Maggio 2017

1° maggio 2017 
Giovanni 6,22-29 Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. Dio non vuole dare nuovi precetti e osservanze, ma che noi diamo la nostra adesione permanente a Gesù suo inviato. Gesù non invita te a dare la tua adesione a Dio. Ti invita a dare la tua adesione a lui, alla sua persona. Lavorare per l’alimento che non perisce è andare più in là, scoprire l’amore che non ha prezzo, perché Dio non pone un prezzo ai suoi doni. Oggi celebriamo anche San Giuseppe Lavoratore l’uomo che ha saputo continuare l’opera creatrice di Dio. Il lavoro è continuare l’opera creatrice di Dio per rendere più bella per tutti la creazione intera.

2 maggio 2017 
Giovanni 6,30-35 Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. Questo brano ricorda quello di Gesù con la samaritana. In ambedue i casi c’è un riferimento al passato e una sfida a Gesù. In ambedue i casi Gesù accetta la sfida annullando il passato e dando inizio ad una realtà nuova. La condizione per ricevere l’acqua e l’alimento, non è l’accettare una dottrina, ma l’adesione alla persona di Gesù vivendo come lui ha vissuto e facendo le stesse sue opere.
3 maggio 2017 
Giovanni 14, 6-14 Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Credere e vedere, in Gesù, sono sinonimi. Già la fede offre uno sguardo specifico, quello della misericordia; ma anche la visione della realtà, per quel che ha di menzognero, ingiusto e oppressivo, provoca una fede specifica: quella della liberazione. Gesù ne è il servitore più efficiente ed efficace e la fede in lui –lo sguardo fisso su di lui- ci rende capaci di compiere le opere di liberazione e di annuncio del Regno che lui stesso fece e ce ne fa compiere anche altre, “più grandi di queste”.

4 maggio 2017 
Giovanni 6,44-51 Io sono il pane della vita
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. Se pensi a Dio come il Dio dell’aldilà, sarai scandalizzato dalla “carne”. La parola “carne” sigjnifica “la raltà umana di Gesù”.Non crederai che Dio possa essere visto e toccato, che Dio voglia entrare nel campo della tua esperienza. Gesù dona la sua carne, perché il mondo viva. Ciò fa pensare che nel mondo manca vita. La vita deve essere offerta offre a tutti e si comunica nel dono della carne, della tua e mia carne, della tua e mia raltà umana.

5 maggio 2017 
Giovanni 6,52-59 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. Gesù non è venuto a dare cose, ma se stesso. Il discepolo deve considerare se stesso come pane che va distribuito e deve distribuire il suo pane come se distribuisse se stesso. L’amore di Dio si è manifestato in Gesù-Uomo e deve continuare per mezzo degli uomini e donne di ogni tempo., di oggi. Lodiamo per i fratelli e le sorelle nella cui vita abbiamo scoperto una vita vissuta come dono.

6 maggio 2017 
Giovanni 6, 60-69  Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. Con questi versetti termina il capitolo sesto di Giovanni, il capitolo sul pane. Ho bisogno come Pietro di fare l’esperienza che se voglio vivere non ho altra alternativa che essere discepolo di Gesù stando con Lui e dicando la mia vita ad annunciare il regno dei cieli: una società basata sul servizio, la condivisione e il dono. Oggi!

7 maggio 2017
Giovanni 10,1-10 Le chiama per nome e le conduce fuori
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Vuoi essere pecora di Gesù? Devi imparare a riconoscere la bellezza delle sue proposte a partire dal timbro della sua voce. Lasciati condurre. Ti fa uscire dall’ovile non per farti sbranare dai lupi ma per portarti verso pascoli abbondanti. In un contesto culturale dove si pensa solo al profitto e la speranza non è più di casa. Non ci sono “pascoli” da condividere, ma solo trattati di libero commercio che arricchiscono pochi e impoveriscono popoli. In questo tempo ci viene rubato l’ideale bello della solidarietà, si uccide ciò che rimane delle relazioni fra amici e si distrugge l’umanità che ancora resiste nel mondo. Vogliamo vita, vogliamo vita in sovrabbondanza! E la vita la vogliono tutti e la vita giunge oggi attraverso di te che sei discepolo di Gesù.

8 maggio 2017 
Giovanni 10, 11-18  Non conoscono la voce degli estranei
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. “Io conosco le mie pecore”. Siamo conosciuti. E nella Bibbia la parola conoscere ha un significato grande di vicinanza e di comunione. Conoscere non è semplicemente “sapere” ma è “incontro”, è “intimità” tra due persone. È Gesù colui che mi conosce per davvero, che è più dentro di me di quanto lo sia io stesso. E questo Gesù che conosce le sue pecore mi chiama per nome e mi dici condividi i pascoli con ogni persona. Sia donna e uomo missionario.

9 maggio 2017
Giovanni 10, 22-30  Io e il Padre siamo una cosa sola..
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Ancora una volta, Gesù rivela che la relazione intima sua con il Padre. Questo essere in continua e piena comunione con il Padre è in funzione di restituire e custodire la vita a coloro ai quali la vita viene costantemente minacciata (le pecore a causa dei lupi). Queste sono “le opere compiute nel nome del Padre”. Ancora una volta, questo annuncio è fatto dentro e in contrapposizione a un mondo di sopraffattori e approfittatori che vedono i loro interessi minacciati e si ribellano fino a eliminare uccideto.

10 maggio 2017 
Giovanni 12, 44-50 Le cose che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me
Personaggi. Gesù, la folla e i discepoli
Messaggio. La parola di Gesù pervade la realtà e le dà salvezza, come la parola creatrice aveva pervaso il cosmo stabilendovi l’armonia. Il peccato aggredisce e minaccia armonia e salvezza. Chi accoglie la parola, sa quello che deve fare, porta liberazione e salva se stesso. Ma chi ne sta fuori, per questa stessa ragione viene condannato, non per una minaccia di Dio. Potrà avere tutti i soldi del mondo, tutto il potere, ma non si salverà, lui stesso si è condannato perché ha creduto che soldi e potere portassero vita e non la parola.

11 maggio 2017
Giovanni 13, 16-20  Chi accoglie colui che manderò accoglie me
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Il servo e l’inviato sono tali perché fanno ciò che si chiede loro. Nel caso evangelico, sono tali in quanto si identificano con Gesù e con il suo progetto, che è il Regno di Dio: giustizia e fraternità in tutto il mondo. Saremo beati se ci impegniamo a metterle in pratica. Giustizia e fraternità sembrano due impegni gravosi e impossibili da attuare, ma è molto più faticoso non tenerli in conto e chi li schiva, ossessionato dall’egoismo, alza continuamente il suo calcagno contro gli altri

12 maggio 2017
Giovanni 14, 1-6 Non sia turbato il vostro cuore
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Sofferenza e gioia si avvicendano come in un gioco di testa e croce, e tutto sembra obbedire al caso o alla sorte: se oggi ci va bene siamo contenti, altrimenti ci intristiamo; se nasciamo nel posto giusto siamo fortunati, altrimenti la vita è una condanna. Nel libro “Il caso e la necessità”, il grande biologo J. Monod, afferma che “soltanto il caso è all’origine di ogni novità”. Gesù ha un’altra parola: non sia turbato il vostro cuore, voi conoscete la via per vivere felici!

13 maggio 2017 
Giovanni 14, 7-14 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre.
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. “Mostraci il Padre e ci basta!”. E’ la richiesta di beatitudine, di pace per sempre. La risposta è incarnata: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?”, cioè a dire chi vede il figlio ha già visto il Padre. Per essere beati e per avere pace guardiamo con amore i figli di Dio che il mondo non riconosce come tali, anzi, neanche li vede! Guardiamo verso i poveri, solidarizziamo e identifichiamoci con loro, e vedremo in loro la presenza di Dio.

14 maggio 2017 
Giovanni 14,1-12 Io sono la via, la verità, la vita
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Un giovane musulmano mi diceva: voi cristiani siete le persone della comunione con Dio noi della sottomissione. Gesù come via, verità e vita ci fa entrare e ci fa vivere la comunione con il Padre, con tutta la Santissima Trinità. Siamo persone abitate da Dio. Se qualcuno ti chiede dove è Dio puoi tranquillamente rispondere: è qui in me. E Gesù con tenerezza ci dice io sono la via. Lo dice a te e a me troppo spesso nella disperazione di chi non intravvede alcuna strada, Sentiamola questa voce e facciamola sentire a ogni persona.

15 maggio 2017
Giovanni 14,21-26 Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa
Personaggi. Gesù e i discepoli
Messaggio. Andate e annunciate rimangono parole se nel diverso vediamo ciò che a noi fa comodo o un contenitore vuoto da riempire con ciò che a noi piace. Si evangelizza solo chi amiamo e non è possibile amare senza farci vicini, prossimo. Come andare? Come annunciare? Ce lo insegna lo Spirito. Diciamogli grazie e mettiamoci in ascolto.

Martedì, 16 maggio 2017 
Giovanni 14, 27-31a Alzatevi, andiamo via di qui
Parlare di pace, promettere la pace, avere pace da dare, tutto questo nel momento in cui si sa che sta per iniziare una grande tragedia personale e sociale, o è da folli o è di una novità profetica da vertigini. La pace che dà il mondo è la pax romana, basata sul terrore e la sopraffazione. Gesù ha una visione lunga e ci chiede di avere fiducia in lui e di non arrenderci alla malizia del mondo, alla sua violenza, alla sua logica di avidità, di non lasciarci travolgere e schiacciare da esse.

Mercoledì, 17 maggio 2017 
Giovanni 15, 1-8 Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto
Senza di me non potete far nulla”: soltanto obbedendo al comandamento nuovo dell’amore la creatura dà senso alla propria vita e porta vita al mondo (“portare molto frutto”). Senza Dio e senza i fratelli veniamo (ci siamo) recisi e secchiamo. Soffre terribilmente l’odierno homo tecnologicus che obbedisce alla legge del self-made man.  I pacchetti del “fai da te” sono i più venduti: lascia perdere gli altri, te la cavi meglio da solo! E moriamo di solitudine in mezzo a miliardi di persone.

Giovedì, 18 maggio 2017 
Giovanni 15, 9-11 Rimanete nel mio amore
Ho toccato con mano la sofferenza atroce che permea la vita dei più poveri, ma ho visto lì sempre poca tristezza. Pochissimi sono i loro bambini che, quando non sono oppressi sotto pesi insopportabili, non abbiano una gioia intensa, piena. Questa grazia, che Dio concede loro, è data anche a noi quando li serviamo amandoli, quando cioè “rimaniamo nell’amore di Gesù”. Allora anche la nostra gioia diventa intensa, è piena.
Venerdì 19 maggio 2017
Giovanni 15,12-17 Questo vi comando, che vi amiate gli uni gli altri
Amare è un verbo molto coniugato ed è bello quando viene coniugato al presente. Dio sempre lo coniuga al presente e per questo il suo amore è eterno.  Il discepolo, la discepola, di Gesù anche lui coniuga al presente questo verbo. E se poi oltre che coniugarlo al presente possiamo anche renderlo universale e far sì che abbracci persone e cose, persone e la creazione tutta, allora il comandamento di Gesù diventa il cuore della nostra vita. Diventa benedizione per chi ama e per chi è amato.
Sabato, 20 maggio 2017 
Giovanni 15, 18-21 Voi non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo
Abbiamo fatto sforzi enormi per sanare l’eterna contraddizione fra la volontà di Dio e le proposte di questo mondo per non venire “odiati” da quest’ultimo. Crediamo continuamente che possiamo vivere di compromessi e ci “accomodiamo” dentro il sistema vigente per quel che ha di consumismo, di competitività, di narcisismo, di avidità, di idolatria del denaro e della tecnologia. E così non veniamo odiati, ma noi scivoliamo fino all’indifferenza e il Regno rimane lontano.

Domenica, 21 maggio 2017 
Giovanni 14, 15-21 Pregherò il Padre e vi darà un altro Paraclito
Spirito e pace sono sempre dati insieme, quasi che l’una non può esserci senza l’altro. Ma è uno Spirito combattivo e gagliardo quello che lascia Gesù, non remissivo, non stantio, non incasellato, non legato a circostanze particolari per le quali arriva. “È come il vento”, l’aveva definito Gesù. E il vento, si sa, scompiglia, scuote, spinge. È l’esperienza dello stesso Gesù che parla del Padre, dell’amore, della Parola, della gioia, ma anche delle prove, del turbamento, del timore e della fede, come realtà, anche loro, in continuo movimento. Di fronte alle sofferenze del mondo e al dolore dei più piccoli non basta commuoversi, bisogna muoversi!

 

Lunedì, 22 maggio 2017 
Giovanni 15, 26-16, 4° Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio
I giorni terrificanti di tanti, di troppi, in Medio Oriente e in Africa, per l’avanzata apparentemente inarrestabile dell’Isis, devono essere molto simili ai giorni dell’avanzata terrificante degli spagnoli e degli altri europei cristiani in Abya Yala (continente Americano), che hanno seminato terrore, imponendo con le torture la loro organizzazione e una fede religiosa altra, e hanno portato morte e distruzione.

Martedì, 23 maggio 2017
Giovanni 16, 5-11 Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio
Credere e vedere, in Gesù, sono sinonimi. Già la fede offre uno sguardo specifico, quello della misericordia; ma anche la visione della realtà, per quel che ha di menzognero, ingiusto e oppressivo, provoca una fede specifica: quella della liberazione. Gesù ne è il servitore più efficiente ed efficace e la fede in lui –lo sguardo fisso su di lui- ci rende capaci di compiere le opere di liberazione e di annuncio del Regno che lui stesso fece e ce ne fa compiere anche altre, “più grandi di queste”.

Mercoledì, 24 maggio 2017 
Giovanni 16, 12-15 Quando verrà lo Spirito Santo, vi guiderà a a tutta la verità
Il peso del peccato del mondo, che Gesù stava per caricare, schiaccia chiunque lo affronta con paura o, al contrario, con superbia. La paura è sempre perdente ed è la paura ciò che si oppone alla fede, non l’ateismo. Ma quando, nell’ateismo imperante, si è voluto rispondere alle ingiustizie soltanto con la forza e il pensiero umani, il peccato ha travolto anche costoro. Soltanto lo Spirito della verità ci dona forza, pensieri e anche organizzazione per opporci al peccato del mondo.

Giovedì, 25 Maggio 2017 
Giovanni 16, 16-20 Un poco e non mi vedrete, un poco ancora e mi vedrete
Oscurità e luce sono i due volti di Dio, gloria e abiezione, gioia e sofferenza, libertà e croce, vita terrena e vita eterna. E quel che per noi è contraddizione, per Gesù è manifestazione del mistero di Dio, perché, per quanto lui lo abbia presentato come Padre, in Dio rivelazione e mistero coesistono e Dio rimane sempre più grande di ogni rivelazione: “il mistero continua ad essere mistero eternamente” (K. Rahner).

Venerdì, 26 maggio 2017 
Giovanni 16, 20-23a Nessuno potrà togliervi la vostra gioia
E il mistero, che dicevamo ieri, passa anche attraverso la sconfitta e l’abiezione. Lì anche è presente Dio; lì soprattutto, direi io, perché il Deus semper maior, per il mistero che lo avvolge, nella storia si presenta come il Deus semper minor, e si identifica con gli ultimi (“avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero straniero, malato, carcerato”). E, siccome nel brano odierno si parla di un bambino, concludiamo con Bartolomè de las Casas: “Dio, del più piccolino, ha memoria molto viva”.

Sabato, 27 maggio 2017 
Giovanni 16, 23b-28 Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto
Gesù si sta rivolgendo a una comunità, la sua. Lui ha una visione non individuale della vita umana, ma comunitaria. È la comunità che esprime per intero la fede, è la comunità che ha l’autorità di chiedere (come Maria, simbolo della Chiesa, a Cana), è la comunità che riceverà in pienezza quel che chiede nel nome di lui. Cosa chiedere? Quel che Gesù ci ha rivelato, con opere e parole, sia la grande nostalgia di tutti: “Venga il tuo regno!”.

Domenica, 28 maggio 2017 
Matteo 28,16-20 Mentre li benediceva, si staccò da loro
Gesù si rende invisibile mentre benedice! In questo brano trovi i 5 elementi della missione: restare a Gerusalemme; la gioia; la lode; l’invio; la testimonianza. Pensaci e prega.
L’ascensione non è il lieto concludersi di una storia ma l’inaugurazione del nuovo, di una presenza più ampia. Come il cielo copre la terra così Gesù con la sua ascensione avvolge tutto e nessuno mai più potrà allontanarlo dalla vita del discepolo e del mondo.
Lo  Spirito che ha reso possibile l’entrata nella storia di Gesù figlio di Dio e figlio di Maria è lo stesso Spirito che nell’Ascensione lo costituisce Signore nel tempo e nello spazio.
Nell’annuncio i discepoli proclamano che Gesù dà la vita per tutti, è salvatore di tutti e tutti possono proclamarlo con gioia: “il Signore”.

 

Lunedì, 29 maggio 2017 
Giovanni 16, 29-33 Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
Gesù e i poveri accolgono come realtà di debolezza la paura e l’egoismo che domina noi che dovremmo aiutarli (“vi disperderete ciascuno per conto suo”), ma il Padre è con loro. Eppure la pace di Gesù (e dei poveri) è sempre lì e ci aspetta nel nostro ritorno di figli prodighi. Dopo tanti rinnegamenti, come Pietro, piangiamo amaramente e torniamo alla fedeltà verso i poveri e gli esclusi del mondo!

Martedì, 30 maggio 2016 
Giovanni 17, 1-11a Padre, glorifica il Figlio tuo
Ecco Gesù che prega! Tante volte abbiamo letto brani che descrivono Gesù in orazione, ma qui ci viene detto quel che c’è nell’intimo del suo cuore di orante: ci siamo noi! Egli, una sola cosa con il Padre, viene ed è totalmente “decentrato” verso di noi; tutta la sua vita fu immersa in qualcosa di distinto da se stesso. Il “Padre”, l’“Abbà”, è “colui nel quale Gesù riposa e che a sua volta non lo lascia riposare” (J. Sobrino).

Martedì, 31 maggio 2017 
Luca 1, 39-56 Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore
Ci sono domande che, se lo pensiamo bene, sono scontate. Una di queste è quella di Elisabetta: “ A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”. La madre del tuo Signore viene a te perché tu ne hai bisogno. Se scopri che ogni avvenimento è dono gratuito per te che hai bisogno, sarai persona libera: libera per accogliere il dono, per condividerlo, per offrirlo. La tua vita sarà missione: la tua luce ne accenderà un’altra.