La comunità di Cracovia accoglie i provinciali con vesti tipiche e molta fraternità. Qui con p. Karl Pienhopf, della DSP.

I provinciali europei – con il rappresentante continentale dei fratelli Alberto Parise – si sono incontrati a Cracovia alla fine di febbraio per il loro incontro annuale.

Hanno condiviso il cammino delle province. In tutti i paesi si vivono le stesse difficoltà interne (invecchiamento, riduzione delle forze disponibili, chiusura delle chiese ai temi della missione…) ed esterne (spostamento a destra dei governi e delle società, intransigenza sui temi dell’immigrazione, populismi…). Oggi è la Spagna la nuova porta di ingresso degli immigrati in Europa. La società si sta organizzando e i comboniani sono in prima fila nell’accoglienza. L’Inghilterra vive l’incertezza della Brexit. La Germania guarda con preoccupazione ai nuovi soggetti politici che spingono anch’essi verso posizioni radicali di chiusura. Il Portogallo è a sua volta trascinato dai movimenti che investono tutta Europa. La Polonia con pochi membri (appena 6) ha difficoltà di consolidare un percorso che sia in qualche modo significativo… Ci si domanda come rispondere, che posizioni prendere, come aiutarsi. Tutti ringraziano quei confratelli che collaborano in modo costruttivo, riflettono, spingono, aiutano ad andare avanti.

L’argomento principale dell’incontro è stata l’analisi dello studio fatto su tre realtà di tre diversi paesi, per rispondere alla richiesta del Capitolo 2015 di avere in ogni continente un’Opera di Promozione Umana (OCPU) significativa per i fratelli. Ecco dove siamo arrivati. 

Cos’è un’OCPU e perché una OCPU europea?

=   un’opera: qualcosa che è stabilito per continuare nel tempo (non un progetto a termine);

=   comboniana: espressione del carisma di una comunità di fratelli (in maggioranza) e padri;

=   di promozione umana: un’opera che parta dalla sfida della realtà e dell’ambiente, testimoniando ed annunciando il vangelo a partire da un’inserzione e coinvolgimento nella dimensione sociale della missione.

Espressione caratterizzante delle OCPU è la fraternità vissuta che diventa metodo privilegiato di testimonianza e evangelizzazione. Tale fraternità si esprime lavorando in équipe e in comunione e secondo la complementarità dei diversi ministeri a partire dalle priorità ministeriali del continente e tenendo presente la necessità di promuovere la vocazione dei fratelli.

 

 Tra le tre realtà analizzate, ACSE di Roma, Granada e Lisbona, si è alla fine preferito Camarate. 

Perché Camarate?

=   La presenza comboniana a Camarate comincia nel 2010 come un’inserzione in un contesto di povertà ed esclusione sociale, carente di evangelizzazione, e come risposta alle priorità del continente europeo.

=   Fin dal principio, l’accordo con la diocesi include la responsabilità delle parrocchie di Camarate e Apeleção, e la presenza comincia con 3 confratelli.

=   Il contesto è multiculturale, con un’ampia presenza di Africani da ex-colonie portoghesi, gitani e asiatici (pakistani, indiani, nepalesi e bengalesi). Il lavoro con i migranti della comunità comboniana è una risposta a questa presenza e non un un progetto specifico con loro.

=   La comunità è attenta alla qualità della vita comunitaria e della fraternità, pratica uno stile di vita sobrio, condivide le responsabilità e collabora nei diversi ministeri in cui è impegnata. Vive in un piccolo appartamento, di proprietà della parrocchia; al piano superiore, in un altro appartamento, c’è lo spazio del postulato. Tuttavia al momento non ci sono postulanti e in futuro i candidati andranno a Granada nel postulato interprovinciale.

=   I Laici Missionari Comboniani stanno progettando di fondare una comunità internazionale permanente nella zona.

=   Le suore missionarie comboniane hanno una presenza nella parrocchia.

=   Nel territorio si registra anche una presenza del servizio dei gesuiti per i rifugiati e quella degli spiritani, anche loro impegnati con i migranti.

È qui che si decide di iniziare un percorso continentale per rispondere in modo concreto a quanto il Capitolo 2015 chiede all’Europa.

Altro

I provinciali hanno poi condiviso le altre attività continentali: dal noviziato di Santarém, in Portogallo, alle nuove iniziative nel settore della comunicazione a Londra; dal cammino laicale che ha in Spagna il suo nucleo di coordinamento al GERT (Gruppo Europeo di Riflessione Teologica); dal nuovo Segretariato europeo della Missione alla GPIC. C’è lo sforzo sincero di muoversi nella stessa direzione e di aiutarsi in quello che è possibile.

La comunità di Cracovia è stata impeccabile nell’accoglienza.

Ha, tra l’altro, organizzato una giornata di visite al territorio di cui si parla a parte.

Il prossimo appuntamento dei provinciali è a Norimberga, con i nuovi rappresentanti provinciali, a dicembre.

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