Sono 135 anni che questa scialuppa di carta continua a fare la spola tra l’Africa e l’Italia. A tracciarne la rotta sono stati via via gli entusiasmi missionari ottocenteschi, le amare pulsioni del colonialismo italiano ed europeo, il prendere forma, faticoso, delle indipendenze africane e della Chiesa in Africa. E, da oltre cinquant’anni a questa parte, si è fatta largo su queste pagine la consapevolezza che il continente è un soggetto plurale, che spesso sfugge agli schemi mentali e alle narrazioni europee, e che, come tale, va colto e interpretato.

Oggi, chi prende in mano la rivista scopre, fin dalla testata e nell’incalzare delle sezioni tematiche, come Nigrizia sia rinnovata nel segno della continuità.

Un nuovo vestito grafico. Anche se i criteri di scelta e di trattamento della notizia rimangono quelli che hanno sin qui caratterizzato la rivista: accurata contestualizzazione dei fatti, bando alle semplificazioni, denunce mirate, inchieste sul campo. Quello che cambia è il ritmo delle pagine, nell’intento di fornire una lettura più agile e diversificata. Così le rubriche dei nostri commentatori s’intrecciano con “Africa al setaccio” e con “Breviario”, che selezionano e raccontano – brevemente, ma non superficialmente – aspetti e temi legati alla politica, all’economia, all’ambiente, al disarmo, alla Chiesa.

Sempre per evitare un approccio sbrigativo ai problemi e dunque il cristallizzarsi di opinioni ideologiche e fuorvianti, si è pensato di dedicare ai numeri e alle statistiche una cura e uno spazio più adeguati. E se il dossier mantiene immutata la sua centralità (centro della rivista e incentrato su un paese o un tema), la sezione “Africa 54” è lì a ricordare con che cosa abbiamo a che fare: nazioni (54, appunto), ciascuna con la sua specificità, con le sue relazioni regionali, con le sue appartenenze etniche e ricchezze culturali…

“Chiesa è missione”. Un titolo impegnativo per questa sezione. È un invito ai missionari e alla Chiesa d’Africa a farsi avanti, a raccontarsi sulle nostre pagine, a fornirci nuove chiavi di lettura, a criticarci apertamente se è il caso.

Su questa scialuppa di carta possono salire tutti e i migranti lo sanno bene. Anche nell’era digitale, Nigrizia continuerà a non dare tregua ai semplificatori, a trattare l’Africa senza infingimenti e a dialogare con lettori di carta.

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