Marzo 2018

1 marzo 2018
Luca 16,19-31 Abramo rispose: “Hanno Mosè e i profeti…”
Anche tu, anche io, abbiamo la Parola, la Bibbia. La stiamo leggendo in questa quaresima? Accarezzala e baciala la Bibbia. Ascoltala e avrai la forza di dire Sì. Sì al Padre e sì al povero. L’attenzione al povero è la vita che Gesù ha vissuto: è tutta la sua vita. Gesù non accetta ciò che rende l’uomo povero ed emarginato. Dice i poveri: beati. Dice loro: “Alzatevi”. E non dimentichiamo che il ricco non ha un nome, il povero sì. Il mio stile di vita mi fa dire che sono ”familiare” di quel Gesù che non si vergogna di chiamare a sé i poveri? Di quel Gesù che accetta di portare sulle sue spalle le conseguenze di un sistema che impoverisce ed esclude?
El hombre rico no tiene nombre, el pobre si. Que me dice eso?

 

2 marzo 2018
Matteo 21,33-43.45-46 Costui è l’erede. Su, uccidiamolo.
È triste quando ci si unisce per programmare eliminazione e morte. Eliminando e uccidendo le persone si elimina  e si uccide il futuro proprio e altrui. Nel Vangelo l’ultima parola è sempre parola di vita: il nostro è il Dio della vita che trova sempre nuove strade per fare trionfare la vita. La missione è l’impegno per fare trionfare la vita. Nell’attività  missionaria non ci sono esuberi, c’è posto per tutti anche per te e per me.
En el compromiso misionero hay siempre lugar para todos. También para ti y para mi.

 

3 marzo 2018
Luca 15,1-3.11-32  Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita
Il Padre gioisce, il fratello maggiore no. Al Padre interessa il figlio; al fratello maggiore interessano le cose e non vede che se stesso. Dio, l’Abbà è il Dio della vita. Dio la vita la sogna per ciascuno di noi e la sogna per tutti. La vita Dio non la impone, la dona.  La vita non è un dovere, è un dono.
Non mi importa cosa sia successo. Ciò che mi importa è che vinca la vita. Siamo gli amanti della vita. Sogniamo la vita. … preghiamo in questa vigilia delle elezioni politiche in Italia… Preghiamo.
Nuestro Dios es el Dios de la vida. Tu vocacion es vivir y enseñar a vivir.

 

4 marzo 2018
Giovanni 2,13-25 Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
L’idolatria del mercato era entrata perfino nel tempio divenuto luogo di affari, di commerci, di violenza. Gesù tu spezzi questa catena. Tu dici con indignazione: “Portate via…” Che cosa devo portare via oggi dal tempio, dal tempio della mia vita? E poi tu Gesù mi ricordi che il vero tempio è la persona, ogni persona. Gesù, l’autore del quarto vangelo, ha voluto mettere questo momento della tua vita all’inizio della tua vita pubblica. Lo ringrazio: mi fa scoprire il valore di ogni persona. Non siamo la religione delle costruzioni ma dell’amore verso ogni persona.
Los cristianos no somos la religion de los templos sino de las personas para que todos tengan vida.

 

5 marzo 2018
Luca 4,24-30 In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria
Anche queste tue parole, Gesù, sono ancora attuali e lo saranno sempre. Tu ne hai fatto esperienza nella tua persona e ciascuno di noi è chiamato a viverlo nella propria vita. Anche noi non ci fermiamo a discutere, né ci lasciamo intimidire. Anche noi con te e come passiamo in mezzo a questa situazione e andiamo oltre. La nostra vita ci è donata per essere annunciatori, testimoni e costruttori del Regno di Dio.
Vivimos para ser anunciadores, testigos y constructores del Reino de Dios.

 
6 marzo 2018
Matteo 18,21-35 Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore
È triste che di fronte al padrone, che poi è il Padre, che comprende e perdona, il servo non sa né comprendere né perdonare. E chi non sa né comprendere né perdonare neppure riesce ad accogliere la gioia di essere capito e perdonato. Il servo sei tu, sono io.
È bello l’abbraccio del perdono, È così bello che non riesco né a capirlo e né a viverlo. Sogno, sorella e fratello, che tu mi aiuti e mi conduca mano nella mano su questa strada. E tu, Gesù, insegnami a vedere tutti come persone che il Padre ama e perdona.
Necesito aprender a ver a cada persona como persona que Dios ama y perdona.

 

7 marzo 2018
Matteo 5,17-19 Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli
Quali sono i messaggi da osservare e insegnare? Sono le beatitudini. Vivi e insegna le beatitudini che sono il compimento, le pienezza e tu sarai uomo o donna della pienezza. Se il compimento e la pienezza di tutto sono le beatitudini sarebbe bello se le imparassi a memoria per farne la misura sulla quale misurare la mia vita di ogni giorno. Le beatitudini sono la tua carta d’identità e la carta d’identità del discepolo.
Las bienaventuranzas son nuestro documento de identificacion. Vivir las bienhaventuranzas y realizar nuestra vida de discipulos.

 

8 marzo 2018
Luca 11,14-23 Chi non è con me è contro di me.
Con queste tue parole tu, o Gesù, sembri intransigente. Ci metti di fronte a una scelta che non ammette mezzi termini. Diciamo che non possiamo tenere i piedi in due scarpe. Con molta più ragione devo convincermi che la mia vocazione è seguirti in totalità. Devo scoprire che tu lotti contro il male e lo vinci.
Verso le persone tu hai solo tenerezza e misericordia che devono essere anche il distintivo della mia vita. Mai posso puntare il dito contro. Tenerezza e misericordia la chiedo per me e per ogni sorella, per ogni donna in questo giorno della giornata mondiale della donna.
En este dia de la mujer pido para nuestras hermanas ternura y misericordia.

 

9 marzo 2018
Marco 12,28b-34 Non sei lontano dal regno di Dio
Non è nel regno di Dio chi sa i comandamenti ma chi li vive. Lo scriba “sa” e “non è lontano”; il samaritano, invece, lui che accoglie, si sente dire che è nel regno di Dio. Ho bisogno di passare dal sapere la dottrina a vivere la vita come servizio e come dono quotidiano. Grazie Gesù: la tua missione come quella di ognuno di noi è vivere l’amore di Dio e l’amore del prossimo.  AMARE Dio e amare il fratello e la sorella è la nostra missione, la nostra vita. E questo è bello. L’ho imparato da san Daniele Comboni nel suo amore per l’Africa.
Non basta conocer los preceptos y las leyes, es preciso vivirlos.

 

10 marzo 2ì017
Luca 18,9-14 Il pubblicano tornò a casa sua giustificato
Non basta “concepire” è necessario “dare alla luce”. I due momenti si realizzano grazie al SI, all’eccomi.
Maria, donna del SI, insegnami a unire il tuo SI al mio SI. Non basta osservare è necessario amare. Non basta scoprire il bello che c’è in ciascuno di noi, è necessario scoprirlo e valorizzarlo anche negli altri. Solo così potremo tornare a casa nostra e la nostra casa non è solo l’abitazione in cui viviamo, la nostra casa è il mondo intero dove vivere e annunciare il Vangelo.
Nuestra casa es el mundo entero en el cual estamos llamados a vivir y a anunciar el perdon de Dios.

 

11 marzo 2018
Giovanni 3,14-21 Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo
Mi piace che tu Gesù fai riferimento a Mosé che ha innalzato il serpente nel deserto perché chiunque lo guardasse fosse guarito. Oggi tu mi chiedi di innalzarti sulla realtà del mondo in cui vivo. Solo guardando te, Gesù, il mondo trova vita. Solo guardando te! Sento forte la mia incapacità di innalzarti e devo chiedere perdono al mondo perché ogni volta che non ti innalzo lascio il mondo nella sua agonia. La fede mi cambia e illumina la mia vita spenta. La fede mi fa vedere ciò che prima non vedevo. Mi fa vedere Dio come “Abbà” gli altri come fratelli, la creazione come dono e tu Gesù come il cuore di tutto.
Si queremos que tu Jesus seas enaltecido: tu eres el corazon de todo.

 

12 marzo 2018
Matteo 17,1-9  Il suo volto brillò come il sole
I discepoli erano in difficoltà e Gesù squarcia le nuvole con un raggio di sole: la sua bellezza. Pietro con la proposta delle tre tende mette ancora al centro Mosè, la legge. Ci auguriamo che anche di fronte ai nostri occhi come a quelli di Pietro, Giacomo e Giovanni scompaia tutto e rimanga solo Gesù. Tu sei il Figlio amato, tu sei colui che io sono chiamato ad ascoltare. Colui che l’umanità intera è chiamata ad ascoltare. E allora anch’io ho bisogno di essere voce che ti presenta a tutta l’umanità senza paura alcuna. Sono chiamato ad essere voce.
Mi vocaciòn es la vocaciòn de ser voz que dice a todos el amor y la salvacion que llega de Dios.

 

13 marzo 2018
Luca 6,36-38 Perdonate e sarete perdonati
La misericordia, il perdona, il non giudicare sono ciò che realizza la nostra vita. Sono ciò che ci fa simili a Dio, il Dio della misericordia e del perdono. Gioisco per essere chiamato a vivere la misericordia , il perdono e il non giudicare. La missione di san Daniele Comboni e di goni missionario è misericordia, perdono e non giudicare. La missione è amare, accogliere e condividere. La strada per ricevere l’abbraccio è abbracciare; per ricevere il perdono è perdonare.
Amar, acoger, compartir esta es la mision de el discìpulo de Jesus. Tu misiòn.

 

14 marzo 2018
Matteo 23,1-12 Chi si umilierà sarà esaltato
Farsi “humus” vale a dire “terra feconda”. Una terra in cui il seme del nuovo nasce, affonda le sue radici, trova alimento e pertanto cresce.  Sento la bellezza di questa affermazione tua Gesù di Nazaret figlio amato del Padre, figlio amato di Maria.  Sei bello Gesù perché ciò che dici non è altro che la tua vita. Tu sei la terra buona, l’humus nel quale il discepolo cresce, Tu sei colui che è stato esaltato, innalzato, sulla croce e sei diventato sorgente di vita, sorgente di acqua viva che non cessa di sgorgare dal tuo costato aperto.
Es hermoso ser tierra fertil, tierra buena, en donde la semilla pone sus raices y crece.

 

15 marzo 2018
Matteo 20,17-28 Lo condanneranno a morte
La missione nasce da Gesù il missionario del Padre e si realizza con la forza dello Spirito.
La missione passa attraverso la croce, scrive san Daniele Comboni di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita. Leggiamo due sue affermazioni:
Le opere di Dio devono sempre nascere appiè del Calvario. La Croce, le contraddizioni, gli ostacoli, il sacrificio sono il contrassegno ordinario della santità di un’opera; ed è per questa via seminata di triboli e spine, che le opere di Dio si sviluppano, prosperano, e raggiungono la loro perfezione e trionfo. Questa è l’amorosa e sapiente economia della Provvidenza divina, pienamente confermata dalla storia della Chiesa e di tutte le Missioni Apostoliche della terra, la quale dimostra a caratteri della più splendida verità, che mai fu piantata in alcun regno ed in nessun luogo la vera religione di Gesù Cristo, senza i più duri sacrifizi, le più fiere contraddizioni, ed il martirio. E la ragione è evidentissima; perché tutte le Opere di Dio tendendo per loro natura a distruggere nel mondo il regno di satana, per sostituirvi il salutifero vessillo della Croce…”
E pochi giorni prima della sua morte scriveva: “Io sono felice nella croce, che portata volentieri per amore di Dio genera il trionfo e la vita eterna”.
Hoy, dia en que recordamos la llegada a este mundo de Daniel Comboni, queremos recordar lo que el mismo Daniel Comboni escribiò pocos dias antes de morir: “Estoy feliz en la cruz que llevada con amor engendra triunfo y vida eterna”.

16 marzo 2018
Giovanni 7,1-2.10.25-30  Io lo conosco perché vengo da lui ed egli mi ha mandato
Gesù è il dono del Padre. Il Padre lo ha mandato: Tanto ha amato Dio il mondo da mandare il suo Figlio. Gesù tu sei dono, sei regalo del cuore del Padre che ci ama.
Accetto Gesù come dono ricordando che tutti i doni di Dio sono belli, importanti. Dio ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno. Di Gesù ne abbiamo bisogno. È la nostra ricchezza. È colui che seguiamo e colui che annunciamo con cuore missionario.
Jesus es nuestra riqueza, es El que nos ama y a quien nosotros amamos.

 

17 marzo 2018
Giovanni 7,40-53 Ancora per poco tempo sono con voi, poi vado da colui che mi ha mandato
Con chi mi identifico? Con la folla che dichiara Gesù un vero profeta? Con le guardie che ritornano a mani vuote dai capi? Con i capi che volevano a tutti i costi realizzare i loro progetti? Con Nicodemo uomo saggio?
“E ciascuno tornò a casa sua”. Ma come? Senza aver fatto un passo avanti? Non posso vivere come se nulla succedesse attorno a me. Devo imparare a valutare le situazioni e a misurare tutto su Gesù. Devo imparare a andare “da colui che mi ha mandato”.
Mi casa es la casa del Padre Dios. Debo ir allà para estar siempre con el Padre.

 

18 marzo 2018
Giovanni 12,20-33 Se uno onora me, il Padre mio lo onorerà.
Sei proprio meraviglioso, Gesù Figlio amato del Padre. Tu sei convinto, e non ti sbagli, che attraverso la morte giungerai al Padre e che la tua stessa morte sarà per le persone di ogni tempo la porta che li conduce al Padre. Il Padre per te è tutto. Il Padre anche per me è tutto. Con il Padre tutto è possibile. Sino amato dal Padre, amo il Padre e con il Padre dico SI alle persone, alla creazione, all’annuncio del vangelo nel mondo intero.
El Padre es la plenitud y en el Padre Dios, yo llego a decirle si a las personas, a la creaciòn entera y a el anuncio del Evangelio en el mundo.

 

19 marzo 2017
Matteo 1,16.18-21.24 Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore
Giuseppe, l’uomo che si fida, l’uomo docile alla Parola. Per Maria non ci poteva essere nessuno migliore di Giuseppe e per Giuseppe nessuna donna migliore di Maria. Ambedue capaci di dire SI.
Sono il meglio per il mondo quando mi fido abbandonandomi al sogno di Dio. Ma non posso dimenticare che Nazaret è anche la casa del dubbio e la casa della quotidianità. Giuseppe è passato per la notte oscura del dubbio e ha vissuto la quotidianità. Per Daniele Comboni, Giuseppe era l’amico della missione. Lo aveva nominato economo della missione dell’Africa Centrale.
Tambien José ha vivido la noche obscura de las dudas y ha vivido tambien los 30 años de vida cotidiana. Josè es el hombre docil a la Palabra.

20 marzo 2018
Giovanni 8,21-30 Allora conoscerete che Io Sono
Gesù fa la sua scelta di parte: sceglie di stare con i poveri e con loro costruire il suo ideale di “mondo”, cioè il regno di Dio. Proprio per questo Gesù può dire: “Colui che mi ha mandato è con me”. Seguire Gesù significa camminare con i poveri; con loro, e a partire da loro, costruire quel regno. “Un altro mondo è possibile!”; bisogna gridare ancora; non bisogna arrendersi. Questo è il sogno di Dio, questo è il nostro sogno.
Un mundo nuevo en el cual Jesus sea conocido, porque anunciado, es posible. Lo queire Dios e debemos querarlo tambien nosotros.

 

21 marzo 2018
Giovanni 8,31-42 Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo
Lasciamo riti e culti come “precetti” a cui obbedire, comandamenti da osservare, pratiche da compiere. La verità di Gesù è l’amore che sana, che libera, che ridona vita, rende fecondi e padri di popoli come Abramo.
Le periferie di “questo” mondo sono luoghi di infermità, di oppressione, di morte. È nelle periferie che si annuncia e si compie questa verità dell’amore! Come Abramo mettiamoci in cammino verso una terra sconosciuta ma feconda: la terra dove tutto è iniziare, fidarci e condividere.
Jesus es el amor que sana, que libera, che nos ofrece vida nueva. Engendar vida es nuestra misiòn.

22 marzo 2018
Giovanni 8,51-59 Chi mi glorifica è il Padre mio del quale voi dite “è nostro Dio”
“Chi credi di essere?”. Gesù manifesta chi è e lo manifesta anche oggi. Ma solo con lo Spirito possiamo comprendere le sue parole e accogliere il suo messaggio.
A volte mi piace di più un Gesù che passa vicino a me, per le nostre strade. Mi piace meno un Gesù che passa parlandomi. Le sue parole non mi lasciano stare lì dove sono, mi lanciano in avanti, verso l’incontro, verso la missione.
Solo el Espiritu nos capacita a encontrar a Jesus y a comprender sus palabras.

23 marzo 2018
Giovanni 10,31-42 Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi
Sono le opere a rivelare chi siamo. Eppure, in politica, in economia e nelle religioni continuiamo a dare molta più importanza alle parole che ai fatti. Gesù è bello perché Gesù non ha paura di dire la verità. Sulle parole abbiamo costruito muri che ci separano, armi con cui uccidiamo, menzogne che condannano. Non è su parole che generano paure che gli ingannatori di turno costruiscono il mito dello “straniero che ci ruba il lavoro, …”? E altro ancora peggio?
Jesus hace siempre lo que hace el Padre y como el Padre lo hace. Por eso Jesus puede decir siempre la verdad.

 

24 marzo 2018
Giovanni 11,45-56 Per riunire insieme i Figli di Dio che erano dispersi
Oggi è la giornata mondiale dei missionari martiri, di coloro, donne e uomini, che i detentori del potere hanno considerato inutili e pericolosi. Molti seguivano Gesù e questo fatto non era gradito ai capi del popolo. Anche oggi i profeti, persone che il popolo vede come dono, si cerca di eliminarli. Una delle armi è la denuncia.
Los profetas nunca son aceptados por los que detienen el poder. Los profetas tinen la missiòn de unir a las personas y donde crece la hermandad allì disminuyen los espacios para el poder.

 

25 marzo 2018
Marco 14,1-15,47 Gesù, dando un forte grido, spirò
Leggi e rileggi la passione e morte di Gesù. Cerca tu i personaggi, il messaggio, il frutto e l’impegno di vita che nella passione e morte trovano la loro sorgente. Alza gli occhi e contempla quest’uomo Gesù sollevato tra terra e cielo, tra oriente e occidente. Guarda quelle braccia aperte. Ascolta quella parola di accoglienza e di perdono; di abbandono nelle mani del Padre. Lasciati guardare e lasciati raggiungere dalla sua voce. Senti quella vicinanza grazie alla quale anche tu possa essere il discepolo che dona la vita.
Mira los brazos abierto, escucha la voz, Dejate alcanzar. Gracias a su cercanìa tambien tu llegaràs a dar la vita.

 

26 marzo 2018 
Giovanni 12,1-11 I poveri infatti li avete sempre con voi, non sempre avete me
Finché il profumo prezioso lo tieni chiuso non profumerà la tua casa, la tua vita, la vita dell’altro e del mondo intero, non profumerà i piedi del povero.Versalo, spendi la vita che ti è stata donata. E ricorda che Gesù, quel gesto che è stato compiuto verso di lui, lo sente come un gesto che tocca ogni persona a cominciare dai poveri, un gesto che fa parte integrante della predicazione. Giovane o adulto, chiunque tu sia, non cedere alla tentazione di tenere con te il vasetto chiuso. Non importa quale sarà, ma l’importante è che ci sia e che sia a favore del povero.
El vasito no lo tengas cerrado. Abrilo. Solamente asì el perfume llenarà el mundo entero y la vida serà vida para todos.

27 marzo 2018
Giovanni 13,21-33.36-38 Uno di voi mi tradirà
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui (…) Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte”. La notte dell’uomo è quando entra in scena, dominandoci, chiunque si oppone all’amore di Dio, che è l’amore nell’umana convivenza. Con il peccato usciamo da quella bella armonia. Gesù stesso compie con Giuda un gesto simbolico (“gli diede il boccone”) per portarlo ad una scelta. Chi e che cosa vogliamo che ci sia nel nostro cuore? È lì dentro, infatti, dove noi stessi accogliamo Dio o, al suo posto, Satana.
La noche del hombre es la ausencia de el amor de Dios. Donde no hay amor allì hay noche.

28 marzo 2018
Matteo 26,14-25 Il mio tempo è vicino, farò la Pasqua da te con i miei discepoli
Gesù parla di “fare la Pasqua”. I discepoli e la prima comunità cristiana di “mangiare la Pasqua”. Ambedue le espressioni sono belle. Gesù può “mangiare la Pasqua” se non la mangiano con lui i discepoli? Mangiare la Pasqua vuol dire essere pronti per mettersi in cammino verso la terra promessa che è dono e che è vita nuova; che è libertà e comunione, condivisione e realizzazione del sogno di Dio. Sbaglia chi giustifica il suo non coinvolgimento appellandosi ai limiti e agli scandali.
Come la Pascua. Me gusta mucho este modo de espresarse de la primera comunidad cristiana. Tambien nosotros comemos la Pascua. Felicidades.

 

29 marzo 2018
Giovanni 13,1-15 Anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri
Lava anche tu i piedi del tuo fratello e proverai la gioia di vivere. Solo chi serve trova la felicità. Solo chi serve abbatte le frontiere e crea vicinanza. Solo chi serve è discepolo bello; potrà riprendere le sue vesti e indossarle, senza che diventino una camicia di forza. Solo chi serve può sedersi a tavola e spezzare il pane fra tutti. I popoli del mondo attendono che, noi chiesa, laviamo i loro piedi, perché la vita sia vita per tutti e per ciascuno.
Nuestra mision es lavar los pies de las personas, de cada persona. Lavar los pies significa tambien compartir el camino de la vida.

30 marzo 2018
Giovanni 18,1-19,42 “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”
Sono molte le parole che Giovanni mette sulla bocca di Gesù sulla croce. Sono molte le parole che vengono pronunciate attorno alla croce. Quale è quella che quest’anno, nella situazione concreta in cui tu ti trovi, senti che ti è più vicina? Quale quella di cui ha più bisogno la Chiesa nell’anno della misericordia? Quale quella di cui il mondo in cui viviamo ha più bisogno? Leggi il racconto della Passione secondo Giovanni e soffermati sulle parole pronunciate da Gesù e da chi gli stava attorno, mentre era “innalzato” sulla croce.
Si busca leer todo el pasaje de la pasion asì como la presenta san Juan. Lee, llora ey espera. No digas yà; cuanto sufriò sino cuanto amò.

 

31 marzo 2018
Anche trova oggi  uno spazio di silenzio. Siediti davanti a quel sepolcro in cui stoltamente è stata rinchiusa la vita illudendosi che possa esistere un sepolcro capace di imprigionare la vita. Contempla tutti i sepolcri in cui noi, donne e uomini stolti, stiamo rinchiudendo la vita di persone e popoli con tanto di nomi e cognomi. Contempla il sepolcro in cui c’è colui che è stato crocifisso e vedi in questo sepolcro la primizia di ogni risurrezione, il primo sepolcro la cui pietra verrà rotolata.
Chiedi di essere colei o colui che rotola via la pietra che tappa il sepolcro.
Contempla la tumba en la cual se encuentra Jesus, el hombre muerto sobre una cruz. Contempla, ama y espera.

 

2 aprile 2018
Matteo 28,8-15 Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea
In Galilea mi vedranno. Lo sappiamo dove possiamo vederlo. La Galilea è il mondo intero. La Galilea sono le periferie del mondo, le periferie della storia. La Galilea sono gli emarginati, coloro che non contano, i senza terra, … La Galilea per san Daniele Comboni sono i “negri” per i quali sarebbe disposto a dare mille vite. Non cercarlo altrove, lì lo trovi, lo ha detto lui. E se dico che non lo trovo, forse è, perché non lo cerco in Galilea. Oggi Galilea qui in Italia potrebbero essere i ghetti, i luoghi dove sono prewsenti gli immigrati…
Galilea hoy es el lugar donde se encuentran los mas debiles, loe emarginados, los migrantes.

 

3 aprile 2018
Giovanni 20,1-18 Donna, perché piangi?
La chiave di lettura del Vangelo è l’amore, e la strada per cercare e trovare il Gesù ormai sconfitto e crocifisso è sempre e soltanto l’amore. La pervicacia dell’amore di Maria -amore umano e divino non sono disgiunti ma sempre si integrano a vicenda- costringe Iddio a farle incontrare e toccare per prima Gesù ribelle e risorto, vittorioso e sovvertitore della storia. E la prima parola usata da Gesù per farsi riconoscere è di una tenerezza sconvolgente e gravida d’amore infinito, perché attrae a sé l’amante: “Maria!”.
El asunto principal no es llorar sino por que lloras. Que es lo que te hace llorar la falta de encuentro con las personas o la falta de cosas?

 

4 aprile 2018
Luca 24,13-35 Si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero
Per riconoscere Gesù non è sufficiente aver camminato con lui, è necessario sedersi con lui. Sedersi alla stessa tavola è riconoscere nell’altro un fratello, una sorella. E lo avete notato? Quando si ha il coraggio di sedersi alla stessa tavola si riconosce una presenza e ci si apre a nuovi orizzonti di fronte ai quali non c’è più notte che tenga e quella strada che c’era voluta una giornata a percorrersi si fa corta e si percorre in poche ore. Se tu siedi alla stessa tavola le distanze si accorciano.
Que tambien nuestros ojos se abran y podamos reconocer a Jesus en la persona de los pobres, de los que necesitan la caricia consoladora de Dios el Abbà.

5 aprile 2018 
Luca 24,35-48 Guardate le mie mani e i piedi: sono proprio io
Apri la mia mente incapace di accogliere il nuovo. Una mente che fa difficoltà ad aprirsi all’altro, a vedere oltre. Ho bisogno di guardare le tue mani e i tuoi piedi. Quelle mani nelle quali il Padre ha posto ogni cosa e nelle quali sono anch’io. Mani sicure.
Quei piedi che non cessano di camminare e che mi aprono ad orizzonti nuovi. Chi guarda le tue mani non può non sentirsi sicuro e non può non vivere camminando.
Que tambien nosotros podamos tocar tus manos y tus pies. Que podamos verlas la manos tuyas como manos abiertas. Tu corsazòn como corazòn herido que ama. Y todo serà nuevo tambien para nosotros.