Editoriale di Nigrizia (giugno 2017)

Bravi, fate bene, continuate ad agire così! Lo vogliamo dire a quanti – uomini e donne appartenenti a organizzazioni non governative nazionali e internazionali – ogni giorno escono in mare per salvare vite umane. Grazie a loro decine e decine di migliaia di persone sono state portate in salvo in questi anni.

Troviamo invece vergognoso e ingiusto il giudizio espresso ultimamente da esponenti del Movimento 5Stelle e della Lega contro queste ong. Accusate di essere in combutta con organizzazioni criminali che gestiscono il traffico e il trasporto di migranti verso le nostre coste. Calunnie basate su null’altro che su imprudenti dichiarazioni di un procuratore della repubblica che ha avanzato il sospetto di una possibile collusione tra ong e reti malavitose.

Le polemiche sul tema del salvataggio dei migranti in mare – che guarda caso sono scoppiate all’approssimarsi delle elezioni amministrative – hanno avuto l’effetto di deviare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica da ciò che sta succedendo in Africa oggi, il continente da cui proviene la stragrande maggioranza di migranti che solcano il nostro mare. In Africa – sono dati dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur) – vi sono circa 20 milioni di sfollati e rifugiati che fuggono da conflitti e persecuzioni, trovando rifugio nei paesi confinanti o nel proprio. Di questa moltitudine di persone traumatizzate, l’Italia nel 2016 ne ha accolto 181mila circa, cioè meno dell’1% del totale. Come si può affermare quindi che l’Italia è minacciata da una invasione di rifugiati?

L’opinione pubblica, invece, dovrebbe essere informata dai media sulle cause che determinano la fuga di tante persone. Solo negli ultimi 5 anni sono scoppiati in Africa 8 nuovi conflitti armati, e nessuno dei vecchi ha trovato una soluzione definitiva. Intanto, il mercato delle armi, che alimenta le guerre, continua a essere fiorente, compreso quello del Belpaese (si veda l’articolo a pag. 30). Questo si dovrebbe condannare, non puntare il dito sulle ong o su chi accoglie i rifugiati in fuga.

Il 16 maggio scorso ci ha lasciati il professor Antonio Papisca, studioso di relazioni internazionali che ha perseguito per tutta la vita il sogno di un mondo di pace. A lui, carissimo amico, un grazie sincero da Nigrizia di cui è stato collaboratore attento, con la promessa di fare nostro il suo sogno e l’impegno a renderlo concreto.

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