Editoriale di maggio 2017 di Nigrizia
I toni della polemica tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti sono preoccupanti. Le dichiarazioni dei due governi raggelano il sangue. «Una guerra nucleare potrebbe scoppiare in qualsiasi momento», fa sapere Pyongyang, che rincara: «risponderemo a una guerra totale con una guerra totale e siamo pronti a colpire con attacchi nucleari ad eventuali attacchi nucleari». Da Washington la replica: «La nostra pazienza strategica si è esaurita, tutte le opzioni sono sul tavolo. La determinazione americana è comprovata dai raid in Siria e in Afghanistan, la Corea del Nord farebbe bene a non metterla alla prova».

Per ora si tratta di una guerra di parole soltanto, ma la tensione rimane alta. Nonostante gli sforzi diplomatici di Pechino che, con l’appoggio della Russia, invita alla prudenza e chiede la ripresa del tavolo negoziale.

Per la prima volta dalla fine della guerra fredda (1989), l’umanità è di fronte al rischio di una guerra atomica. Paradosso: questo nostro mondo è sempre più armato e sempre meno sicuro. E noi cittadini non possiamo rimanere spettatori passivi. Dobbiamo metterci la faccia, anche compiendo gesti concreti e semplici.

Il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, ci sarà la consueta parata delle forze armate. Diamo un segnale in controtendenza, indichiamo apertamente che rifiutiamo la guerra e che crediamo nella nonviolenza attiva come l’unica possibile via alla soluzione delle controversie e la realizzazione di una convivenza pacifica tra i popoli. Quel giorno appendiamo dalla finestra o dal balcone di casa la bandiera arcobaleno della pace o uno striscione che dica “no alla guerra”. Che questi segni appaiano anche sulle facciate dei luoghi di culto: chiese, moschee e sinagoghe.

Papa Francesco ha lanciato un messaggio inequivocabile alla Conferenza dell’Onu per l’eliminazione delle armi nucleari, iniziata lo scorso marzo, con un invito a «impegnarsi per un mondo senza armi nucleari». Perché non pensare quest’anno a una straordinaria marcia della pace Perugia-Assisi – come suggerisce padre Alex Zanotelli – per dare forza al tentativo della Nazioni Unite di mettere al bando le armi atomiche e dire basta alla follia delle guerre e dell’industria delle armi? È una proposta che il movimento della pace può far propria, coinvolgendo l’Italia intera.

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