Oggi, nella festa del Sacro Cuore di Gesù la Chiesa ci presenta Gesù Buon Pastore che si prende cura di tutte le sue pecore, con speciale riguardo verso le pecore malate e ferite. Ispirati da questi sentimenti, noi missionari comboniani chiediamo al governo italiano di consentire ai 42 migranti sulla nave Sea Watch 3 di sbarcare a Lampedusa per essere accolti e usufruire di cure adeguate. Sono stremati dopo un lungo viaggio in mare e trattenuti da 15 giorni sulla nave al largo del porto dell’isola dopo essere fuggiti dai centri di raccolta della Libia, definiti dall’Onu «un inferno», sottoposti a violenze e ogni tipo di privazioni.

Riteniamo che le leggi imposte dal decreto Sicurezza bis, che finora hanno impedito all’equipaggio della Sea Watch di attraccare al porto di Lampedusa, debbano cedere il posto a considerazioni umanitarie che indicano come prioritari la salute e la sopravvivenza dei migranti che ancora si trovano sulla nave.

Osserviamo con sgomento l’acredine di tanti nostri concittadini nei confronti degli immigrati, soprattutto africani, spesso guardati con fastidio come se fossero un peso per la nostra economia o soltanto un problema alla sicurezza. Questi pregiudizi non tengono conto delle cause alla radice delle migrazioni. Molti tra questi nostri fratelli e sorelle non sarebbero mai partiti volontariamente dai loro paesi di origine se non fossero stati costretti da guerre, persecuzioni, da povertà creata da un sistema economico predatorio e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

È poi paradossale che la xenofobia espressa in tali pregiudizi ci impedisca di vedere che l’Italia ha bisogno di una iniezione di nuove energie. La popolazione immigrata è giovane, piena di potenzialità e talenti: può contribuire in vario modo alla nostra società, economicamente, culturalmente e spiritualmente. L’Italia sta invecchiando e da diversi anni registra un progressivo calo delle nascite. Per poter mantenere gli standard di vita e il livello economico attuale il nostro paese ha bisogno di decine e decine di migliaia di persone in età di lavoro l’anno. La scarsità di personale si fa già sentire in vari settori dove è richiesta manodopera.

Invece di porti chiusi, muri e slogan securitari, serve una politica che elabori leggi che consentano l’immigrazione regolare per ricerca di lavoro e diano modo a chi subisce persecuzioni di trovare asilo in Italia. Sarà così possibile anche l’inserimento sociale dei nuovi arrivati, mettendo a disposizione gli strumenti necessari perché possano sviluppare le loro potenzialità e partecipare alla realizzazione del bene comune.

 

 

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