Abbiamo pubblicato un comunicato stampa che è stato poi ripreso da alcuni canali di comunicazione. Qui di seguito il testo.

Noi missionari comboniani italiani, a lungo ospiti di tanti popoli d’Africa che ora bussano alla nostra porta, siamo profondamente indignati per quanto sta avvenendo ai migranti nel Mediterraneo, per noi ‘carne di Cristo’, come ama ripetere Papa Francesco.

Siamo inorriditi che Mare Nostrum si sia trasformato in Cimiterium Nostrum, tomba per oltre cinquantamila  migranti.

Davanti a questa immensa tragedia ci appare ancora più scandalosa la campagna contro le ONG, accusate di collaborare con gli scafisti, mentre invece hanno salvato tante vite umane. Seguita ora dalla politica dell’Africa Compact, gli accordi per forzare i governi africani del Nord Africa e del Sahel a bloccare i migranti nei loro stati. E ancora più grave è l’accordo fatto dal governo Gentiloni  (con la benedizione della UE!) con la Libia nella persona di El Serraj che rappresenta ben poco in quel paese. Infatti la Libia è un paese frantumato in mille pezzi, in conseguenza di quella guerra assurda che noi abbiamo fatto contro Gheddafi (2011). E così l’Italia si è accordata con le milizie e la guardia costiera di El  Serraj per bloccare i migranti nell’inferno libico dove sono torturati, stuprati o destinati a morire nel deserto di sete, come ha denunciato l’ONU. Questo è stato possibile con la promessa di tanti soldi (si parla di sei miliardi di euro!). Come abbiamo fatto con Erdogan, al quale abbiamo dati sei miliardi di euro per trattenere in Turchia oltre tre milioni di rifugiati siriani e così bloccare la rotta balcanica. Con l’accordo con la Libia alla stessa maniera vogliamo ora bloccare la rotta africana.

Noi missionari condanniamo con forza questo accordo scellerato che sarà pagato così pesantemente  dai popoli africani, a noi così cari. Questo costituisce per noi missionari il naufragio dell’Europa come patria dei diritti.

“Il dramma che i migranti e i rifugiati stanno vivendo in Libia- afferma il rapporto dei Medici senza frontiere, rilasciato il 7 settembre scorso- dovrebbe scioccare la coscienza collettiva dei cittadini e dei leader dell’Europa”.

Questa è una politica miope, in vista delle elezioni, per salvare il nostro benessere di occidentali.

Noi missionari chiediamo un’altra politica verso i paesi dell’Africa:

-l’apertura di corridoi umanitari per chi fugge da situazioni drammatiche;

-un embargo sulla vendita di armi italiane agli stati africani;

-una seria politica economica verso questi paesi con forti investimenti, non ai governi, ma alle realtà di base per  permettere ai popoli d’Africa di rimettersi in piedi;

-la sospensione delle nostre politiche predatorie nei confronti dell’Africa, ricchissima di materie prime;

-la sospensione dell’EPA (Accordi di Partenariato Economico) che la UE ha imposto ai paesi africani, che creeranno  ancora più fame.

Infine ci auguriamo che la legge sullo Ius Soli, bloccata in Senato, venga subito approvata per permettere a chi è nato in Italia da genitori stranieri, di sentirsi cittadino a pieno titolo. Solo così lentamente e con fatica costruiremo quella ‘convivialità delle differenze’ che ci permetterà di trovarci ricchi delle nostre differenze.

O il mondo sarà così o saremo destinati a sbranarci vicendevolmente. Noi missionari crediamo che non c’è umanità se non al plurale.

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