazione e di annuncio del Regno che lui stesso fece e ce ne fa compiere anche altre, “più grandi di queste”.

 

9 maggio 2018 
Giovanni 16, 12-15 Quando verrà lo Spirito Santo, vi guiderà a tutta la verità
Il peso del peccato del mondo, che Gesù stava per caricare, schiaccia chiunque lo affronta con paura o, al contrario, con superbia. La paura è sempre perdente ed è la paura ciò che si oppone alla fede, non l’ateismo. Ma quando, nell’ateismo imperante, si è voluto rispondere alle ingiustizie soltanto con la forza e il pensiero umani, il peccato ha travolto anche costoro. Soltanto lo Spirito della verità ci dona forza, pensieri e anche organizzazione per opporci al peccato del mondo.
Solo el Espiritu de Jesus Resucitado nos da energias, pensamientos y capacidades de encontrar caminos para vencer el pecado del mundo.

 

10 Maggio 2018 
Giovanni 16, 16-20 Un poco e non mi vedrete, un poco ancora e mi vedrete
Oscurità e luce sono i due volti di Dio, gloria e abiezione, gioia e sofferenza, libertà e croce, vita terrena e vita eterna. E quel che per noi è contraddizione, per Gesù è manifestazione del mistero di Dio, perché, per quanto lui lo abbia presentato come Padre, in Dio rivelazione e mistero coesistono e Dio rimane sempre più grande di ogni rivelazione: “il mistero continua ad essere mistero eternamente” (K. Rahner). E sai come possiamo tradurre la parola “mistero”? Possiamo tradurla con: “ricchezza da scoprire”. Dio è una ricchezza da scoprire. Tu sei una ricchezza da scoprire. Siamo mistero!
La palabra “misterio” podemos traducirla con las palabras “riqueza da descubrir”. Dios es una riqueza que estamos llamados a descubrir siempre màs sin nunca llegar a descubrirlo en totalidad.

 

11 maggio 2018 
Giovanni 16, 20-23a Nessuno potrà togliervi la vostra gioia
E il mistero, che dicevamo ieri, passa anche attraverso la sconfitta e l’abiezione. Lì anche è presente Dio; lì soprattutto, direi io, perché il Deus semper maior (il Dio sempre maggiore), per il mistero che lo avvolge, nella storia si presenta come il Deus semper minor (il Dio sempre più piccolo), e si identifica con gli ultimi (“avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero straniero, malato, carcerato”). E, siccome nel brano odierno si parla di un bambino, concludiamo con Bartolomè de las Casas: “Dio, del più piccolino, ha memoria molto viva”.
Nustro Dios que a nosotros nos gusta verlo como el mas grande se nos manifiesta siempre mas como el Dios siempre mas chico, mas pequeño, el Dios niño, el Dios debil sobre la crfuz.

 

12 maggio 2018 
Giovanni 16, 23b-28 Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto
Gesù si sta rivolgendo a una comunità, la sua. Lui ha una visione non individuale della vita umana, ma comunitaria. È la comunità che esprime per intero la fede, è la comunità che ha l’autorità di chiedere (come Maria, simbolo della Chiesa, a Cana), è la comunità che riceverà in pienezza quel che chiede nel nome di lui. Cosa chiedere? Quel che Gesù ci ha rivelato, con opere e parole, sia la grande nostalgia di tutti: “Venga il tuo regno!”.
Nuestro Dios es el Dios que nos ama y que hace florecer en nosotros el deseo de decir: “Venga a nosotros tu reino.

 

13 maggio 2018 
Matteo 28,16-20 Mentre li benediceva, si staccò da loro
Gesù si rende invisibile mentre benedice! In questo brano trovi i 5 elementi della missione: restare a Gerusalemme; la gioia; la lode; l’invio; la testimonianza. Pensaci e prega.
L’ascensione non è il lieto concludersi di una storia ma l’inaugurazione del nuovo, di una presenza più ampia. Come il cielo copre la terra così Gesù con la sua ascensione avvolge tutto e nessuno mai più potrà allontanarlo dalla vita del discepolo e del mondo.
Lo  Spirito che ha reso possibile l’entrata nella storia di Gesù figlio di Dio e figlio di Maria è lo stesso Spirito che nell’Ascensione lo costituisce Signore nel tempo e nello spazio.
Nell’annuncio i discepoli proclamano che Gesù dà la vita per tutti, è salvatore di tutti e tutti possono proclamarlo con gioia: “il Signore”.
Cada persona, cada pueglo puede decir “Jesus es el Señor”. Queremos decirlo nosotros y queremos que lo diga todo mundo.

 

14 maggio 2018 
Giovanni 16, 29-33 Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
Gesù e i poveri accolgono come realtà di debolezza la paura e l’egoismo che domina noi che dovremmo aiutarli (“vi disperderete ciascuno per conto suo”), ma il Padre è con loro. Eppure la pace di Gesù (e dei poveri) è sempre lì e ci aspetta nel nostro ritorno di figli prodighi. Dopo tanti rinnegamenti, come Pietro, piangiamo amaramente e torniamo alla fedeltà verso i poveri e gli esclusi del mondo! Alla fedeltà a Gesù il Signore.
Volver. Vvolver a la fidelidad hacia pobres y escluidos, A la fidelidad hacia Jesus el verdaredo pobre y escluido.

 

15 maggio 2016 
Giovanni 17, 1-11a Padre, glorifica il Figlio tuo
Ecco Gesù che prega! Tante volte abbiamo letto brani che descrivono Gesù in orazione, ma qui ci viene detto quel che c’è nell’intimo del suo cuore di orante: ci siamo noi! Egli, una sola cosa con il Padre, viene ed è totalmente “decentrato” verso di noi; tutta la sua vita fu immersa in qualcosa di distinto da se stesso. Il “Padre”, l’“Abbà”, è “colui nel quale Gesù riposa e che a sua volta non lo lascia riposare” (J. Sobrino)..
Encontramos a Jesus que ora. En el Padre Jesus descansa si tambien el Padre no le permite a Jesus de descansar!!!

16 maggio
Giovanni 17,11b-19 Siano una cosa sola, come noi, o Padre
Questo Gesù che è una cosa sola con il Padre ci manda nel mondo come il Padre ha mandato lui. E come lo ha mandato? Lo ha mandato con la forza dello Spirito per essere il salvatore del mondo donando la vita. Che bello sentirci inviati con la forza dello Spirito per essere salvezza nel mondo, per far nascere il nuovo che è vita e vita in pienezza per tutti.
Enviado en el mundo con la fierza del Espiritu para ser salvacion, vida para todos y vida en plenitud.

 

17 maggio
Giovanni 17, 20-26 Che tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato
Splendida sintesi dell’intero Vangelo: “Che tutti siano una cosa sola”. Non è l’osservanza di precetti, anche i più sacri, a far sì che il mondo ci riconosca, si converta e creda, ma l’amore che avremo fra di noi e l’impegno per il Regno.
El amor que nos une es la fuerza por la cual el mundo llegarà a creer. Unidos.  Unidos en el Espiritu, unidos en la misiòn.

 

18 maggio
Giovanni 21, 15-19 Gli disse per la terza vola: Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?
Pascere” gli agnelli è farli mangiare bene, farli riposare, farli stare uniti, difenderli.  Chi “
pasce” non cura la propria immagine. La presunzione, tipica di Pietro e di tante nostre realtà di servizio, proviene più da noi stessi che da una vera fede in Dio. La vera fede in Dio, esige che “altri ci vestano e ci portino dove noi non vogliamo”.
Jesus busca tu amor para que con El tu vida sea don para el mundo.

 

19 maggio
Giovanni 21,20-25 Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi.
Discepolo sei tu nella misura in cui sei testimone, testimone di un Gesù che è vivo oggi e qui.  La testimonianza non è per suscitare curiosità o semplice conoscenza intellettuale o anche emotiva. La testimonianza è autentica se motiva e porta alla fede. Il discepolo non testimonia alcune pagine del vangelo ma tutto il vangelo. Non testimonia alcune dimensioni della persona di Gesù ma Gesù in tutta la sua vita.
Tu como discipulo estas llamado a dar testimonio de Jesus en toda su persona, en todo su ser y su actuar.

 

20 maggio
Giovanni 15,26-2;16,12-15  Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità
Gesù è stato inviato con la forza dello Spirito Santo. Gesù ci invia con la\ stessa forza.
Nel giorno di Pentecoste, lo Spirito ha inaugurato la nuova umanità. (2,4.33; 4,31). A partire da questo momento, è lo Spirito di Gesù che anima la vita e la storia delle comunità. È stato lo Spirito a trasformare gli apostoli. Prima loro erano paurosi (Gv 20,19). Ora aprono le porte e affrontano la folla (2,14). Prima vivevano rassegnati davanti alla decisione del governo di uccidere Gesù (Lc 24,20). Ora proclamano: Bisogna obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini (5,29). Prima, Pietro aveva rinnegato Gesù davanti ad una impiegata (Lc 22,56).Ora dà una coraggiosa testimonianza davanti alla folla (2,32). Sia questa la nostra Pentecoste 2018. Sia una Pentecoste al soffio dello Spirito che ci riveste di umanità.
Pentecostes al soplo del Espiritu nos viste de humanidad. Nos trasforma en testigos del poder de Dios que nos ama y nos salva.

 

21 maggio
Marco 9,14-29  E allora Gesù disse: … portatelo da me
Ciò che blocca e impedisce la guarigione non è il tipo di malattia, ma la mancanza di vicinanza, di intimità tra i discepoli ed il Padre, l’Abbà. La “ricetta” che Gesù dà ai discepoli vale anche per me. La preghiera è mettere tutto nel cuore del Padre per affrontare tutto con i pensieri del Padre.
Nuestra mision es llevar a las personas a Jesus. Es El que sana y nos lleva a vivir vida nueva, cada dia.

 

22 maggio
Marco 9,30-37  Se uno vuol essere il primo, sia il servitore di tutti
Gesù cammina sulla strada del servire. I discepoli sulla strada del potere. Le strade sono diverse, opposte.
La strada seguita da Gesù non è quella seguita dai discepoli. Gesù suscita il confronto. Non posso mai avere paura del confronto che colma gli abissi e mi fa crescere.
No puedo tener miedo, nunca. Nada miedo de servir y de ser el vervidor de todos, de la confrontación. Donde no hay miedo todo se hace cercano y siempre crecemos.

 

23 maggio
Marco 9,38-40 Chi non è contro di noi, è con noi
Una volta di più Gesù cerca di aiutare i suoi discepoli al dialogo, all’incontro e all’accoglienza. Forse anche oggi siamo portati a dividere il mondo tra chi la pensa come noi e chi la pensa diversamente. Gesù ci ricorda che siamo una sola famiglia, figli dello stesso Padre.
Es hermoso vivir la cercania entra personas, Es hermoso vernos como hermanos y descubrir las riquezas que hay en cada uno.

 

24 maggio
Marco 9,41-56  È meglio per t te entrare nella vita con una mano sola
Lo scandalo forse è prima di tutto vivere nella mediocrità, vivere un cristianesimo, una vita, incolore. Chi vive una vita “incoo90re” scandalizza vicini e lontani. Quanto costa non dare scandalo? Costa metterci la testa, la faccia, il cuore.
El escándalo es ante todo vivir en la mediocridad, vivir un cristianismo como una vida incolora. Quien vive una vida “incolora”, escandaliza a cercanos y lejanos.

 

25 maggio
Marco 10,1-12 L’uomo non divida ciò che Dio ha congiunto
Solo con Gesù si torna alle origini. Gesù ci porta ad essere come il Padre ci ha sognati. A donarci come il Padre si dona dicendo sempre SI. Mi siedo e prego perché ogni famiglia, ognuno di noi, abbiamo il coraggio di chiederci se viviamo il sogno di Dio su di noi.
Me siento y oro para que cada familia, cada uno de nosotros, tengamos el valor de preguntarnos si vivimos el sueño de Dios sobre nosotros.

 

26 maggio
Marco 10,13-16 Chi non accoglie il regno come un bambino non entrerà in esso
Sarà un caso che Marco collochi questo brano subito dopo presentato il sogno di Gesù sulla famiglia? Oppure Gesù vuole aprirmi all’orizzonte della tenerezza. La società di oggi mi permette di avvicinarmi al bambino con regali e promesse ma non mi permette di dare una carezza. Forse la società di oggi, società del consumismo, ha paura che i bambini crescano come persone?
La sociedad de hoy me permite acercarme al niño con regalos y promesas, pero no me permite hacerle una caricia. ¿Será que la sociedad de hoy, sociedad de consumo, tenga miedo de que los niños crezcan como personas?

 

27 FEBBRAIO
Matteo  28,16-20  Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La Trinità è la figura simbolica dell’amore comunitario e sociale, dove, nella concretezza di due o più persone che vivono insieme, regni lo Spirito della verità, della giustizia e dell’amore e non quello della menzogna, della sopraffazione e della discordia. Questo spirito dell’amore incarnato rappresenta e fa presente Dio nel mondo. La Santissima Trinità è il riferimento più alto, trascendente, per comprendere cosa sia il Regno di Dio, annunciato con lo zelo più appassionato da Gesù. Il Gesù crocifisso rivela e fa presente la storia costruita dall’essere umano, storia di croce di miliardi di individui e di popoli interi. Il Gesù glorioso, invece, indica con decisione la meta, cioè il Dio del Regno. La comunione di vita della Trinità.
La vida hermosa de la ss. Trinidad es oceano de vida. Es un SI total y lleno. Es el horizonte de mi vida.

 

28 maggio
Marco 10,17-27 Vendi quello che hai, e poi vieni e seguimi
Che cosa è che tu hai? La tuia stessa vita prima di tutto. Vendila, sia una persona espropriata, che non si appartiene. Una persona che come Daniele Comboni appartiene ai poveri, all’Africa, Una persona che dice si. Una persona che si sente inviata perché il mondo abbia vita. Tu sei dono.
Tu eres regalo de Dios al mundo. Dioa Ha amado el mundo y ha entregado a su proprio Hijo. Dioas tanto ama al mundo te te entrega a ti.

 

29 maggio
Marco 10,28-31 Riceverete in questo tempo cento volte tanto
Dopo oltre 50 anni di sacerdozio sento la bellezza di poter dire che ho ricevuto e sto ricevendo cento volte tanto. Sento che queste parole del Signore Gesù si stanno realizzando nella mia vita. Ogni persona è per me padre, madre, figlio.. Con ogni persona sento che posso vivere un rapporto sponsale che genera vita. Grazie Signore.
Si, es verdadera tambien esta tu Palabra, mi Señor Jesus. Quien de ustedes pueden decir lo smismo. Vamos diciendolo para que todos puedan darse cuenta de que la Palabra de Jesus es verdadera.

 

30 maggio
Marco 10,32-45 Chi vuole diventare grande sarà vostro servitor
Grazie Gesù che mi dici che per diventare grandi, per diventare autentìci, per crescere, la strada ha un nome: essere tuoi discepoli. Essere persone che servono. Chi non vive per servire non serve per vivere. Lo dimentico troppo facilmente. Mi preoccupo di insegnare, di testimoniare ma meno mi preoccupo di servire.
Aqui estoy para servir. Lo he visto en la vida te muchas oersionas de Mexico, de muchas esposas y mamas. Lo h4e visto y no lo olvito. Muchas gracias mi Señor.

 

31 maggio
Marco 10,46-52 Va’, la tua fede ti ha salvato
Avrete notato che in questi 15 giorni ho riportato solo parole pronunciate o messe in bocca a Gesù. Anche oggi ascoltiamo Gesà che dice a quell’uomo: “La tua fede di ha salvato”. Poderosa è la fede. Forte è il credere che Gesù è vivo e agisce oggi perché ti ama e perché con la forza dello Spirito ti vuole testimone, missionario suo come lui lo è del Padre.
Poderosa es la fe en Jesus. Es Jesus que nos hace misioneros de su plan de vida, de vida para todos.