Siamo amareggiati e delusi per la decisione della Procura di Catania, diretta da Carmelo Zuccaro, che ha posto sotto sequestro la nave Open Arms della organizzazione non governativa spagnola ProActiva Open Arms e notificato l’avviso di garanzia al comandante, al coordinatore di bordo e al responsabile spagnolo dell’ong, accusati di «associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina». Ci sarebbe stata – secondo la procura catanese – una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici.

Siamo convinti che l’operazione di salvataggio dei 218 migranti è stata compiuta dai volontari della nave spagnola con retta e consapevole intenzione al fine di salvaguardare la vita di persone, provate fisicamente e psicologicamente. Disobbedendo agli ordini della Guardia costiera libica che intimava loro, sotto la minaccia di colpire la nave con armi da fuoco, di trasferire i migranti a bordo della loro motovedetta per riportarli in Libia.

Nel portare a termine la loro opera di salvataggio gli operatori della Open Arms sono stati motivati dalla certezza che se i migranti fossero stati riportati nei centri di accoglienza in Libia sarebbero stati sottoposti a condizioni di vita disumane ed esposti a violenze continue. Come è confermato anche dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres che, sulla base delle inchieste di Unsimil, la missione Onu a Tripoli in centri di accoglienza, ha dichiarato che «i migranti sono sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale».

Ci auguriamo che il processo nei confronti degli operatori della nave spagnola si concluda con lo scagionamento da ogni reato. Dovessero le indagini accertare che sono state violate leggi e accordi internazionali siamo convinti che i volontari di Open Arms hanno agito seguendo la loro coscienza. Hanno preferito mettere al primo posto il bene delle persone la cui vita era seriamente in pericolo piuttosto di obbedire a leggi che avrebbero quasi sicuramente compromesso la sopravvivenza dei migranti. La legge è per la persona e mai la persona per la legge.

Intendiamo esprimere la nostra solidarietà agli operatori della nave spagnola per il coraggio e il profondo senso di umanità che hanno manifestato nell’azione di salvataggio di donne, bambini e uomini in fuga da guerra, fame e persecuzione.

Sono nostri fratelli e sorelle i quali chiedono di essere aiutati e non di essere giudicati “clandestini” prima ancora di essere ascoltati.

Come missionari, ospiti per tanti anni in vari paesi d’Africa e del Sud del mondo, siamo testimoni dello spirito di solidarietà e di condivisione che la gente sa manifestare, anche in condizioni di ristrettezze materiali, nel venire incontro a chi è in difficoltà. Sono valori che vorremmo diventassero maggiormente patrimonio della nostra società in Italia e in Europa.

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