L’incontro di quest’anno, che ha avuto la partecipazione di 30 fratelli, è cominciato lanciando uno sguardo alla storia del Fratello nell’Istituto. Fr. Luigi Salbego ha sottolineato che I primi comboniani sono stati fratelli. Su 60 congregazioni nate nel 1800, la nostra è la prima che nasce con un numero così grande di fratelli. Il numero di fratelli nell’Istituto, pur tra alterne vicende, continuò a crescere fino agli anni ’30, tanto che essi rappresentarono per un po’ di anni la maggioranza dei membri dell’Istituto. Ci fu poi una battuta d’arresto legata alle condizioni severe di ammissione dei candidati, imposte da un superiore generale, a cui si attribuisce anche la distruzione di molta della documentazione riguardante i fratelli archiviata fino a quel momento.

Poi, aiutati da p. Renzo Piazza, è stato presentato il percorso che la PI sta facendo per rivisitare la Regola di Vita. È stato sottolineato che per molti versi, la nostra RV ha anticipato i tempi ed è stata innovatrice. Conserva tuttora la sua freschezza. Potremmo dire che è un “tesoro nascosto” che forse non abbiamo saputo valorizzare del tutto, ma che continua a riproporci un cammino perfettamente in sintonia con la sensibilità moderna.

Fr. Lamana, assistente generale, ha presentato le problematiche del fratello nell’Istituto oggi: tema che, dopo la gita al santuario della Madonna del Pelingo, è stato ripreso da alcuni fratelli che hanno hanno condiviso le loro testimonianze di vita.

Alla fine ci si è interrogati sul modo di concretizzare la richiesta del Capitolo 2015 di avere, anche nel continente europeo, un’opera significativa per fratelli. Le proposte emerse saranno portate da fr. Alberto Parise, rappresentante continentale, alla prossima assemblea dei provinciali europei a Sunningdale, in luglio.

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